CAPITAN CORAGGIO E MADAMA PAURA, DISCORSO SUL MITO, SI! I GIORNI FELICI @ Il Respiro del Pubblico Festival 25. Il teatro che parla a tutti

Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla V edizione Il Respiro del Pubblico Festival 25 a cura di Cantiere Obraz: CAPITAN CORAGGIO E MADAMA PAURA di Catalyst, SI! I GIORNI FELICI regia di Matteo Pecorini, DISCORSO SUL MITO Il ritorno di Ulisse in patria di e con Vittorio Continelli.

Articolo di Martina Spanò Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

Capitan Coraggio e Madama Paura: le paure che ci fanno crescere

Il Respiro del Pubblico Festival 25, CAPITAN CORAGGIO E MADAMA PAURA (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, CAPITAN CORAGGIO E MADAMA PAURA
(foto Emilio Trambusti)

È possibile esplorare alcuni comportamenti naturali dei bambini in maniera giocosa? Sì, e non lo troverete in una ricerca di neuroscienze cognitive ma in uno spettacolo dedicato ai più piccoli; sto parlando di Capitan Coraggio e Madama Paura, di Catalyst e Teatro del Cerchio. Attraverso un confronto tra Madama Paura (Dafne Tinti) e il Coraggio del piccolo Alberto (Giorgia Calandrini) entriamo nello spazio onirico di un bambino che ogni giorno deve affrontare numerose battaglie (la paura del buio, la paura del dottore, il giudizio degli altri bambini, dichiararsi a Giulia…) per esplorare gli inneschi che generano la paura dei bambini e le strategie che vengono adottate per superarle.

Sul palco un ambiente neutro con pochi oggetti dove i personaggi abitano la cameretta soggetta ai cambiamenti e alle fantasie di Alberto. Dall’alto pendono lampadine che si accendono e spengono quando toccate per illuminare l’irrazionale e oscuro mondo delle paure. Madama Paura è infatti una presenza costante e fa leva sui timori del bambino assumendo le sembianze dei suoi incubi: la vediamo trasformarsi nella maestra che lo mette a disagio davanti la classe o nella mamma apprensiva che con le sue raccomandazioni ostacola i tentativi del bambino di fare il bagno a largo poiché troppo pericoloso. Ad accompagnare Alberto nelle continue sfide a cui è sottoposto il suo fedele peluche e il costume da supereroe, con tanto di mantello e maschera indossati tutte le volte che sarà necessario.

L’abilità delle attrici nella caratterizzazione dei personaggi inoltre favorisce l’immedesimazione del pubblico dentro la storia che progredisce e ci trascina con naturalezza verso le diverse tappe di questo viaggio. Tutto in scena è movimento e simbolicamente allude ai pensieri che spesso abitano dentro di noi indisturbati, fino a quando noi per primi escogitiamo un modo per dominarli. Interessante l’uso del microfono in un angolo della scena per amplificare la voce nel descrivere sensazioni bizzarre, che agiscono al centro del palco come presenza ingombrante nella mente di Alberto, sovrapponendosi allo stato di inquietudine di una nuova paura. Nonostante la tematica affrontata non sia semplice, la lettura appare chiara e godibile per i più piccoli. In questo continuo confronto/ scontro tra il coraggio e la paura riusciamo a cogliere le piccole difficoltà che affrontano quotidianamente i bambini ma che si rivelano fondamentali per crescere.

A mio parere momenti memorabili sono la partita di calcio tra Alberto e Madama Paura con un pallone fatto solamente d’aria e la prova più difficile di tutte: come comportarsi quando ti ritrovi nella stanza buia del sottoscala in cerca dell’interruttore? Meglio iniziare a canticchiare una canzone buffa.

SI! I GIORNI FELICI: i nostri giorni felici

Il Respiro del Pubblico Festival 25, GIORNI FELICI (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, SI! I GIORNI FELICI (foto Emilio Trambusti)

Per il Festival Il Respiro del Pubblico 25, la platea del teatro del Cestello è piena e il pubblico applaude il debutto di un’attrice novantenne! Sì, i giorni felici è lo spettacolo andato in scena il 20 novembre, tratto da Happy Days di Samuel Beckett grazie alla riscrittura di Matteo Pecorini, giovane regista che da anni cura residenze artistiche e laboratori teatrali nelle RSA. Ed è lì presso Il Gignoro che è nata la collaborazione con Lilla Mangano: i due che in ci aprono ad un’autentica biografia dell’attrice esordiente.  Winnie (Lilla Mangano) è travolgente e sicura e non viene mai lasciata sola sul palco da Willie (Matteo Pecorini) che, come un compagno di vita con pazienza la sostiene durante il racconto. Lo spettacolo ruota intorno alla storia dell’attrice che rievoca vicende personali dall’infanzia alla vita adulta, partendo dalla Sicilia per ritrovarsi nel Nord Italia e affascina i suoi spettatori talvolta sfoderando i dialetti dei suoi spostamenti.

Seduta al centro del palco ogni oggetto che tira fuori dalla sua borsa è legato a un ricordo della sua vita, e ogni volta l’iniziativa a raccontare nasce da un cenno del suo accompagnatore seduto a terra accanto a lei che non parla ma resta in ascolto, soprattutto nei momenti in cui la Winnie di Lilla Mangano attraversa episodi di forte intensità emotiva. Un semplice gesto come la mano poggiata sul suo ginocchio si fa carico di significato nel momento in cui riecheggiano le bombe della guerra. Eppure, tra i frammenti del suo vissuto riusciamo sempre a vedere la briosità che la contraddistingue, che la rende padrona del palco e capace di trasmettere un senso di familiarità e catturare l’attenzione di chi l’ascolta con interesse.

Il dramma di Beckett cucito addosso alla storia Lilla convince e permette al teatro di continuare a svolgere la sua funzione e parlare al nostro presente. È come aprire una finestra sul mondo e rendersi conto che abbiamo ancora bisogno di essere ascoltati e raccontarci; quale luogo migliore allora se non in teatro indossando il nostro più bel vestito. È il venti di novembre duemila venticinque e scivolando in un ballo Winnie e Willie ci proiettano verso i giorni felici che scrivono la nostra storia passata e futura.

DISCORSO SUL MITO: a cosa servono le storie?

Il Respiro del Pubblico Festival 25 DISCORSO SUL MITO foto Emilio Trambusti.
Il Respiro del Pubblico Festival 25, DISCORSO SUL MITO (foto Emilio Trambusti)

Ancora una volta prendono vita le vicende di Ulisse e di quel famigerato viaggio fatto di tempeste, naufragi e approdi dell’Odissea. Ad accompagnarci in questo viaggio c’è Vittorio Continelli con un estratto del suo progetto DISCORSO SUL MITO sulla classicità. Il Respiro del Pubblico Festival 25 ci porta negli spazi della Galleria Chiasso perduto, un luogo intimo sede di mostre temporanee che riunisce gli spettatori intorno ad un focolare al quale sono invitati. Attraverso la voce dell’attore il pubblico è guidato tra gli intrecci del lungo viaggio di Ulisse lontano da Itaca e segue il dipanarsi del racconto come lo sciogliersi di una matassa. Ad accompagnare queste parole soltanto la melodia di un carillon nelle mani dell’attore che ci trasporta tra immagini sognanti, come Penelope che compone la sua tela di giorno e disfa di notte, e immagini più forti dove a muoversi sono le imprese di Odisseo. Così il racconto di Ulisse diventa il racconto di tutti gli uomini e le donne che figurano nello scenario dell’epopea più nota giunta fino a noi, facendo emergere dalla narrazione la domanda che ancora oggi il teatro si pone come motore dell’azione: A cosa servono le storie? Qual è il motivo che spinge poeti e artisti di ogni epoca a raccontare e tramandare? Suggerisce Vittorio Continelli che possiamo solo così salvare pezzi di vita destinati all’oblio come nell’antica tradizione della memoria orale.

Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della V edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 25 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Andrea Lanini, Anik Sourav Islam, Antonio Schongut Marzili, Ayman Abouelkhir, Bianca Buchelli, Carlo Mattia Governa, Caterina Megli, Cosimo Pesci, Elisa Bellu, Emily Martina Best, Enis Ibrahimi, Gianalessandro Morganti, Giovanni G. Gori, Giulia Veltroni, Isotta Traxler, Jasmine Ruby Thompson, Jemma Robin Thompson, Julia Fodor, Lorenzo Pedonese, Margherita Cecchi, Marta Bani, Martina Spanò, Medard Lekli, Miriam Berchicci, Petra Mosetti, Sara Lanza, Sara Pasquali.

Il Respiro del Pubblico Festival 25

Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Assistenza al progetto Michela Cioni e Antonella Longhitano. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Un progetto di Cantiere Obraz con Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello. Ciuchi Mannari – Scuola di Critica Teatrale.

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Collettivo Redazione Firenze

Redazione di Gufetto a Firenze e in Toscana attiva dal 2017 con articoli di teatro, arte, danza e libri, Un gruppo di appassionati redattori e redattrici insieme per amore del teatro e dell'arte. Ne fanno parte: Alice Capozza, Michele D'Ambrosio, Leonardo Favilli, Sandra Balsimelli, Susanna Pietrosanti, Martina Corsi, Federica Murolo, Francesca Valente, Sofia D'Andrea, Serena Chiaramonte, Chiara Guarducci (arte), Michele Mariotti (libri)