DISCORSO SUL MITO @ Il Respiro del Pubblico Festival 25. La ricerca di identità

Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla V edizione Il Respiro del Pubblico Festival 25 a cura di Cantiere Obraz: DISCORSO SUL MITO Il ritorno di Ulisse in patria di Vittorio Continelli.

Articolo di Marta Bani, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

Discorso sul mito. Il ritorno di Ulisse in patria

Il Respiro del Pubblico Festival 25, DISCORSO SUL MITO (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, DISCORSO SUL MITO (foto Emilio Trambusti)

Tra il brusio di un pubblico ancora distratto, in uno spazio tanto spoglio quanto suggestivo, fa il suo ingresso un uomo, quasi di soppiatto, con in mano un carillon ed un quadernino degli appunti… e dolcemente cala il silenzio. Discorso sul mito è un progetto di racconto della mitologia classica di Vittorio Continelli, che in “Il ritorno di Ulisse in patria” parla di un viaggio che non è solo quello di Odisseo e dei suoi compagni; è quello di Penelope, Telemaco, Laerte, Circe, dei Proci, in direzioni diverse, con ambizione, paura e passione. Così come per questi personaggi, anche per noi spettatori inizia un viaggio: il nostro parte dalla galleria Chiasso Perduto, in una piccola stanza priva di palco o scenografia, riempita solamente dalle sedie destinate agli spettatori e illuminata da una luce fredda, rimasta accesa per tutta la durata dello spettacolo. Vittorio Continelli silenziosamente si è posto al centro della stanza aspettando con un sorriso l’attenzione degli spettatori per dare inizio al racconto, accompagnato dalla melodia del suo carillon. Durante lo spettacolo, la bravura dell’attore si è manifestata nella capacità di evocare immagini nitide solo con le parole. Tuttavia, è dalla selezione degli episodi mitologici e dall’alternanza di risate, pause e improvvise accelerazioni ritmiche che emerge il suo vero intento: non una semplice narrazione di un mito classico, ma una reinterpretazione profonda e personale. Tale prospettiva si riflette nella selezione accurata degli episodi che compongono il peregrinare dell’eroe: sebbene il viaggio tocchi luoghi come Troia, la terra dei Ciclopi o l’isola di Calipso e infine Itaca, l’attenzione di Continelli non è rivolta alla cronaca, ma al conflitto. Egli sceglie infatti di concentrarsi su quegli eventi caratterizzati dallo scontro tra due forze opposte che entrano in conflitto su due piani diversi: quello esteriore: dove astuzia razionalità e fedeltà, virtù incarnate da Ulisse o Penelope, si contrappongono ad una predisposizione alla trasgressione e al vizio, incarnati invece dai compagni di Ulisse o dai Proci. E quello interiore: Ulisse è un re multiforme, dai tanti nomi ma anche dalle tante sfaccettature. In lui, infatti, convivono due sentimenti in contrasto: da una parte la bramosia di conoscenza e la necessità di esplorare e di conseguenza uscire dalla propria bolla, dall’altra la nostalgia e il bisogno di tornare alla propria patria.

Continelli ci ricorda come l’Odissea inizi in realtà con Telemaco, che parte da Itaca, ormai assediata dai Proci, per andare alla ricerca del padre, e si concluda con Ulisse che ritrova il proprio, Laerte. A smuovere le fila di questo racconto è dunque la necessità di riconnettersi a una micro-patria, ovvero al nucleo familiare. D’altra parte troviamo Penelope, costretta a resistere all’occupazione della propria città e a proteggere il suo nido familiare, per quanto frammentato. Tutti questi personaggi, dunque, condividono il bisogno di un senso di appartenenza. È proprio questa ricerca d’identità a rendere il racconto ancora oggi necessario, portandoci a una riflessione più ampia sul valore del classico. Questo mito, se riproposto nella giusta chiave, riesce ancora a toccarci nel profondo in quanto esseri umani: ci parla di nostalgia, dei nostri vizi e delle nostre virtù e, soprattutto, del bisogno di appartenere a un luogo o a una comunità. Parlare di miti è quindi ancora rilevante, perché sono storie di uomini: scritte secoli fa, ma capaci di parlarci ancora oggi nel profondo.

Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della V edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 25 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Andrea Lanini, Anik Sourav Islam, Antonio Schongut Marzili, Ayman Abouelkhir, Bianca Buchelli, Carlo Mattia Governa, Caterina Megli, Cosimo Pesci, Elisa Bellu, Emily Martina Best, Enis Ibrahimi, Gianalessandro Morganti, Giovanni G. Gori, Giulia Veltroni, Isotta Traxler, Jasmine Ruby Thompson, Jemma Robin Thompson, Julia Fodor, Lorenzo Pedonese, Margherita Cecchi, Marta Bani, Martina Spanò, Medard Lekli, Miriam Berchicci, Petra Mosetti, Sara Lanza, Sara Pasquali.

Il Respiro del Pubblico Festival 25

Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Assistenza al progetto Michela Cioni e Antonella Longhitano. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Un progetto di Cantiere Obraz con Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello. Ciuchi Mannari – Scuola di Critica Teatrale.

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Collettivo Redazione Firenze

Redazione di Gufetto a Firenze e in Toscana attiva dal 2017 con articoli di teatro, arte, danza e libri, Un gruppo di appassionati redattori e redattrici insieme per amore del teatro e dell'arte. Ne fanno parte: Alice Capozza, Michele D'Ambrosio, Leonardo Favilli, Sandra Balsimelli, Susanna Pietrosanti, Martina Corsi, Federica Murolo, Francesca Valente, Sofia D'Andrea, Serena Chiaramonte, Chiara Guarducci (arte), Michele Mariotti (libri)