14 AGOSTO, SI! I GIORNI FELICI @ Il Respiro del Pubblico Festival 25. Scienza e vita

Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla V edizione Il Respiro del Pubblico Festival 25 a cura di Cantiere Obraz: 14 AGOSTO di Teatro dei Lupi, SI! I GIORNI FELICI regia di Matteo Pecorini.

Articolo di Jemma Robin Thompson, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

14 AGOSTO

Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di 14 AGOSTO (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di 14 AGOSTO (foto Emilio Trambusti)

Una scommessa con la scienza: un algoritmo che prevede gli umani come fossero personaggi di un copione. Nessun errore, in quanto matematico ed esatto… ma lo è davvero? È su questa domanda che verte lo spettacolo 14 Agosto prodotto dal Teatro dei Lupi e andato in scena in occasione de Il Respiro del Pubblico Festival 25, scritto e diretto da Alberto Corba, con Michelangiola Barbieri Torrani e Davide Benaglia.

Gli spettatori entrano in platea scorgendo una scena apparentemente domestica, uno spaccato di vita quotidiana: i due protagonisti quasi nudi, sdraiati su un materasso: ripassano le battute di un testo teatrale. L’ambiente in cui si trovano è molto mimale, scarno ed è possibile intuire sin da subito che si tratta di un appartamento di due giovani, ancora agli esordi della loro carriera teatrale e che si amano, forse sono fidanzati o forse la loro relazione sfugge alle etichette. Lavorano ad un misterioso progetto teatrale.

I due protagonisti, mentre discutono, si vestono e si spogliano continuamente: queste azioni sono un’onda incessante, fondamentali per la scansione del tempo drammaturgico. Una scelta ingegnosa per le costanti metamorfosi nel tempo e nello spazio, dettate dal semplice espediente del costume, una drammaturgia complessa e stratificata. Del resto l’attore si mette a nudo davanti al suo pubblico, spogliare e conoscere nei minimi dettagli e poi vestirsi del suo costume di scena. Si sente chiara la tensione sul palco, una chimica palpabile, nell’ambiente intimo del teatro con pochi spettatori. I protagonisti salivano e scendevano dal palco, interagendo spesso con il pubblico e creando complicità, anche nei momenti più paradossali o drammatici. Una narrazione frammentata che costruisce la narrazione con flashbacke salti in avanti, che aggiungono pezzi fino a completare il puzzle, quando il sipario si chiude. Lo spettacolo ci interroga sul futuro: fino a che punto può essere esatta la scienza?

SI! I GIORNI FELICI

Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di SI! I GIORNI FELICI (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di SI! I GIORNI FELICI (foto Emilio Trambusti)

Invecchiare significa comunque vivere e rivivere i giorni felici? E quei giorni si possono veramente definire tali? “Sì!” risponde Lilla Mangano, novantenne nelle vesti di Winnie protagonista di SI! I GIORNI FELICI andato in scena questo novembre al Teatro del Cestello. Diretta e affiancata da Matteo Pecorini in occasione de Il Respiro del Pubblico Festival 25, i due drammaturghi e protagonisti hanno reinterpretato in maniera tenera, commuovente ed appassionante il dramma beckettiano. La dolce anziana brillava e riempiva il palco con la sua energia giovanile, il suo carattere frizzante e la sua voce squillante. La storia di una vita, una come tante, ma che a teatro si fa grande attimo di riflessione del pubblico.

Teatro gremito di persone, sin dall’ingresso si entra con difficoltà nel foyer cercando di farsi strada tra il pubblico palpitante. Si percepisce un’aria di gioia, di aspettativa e, sin da subito, è possibile percepire che la maggior parte degli spettatori, tra cui molte anziane, erano in qualche modo collegate da un forte legame affettivo con l’attrice. E questa loro presenza è stata fondamentale per la riuscita dello spettacolo, che poteva affidarsi a un pubblico accogliente e dolce. Sedendosi in sala, una volta calate le luci in platea, si accende un faretto al centro del palco: una sedia, su cui è seduta l’attrice, e il suo compagno sdraiato accanto a lei di cui si scorge a malapena il viso.

Del dramma beckettiano rimangono i due protagonisti, marito e moglie, di nome Willie e Winnie, la borsa della signora da cui prende svariati oggetti e, infine, il tema dell’ottimismo tragicomico e imperterrito della donna nonostante la routine dell’essere umano porti necessariamente alla morte. Lo stesso ottimismo che caratterizza certamente la signora Lilla, anche una volta scesa dal palco. Perché, che cos’è il teatro se non vita? In questo caso la sua vita, in un dramma appositamente scritto da lei e per lei. Ed è questa sua vita che è così palesemente tangibile non solo nella sua presenza in scena ma anche nella reazione del pubblico che, mentre spaziava dall’allegria e alla tristezza più sincera, rideva e piangeva con lei commentando ad alta voce. Momenti canori quasi comici in cui emerge con dolcezza la voce stonata di un’anziana signora, alternati a voci di reale tristezza delle persone parti della comunità della Casa di Riposo dove vive.

Il Respiro del Pubblico Festival 25, back stage di SI! I GIORNI FELICI (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, back stage di SI! I GIORNI FELICI
(foto Emilio Trambusti)

Vorrei soffermarmi su un elemento fondamentale di Giorni Felici di Beckett, il cumulo in cui sono gradualmente seppelliti i due protagonisti, simbolo dell’inarrestabile scorrere del tempo che porta poi necessariamente alla morte. Ma in questa rilettura o meglio trasformazione del dramma, il mucchio di terra non è visibile, ma è forse percepibile: è forse lei stessa con i suoi anni, le sue esperienze vissute passate e presenti, ad essere il cumulo? O è quella imminenza della morte a cui lei e tutti in sala necessariamente pensano?

Mangano ha portato in scena un’interpretazione realistica ma non eccessivamente idealizzata del dramma e della vita: ha dimostrato che essere anziani non significa rinunciare ai piccoli piaceri della vita quotidiana e alle gioie dei ricordi passati, ma che anzi sono essi stessi che dovrebbero guidare le giornate della senilità. E così, mentre applaudivamo in un’incessabile standing ovation, ci rendevamo conto che quella sua risposta, apparentemente semplice — “Sì!” — aveva spostato qualcosa dentro tutti noi: ci ha ricordato che l’età non sottrae, ma aggiunge e che anche i giorni che temiamo di più possono, inaspettatamente, essere felici.

Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della V edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 25 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Andrea Lanini, Anik Sourav Islam, Antonio Schongut Marzili, Ayman Abouelkhir, Bianca Buchelli, Carlo Mattia Governa, Caterina Megli, Cosimo Pesci, Elisa Bellu, Emily Martina Best, Enis Ibrahimi, Gianalessandro Morganti, Giovanni G. Gori, Giulia Veltroni, Isotta Traxler, Jasmine Ruby Thompson, Jemma Robin Thompson, Julia Fodor, Lorenzo Pedonese, Margherita Cecchi, Marta Bani, Martina Spanò, Medard Lekli, Miriam Berchicci, Petra Mosetti, Sara Lanza, Sara Pasquali.

Il Respiro del Pubblico Festival 25

Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Assistenza al progetto Michela Cioni e Antonella Longhitano. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Un progetto di Cantiere Obraz con Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello. Ciuchi Mannari – Scuola di Critica Teatrale.

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Collettivo Redazione Firenze

Redazione di Gufetto a Firenze e in Toscana attiva dal 2017 con articoli di teatro, arte, danza e libri, Un gruppo di appassionati redattori e redattrici insieme per amore del teatro e dell'arte. Ne fanno parte: Alice Capozza, Michele D'Ambrosio, Leonardo Favilli, Sandra Balsimelli, Susanna Pietrosanti, Martina Corsi, Federica Murolo, Francesca Valente, Sofia D'Andrea, Serena Chiaramonte, Chiara Guarducci (arte), Michele Mariotti (libri)