INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO @ Festival Indivenire 2026: Patriarcato, dall’afasia alla resistenza

Il Collettivo Teatrale NOCTUA ha portato in scena, all’interno della VII edizione del Festival inDivenire 2026, il progetto “INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO”. Regia e drammaturgia di Martina Badiluzzi (da noi già apprezzata ne “Il vivaio”) con Viviana Barboni, Camilla Benzi, Alice Casales, Tiziana Di Tella e Caterina Petrarulo, musiche di Roberta Russo light designer Matteo Bergonzoni.

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L’articolo è stato prodotto nell’ambito del Laboratorio di Visione di Teatro realizzato da Gufetto.

Il laboratorio mira a formare giovani e non giovani critici di teatro Teatro, Arte, Libri e Cinema da coinvolgere nel nostro percorso di formazione come redattore editoriale/critico ed esperto nella scrittura per il web!

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Di cosa parla INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO il progetto del Collettivo Teatrale Noctua?

Cinque donne che, dimenandosi all’interno dell’ipocrisia patriarcale della società contemporanea, condividono sogni soffocati, paure, aspettative irraggiungibili. Descrivono insieme il patriarcato attraverso forme, aggettivi, colori, città arrivando a definirlo come “un topolino di plastica fluorescente” un qualcosa che, anche se fatto a pezzi dal tempo, continua a resistere perché derivato dal petrolio proveniente dalle viscere oscure della terra.

La condivisione del loro malessere unisce il gruppo di donne che, attraverso movimenti arcaici e tribali, si riuniscono in un sabba nel quale l’essenza di essere donna acquisisce un potere magico attraverso parole e musica. Parole che da risorsa si erano trasformate in inganno e che ora mutano nuovamente in “formule magiche che dischiudono il mondo”.

La forza di riscatto delle giovani viene spenta però da un processo nei confronti di una di loro accusata di stregoneria dalla madre di una bambina a cui faceva da babysitter che la accusa di aver spinto la sua bambina a sognare.

Il Messaggio di INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO

Il corpo, il genere e l’identità sono argomenti che per secoli hanno imprigionato la donna in schemi, catene sociali e giudizi. Lo spettacolo mira a scardinare questa visione anacronistica, a smantellare il sistema patriarcale utilizzando linguaggio poetico, efficaci stereotipie motorie e musiche originali.

Il sangue e il rapporto costante della donna con lo stesso, in tutte le fasi della sua vita, diventa il fil rouge che arricchisce la narrazione dell’aspetto di evoluzione emotiva e psicologica dei personaggi.

La sensazione di soffocamento e paura che ognuna esprime nel rapporto con la città “a misura d’uomo”, unita alla rabbia costante, descritta come un peso perenne, “un cinghiale seduto sul petto”, un opprimente e costante asfissia che diventa afasia, accendono il bisogno di cambiamento e di rivoluzione.

Le interpretazioni del Collettivo Teatrale NOCTUA e le musiche di Roberta Russo

Le cinque attrici interpretano l’ostracizzazione del pensiero patriarcale grazie a un ritmo recitativo chiaro e ben strutturato. Utilizzano la danza come importante strumento comunicativo attraverso coreografie caratterizzate da ampi movimenti ripetuti, servendosi di tutto lo spazio a loro disposizione, bilanciando bene momenti coreutici e fotografie di circostanze intime.

La mimica facciale, nei diversi scenari, cattura l’attenzione dello spettatore aiutando la comprensione del testo e della comunicazione non verbale spesso più impattante rispetto al testo stesso.

L’evidente coesione del gruppo, coadiuvato da una solida preparazione e da un’attenzione ai dettagli rendono la visione e l’ascolto fluidi ed emozionanti.

Elemento molto efficace risultano essere le musiche di Roberta Russo, la musicista grazie a una console riesce a dare vita a ritmi originali e sonorità accattivanti eseguite dal vivo. La drammaturgia musicale si amalgama perfettamente con le diverse scene e contribuisce a far immergere completamente lo spettatore nella rappresentazione.

La messa in scena: oggetti di scena e luci

La compagnia utilizza pochi oggetti di scena prediligendo movimenti e recitazione. Risulta molto interessante la trasformazione di due donne in uomini senza l’utilizzo di parrucche o trucchi ma esclusivamente utilizzando le acconciature modificando i capelli in baffi e barbe. Altro elemento semplice ma efficace è l’utilizzo di una sigaretta elettronica usata durante il sabba per creare l’effetto della nebbia notturna.

La luce al neon posta al centro della scena è un aspetto sicuramente studiato e fortemente caratterizzante in tutte le scene legandosi perfettamente con le sonorità particolari dello spettacolo ed evidenziando cambi di scena o momenti salienti, ottimo lavoro di Matteo Bergonzoni.

INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO può diventare uno spettacolo?

Festival Indivenire_corpo_eretico

“Inventario per un corpo eretico” è, a mio parere, già pronto per essere uno spettacolo, è stato adattato per questa occasione limitando la rappresentazione a trenta minuti.

Il Collettivo, partendo da uno studio approfondito sulle tematiche affrontate all’interno di un vecchio casale sui colli bolognesi ha ricercato già il confronto con il pubblico partendo da Molfetta. In tutte le tappe la rappresentazione ha suscitato negli spettatori riflessioni e aperto interessanti dibattiti delineando sempre in maniera più evidente il carattere di “Manifesto” dello spettacolo.

Consiglio vivamente a tutti di andare a vedere “Inventario per un corpo eretico” e di seguire le evoluzioni di questo collettivo intraprendente, originale e attuale. Complimenti a tutti per l’ottimo lavoro.

INVENTARIO PER UN CORPO ERETICO – cast e dati artistici

con Viviana Barboni | Camilla Benzi | Alice Casales | Tiziana Di Tella | Caterina Petrarulo
Roberta Russo
 – musicista | Matteo Bergonzoni – light designer

regia Martina Badiluzzi

Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto

Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.

Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.

Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.

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