SUPERPOWDER @ Centro Culturale Artemia: Marxismo per tutt*!

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IlCentro Culturale Artemia, gestito e diretto da Maria Paola Canepa si distingue sempre per lo spazio che offre alle giovani compagnie, spazio non solo di esposizione, ma anche di studio e creazione, è proprio fra le sue mura che infatti ha preso vita SUPERPOWDER, l’ambizioso testo del collettivo Tapullo, che straborda su un palco così piccolo, andato in scena fino all’8 febbraio.

Lo spettacolo fa parte della rassegna SperimentArti, realizzata da Artemia e che conta diversi spettacoli di teatro contemporaneo in vista.

Di cosa parla SUPERPOWDER? andiamo a scoprire qualcosa di più di questo spettacolo, del Collettivo e della Rassegna nella quale sono stati inseriti!

SUPERPOWDER: Cronaca di una piccola utopia

Un ragazzo in sedia a rotelle, una conversazione radiofonica e il racconto di un sogno distrutto, è così che inizia superpowder, che dai primi minuti definisce subito una grammatica scenica molto chiara: i pochi elementi scenici parlano di per sé, e oltre a essere ben sfruttati e utilizzati, nascondono dettagli che aggiungono spessore alla narrazione.

 L’ottima scelta stilistica delle polo arancioni oltre a catturare l’occhio dello spettatore lascia subito intendere dove ci si trova, siamo nello stanzino comune di un supermercato, condiviso da tre dipendenti: Walter (il ragazzo citato sopra), Elisa e Piero. Ed è subito chiaro dalla prima esilarante scenetta  quanto il loro rapporto sia saldo e duraturo, è infatti, come spesso accade nelle strutture drammaturgiche più classiche, l’arrivo di un elemento esterno a destabilizzarne l’equilibrio.

L’arrivo di Carla, nuova dipendente del supermercato, porta, attraverso un bizzarro escamotage drammaturgico, l’invenzione di una polvere in grado di cancellare tutto, da qui l’idea al limite dell’assurdo di progettare una piccola rivoluzione Marxista.

LA DRAMMATURGIA DI FEDERICO VALDI: Mai fare spesa quando si è affamati

Superpowder - locandina spettacolo
Superpowder – locandina

A contrasto con il semplice linguaggio scenico si pone il testo scritto da Federico Valdi un testo ambizioso, che, partendo dal basso, punta in alto cercando di toccare forse troppe tematiche con pesi specifici ben diversi e che, per essere esplorate a dovere, avrebbero bisogno di una durata della messa in scena sicuramente più lunga. 

La penna di Valdi è ottima nel calcare il carattere dei personaggi e i loro rapporti: anche nelle parole, come nella scenografia, si nascondono infatti dettagli e sfumature che ci fanno affezionare di più ai quattro; è però decisamente troppo volenterosa quando si tratta di prendere delle scelte.

 Quando infatti il testo si trova a dover seguire una strada piuttosto che un’altra, sceglie invece di percorrerle entrambe e di porle tutte sullo stesso piano. La risultante è un intreccio che parte ben saldo ma che andando avanti si slega, nei toni e nei colori: un arco narrativo che si spezza in favore di altri meno interessanti.

Se, infatti, è intrigante seguire questa sorta di “Animal Farm” da supermercato, lo sono meno le sottotrame d’amore che vengono fuori quasi dal nulla, o l’elemento troppo ingombrante del “personaggio cattivo”, interpretato da Valdi stesso. Non a caso si ha la sensazione che, nonostante la regia appartenga a Giacomo Cremaschi, la difficoltà nel rinunciare ad alcune scelte drammaturgiche da parte dello scrittore abbia influenzato il risultato finale.

LA REGIA DI CREMASCHI per SUPERPOWDER: Conoscere gli ingredienti

Al contrario del personaggio di Carla, che non conosce gli ingredienti della sua ricetta magica, Giacomo Cremaschi conosce i suoi attori e sa sfruttarne le potenzialità e le sintonie ma, soprattutto, conosce lo spazio a disposizione e i suoi limiti; non pesa infatti il limite di non poter far uscire di scena Walter confinato sulla sedia a rotelle, diventa anzi un plus che ci permette di esplorare l’intimità di un personaggio che osserva sempre tutto da dentro e si esprime in monosillabi. 

Grande sfida interpretativa per Massimiliano Viola che caratterizza a dovere gli occhi di questo silenzioso osservatore, lasciandone percepire la rottura interiore oltre che quella esteriore. Francesca Cordioli e Sara Todisco (che di recente hanno fondato il duo artistico “postpanico”) hanno un’enorme sintonia ed è spesso la loro energia e complicità il vero e proprio motore del testo che ha bisogno, sicuramente, di un ritmo molto sostenuto.

 Il meno convincente è sicuramente Federico Valdi stesso, che forse troppo concentrato sulle parole uscite dalla sua stessa penna risulta poco credibile nel restituirle attraverso i panni di Piero; la sua rabbia nei confronti del mondo risulta infatti spesso caricaturale e se ne intravede solo in piccola parte la vera radice, che viene, invece, mascherata da un’espressione corporea poco veritiera. 

LA MUSICA DI SUPERPOWDER: fuori e dentro il testo

Le scelte musicali si inseriscono nel testo in maniera perfetta, sia nella loro forma diegetica che in quella extradiegetica intrecciandosi con il ritmo già alto dei dialoghi ed enfatizzando sia i momenti di tensione sia quelli più divertenti e distensivi. Potrebbero a volte ricordare un po’ troppo la cifra stilistica degli spettacoli di  Carrozzeria Orfeo, specialmente per la scelta di alcune sonorità nei momenti più intimi, ma il contrasto con le scelte più pop rock e il modo in cui queste dialogano con gli attori attraverso la regia crea un’identità sicuramente interessante.

SUPERPOWDER: una formula quasi efficace

Come una macchia arancione su un muro nero, di Superpowder, resta sicuramente una riflessione intelligente sulla società, scritta con interesse e con accuratezza, anche filosofica, ma forse, con troppa bramosia di strati narrativi che distolgono l’attenzione dal nucleo principale della storia; storia che comunque scorre bene e pesa solo quando la sovrapposizone di strati straborda dal sandwich.

mi permetto in fondo di aggiungere una riflessione più personale: 

A titolo personale va rimarcato che, forse un autore quando consegna il testo nelle mani di un regista deve rassegnarsi all’idea che questo possa perdere qualcosa per acquisire qualcos’altro.

Chi sono i ragazzi del Collettivo Tapullo?

Il Collettivo conta 5 attori reduci da  un percorso di studi triennale presso l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma: hanno messo in scena finora:

  • “Tutta colpa di noi”, testo di Federico Valdi, regia del collettivo 
  • “La cantatrice calva” di E. Ionesco, regia di Silvia Marcotullio”Toc Toc” di Vicente Villanueva, regia di Sebastiano Valentini
  •  “Sul pelo dell’acqua” (testo di Federico Valdi), sui linguaggi di manipolazione, micromanipolazione e teatro d’ombra in occasione del festival “Tucogiò” a Monastier di Treviso.

Fonte: il Sonar.it

SUPERPOWDER: Dati artistici e cast

Scritto da Federico Valdi
Regia Giacomo Cremaschi
Con: Massimiliano Viola, Giuseppe Coppola, Sara Todisco, Francesca Cordioli e Federico Valdi
Produzione Collettivo Tapullo

Cos’è la Rasegna SperimentArti?

“SperimentArti” è una rassegna organizzata dal Centro Culturale Artemia che propone una riflessione critica sul presente e sulle dinamiche sociali che lo attraversano e che premia dispositivi narrativi non convenzionali e una scrittura scenica urgente.

I prossimi spettacoli al Centro Culturale Artemia

Nella Rassegna SperimentArti verrà dato spazio ai seguenti spettacoli:

Dal 13 al 15 febbraio 2026
• GLI AMICI DEGLI AMICI
Scritto da Franca De Angelis
liberamente ispirato al racconto omonimo di Henry James
diretto da Christian Angeli
interpretato da Patrizia Bernardini, Francesco Polizzi, Giulia Sanna e Leonardo Califano
ScostuMato Teatro
Spettacolo inedito

Dal 20 al 22 febbraio 2026
• LA CIPOLLA
Scritto da Viola Provenzano
Regia Lorenzo Bitetti
Con: Marta Dell’Atti, Virginia Isernia, Lavinia Mazzucchi
ArtInAtto

Dal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi
• PER UN PUGNO DI FILM
MOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI
50 anni di cinema e fotogiornalismo

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