C’è un Teatro che mi attrae come calamita e rapisce come un ladro. Calamita di colori e di suoni. Ladro che rapisce dalla quotidianità e mette (con gentile presunzione) davanti alla toppa della porta. Su quel palcoscenico del Teatro Vascello (vedi tutta la Stagione 2025-2026) si raccontano storie e questa è tratta da un’altra: “Storia della mia vita” di Giacomo Casanova. La prima è andata in scena il 13 maggio con la regia di Fabio Codemi con Sandro Lombardi.

Contenuti
Casanova – storie di vite straordinarie al Teatro Vascello
Giacomo Casanova ha vissuto una vita straordinaria e continua a viverla perché redivivo passa di bocca in bocca e di penna in penna. Questa volta è toccato a quella abile e arguta di Fabrizio Sinisi (autore che abbiamo visto al Vascello con Orlando) cimentarsi nel racconto biografico. A lui il ruolo di Materializzatore delle carni e dei pensieri di Casanova. Il protagonista di questa pièce è stato un innovatore, un pensatore, un poeta, un drammaturgo e il padre dei famosi Mémoires: opera unica e specchio mai sbiadito del Settecento. Il veneziano più famoso di tutti i tempi era compagno di salotto di Goldoni con il quale la madre attrice aveva lavorato, di Voltaire e Rousseau, eppure viene ricordato soprattutto (nell’immaginario collettivo) come un instancabile dongiovanni. Pare dunque che l’argomento abbia avuto sempre i suoi proseliti tanto da offuscarne tutte le altre attitudini o qualità intellettuali.

com’è il Casanova di Sinisi?
Casanova era un letterato che osservava il suo tempo che passava e soprattutto come passava. Assiste agli stravolgimenti antropologici che segneranno il mondo: finiscono per sempre i fasti della nobiltà e ascende la borghesia che non grida più sotto tetti e mansarde ma per davvero in piazza davanti Notre Dame. Casanova si rammarica per quella imperante “volgarità” che altro non è che il grido del volgo non educato forse perché non abituato a gridare. In questo Casanova di Sinisi, c’è un uomo vecchio e testimone impotente di un mondo che muta in fretta. E la punizione per uno come lui che scrutava il tempo è esser morto a soli due anni dal neo secolo. Come aspettare un’alba e addormentarsi al mattino stanchi o vecchi.

Dichiarazione d’amore e di guerra
L’autore non poteva ignorare la meravigliosa e invidiabile reputazione libertina di Casanova e Codemi (dirigendo la pièce) non poteva deludere le aspettative della platea. In una vasca d’acqua (nuda, sconvolgente e bella) si intinge Henriette: l’amore di Casanova. Ci sono continui salti temporali. Casanova dà forma di fantasmi ai ricordi. Henriette appare bella e giovane e ha il corpo di Simona De Leo. La sua dichiarazione d’amore è insieme una dichiarazione di guerra perché la relazione per lei è abnegazione e Casanova fugge e sa dimenticare. Henriette è consapevole che il tempo passerà, anzi è già passato. Giacomo le chiede se lo ama ancora, lei annuisce ma il tempo è passato dentro la clessidra. Troppo tardi. C’è un tempo per ogni cosa gli risponderà con la brutale bellezza del suo volto.
La scenografia dello spettacolo Casanova è una visione e vola come una mongolfiera
Cherstich rende il racconto visionario. La commedia non è più la mera cronistoria di una vita. La biografia. Diventa un’avventura popolata da altri personaggi, libri che crollano come le convinzioni di un uomo e quel pallone chiamato mongolfiera col quale si può persino viaggiare in quel tempo che era il futuro. Ci sono quadri che si sollevano per essere appena dopo finestre dentro le quali affiorano paesaggi e personaggi: Voltaire (Alberto Marcello) parla da lì ed è l’ennesimo ricordo di Casanova. E poi trasparenze che solleticano la fantasia della platea. C’è una cura che non sempre viene adoperata in altri spettacoli per pigrizia, per economia di denaro o di di idee.

Fabrizio Sinisi incanta il pubblico di parole
C’è una simbiosi (di cose e persone) che inchioda alla poltrona: la recitazione fluida degli attori con un valente capitano: Sandro Lombardi (Casanova) arrivato alla sua maturità artistica; la regia di Fabio Condemi, classe 1988, ha studiato alla Silvio d’Amico; le scene di Fabio Cherstich; i costumi giusti di Gianluca Sbicca; le luci calibrate cangianti di Giulia Patore, le musiche evocative di Andrea Gianessi. Ma chi incanta in assoluto e compie quel furto dalla realtà e catapulta nella visione intellettuale del personaggio è senza dubbio il testo di Sinisi. Una ricerca intima e minuziosa che gli svela Casanova restituito poi con onestà e intelligenza alla platea silente del Vascello.
Il drammaturgo affronta con garbo un gigante e riesce a scalarlo, quasi vivisezionarlo e raccontarlo in tutte le sfaccettature, passioni e ossessioni. Ad arricchire la biografia teatrale c’è il Mesmerista (Marco Cavalcoli). Aspettavo di godere del talento di Beddi Pedrazzi nella sua Marchesa D’Ufrè e l’aspettativa non è stata delusa e addirittura superata nonostante quelle sbavature di dizione ma che sono niente davanti a tanta bravura.
Spettacolo da vedere
Casanova – cast e dati artistici
Di Fabrizio Sinisi
liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova
regia Fabio Condemi
con Sandro Lombardi
e con (in ordine alfabetico) Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti Pedrazzi
Giovanni Porzi nel ruolo di Casanova bambino
scene e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich
costumi Gianluca Sbicca
disegno luci Giulia Pastore
musiche e sound design Andrea Gianessi
assistente alla regia Andrea Lucchetta
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Compagnia Lombardi – Tiezzi
Personaggi e interpreti
Casanova – Sandro Lombardi
Mesmerista – Marco Cavalcoli
Henriette – Simona De Leo
Voltaire – Alberto Marcello
Marchesa D’Urfé – Betti Pedrazzi
Casanova bambino – Giovanni Porzi
Durata 1h e 15’
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