Casa di Bambola Parte 2 @ Spazio Diamante: il ritorno di Nora tra emancipazione e cinismo moderno

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Fresco, incalzante e sottilmente ironico: CASA DI BAMBOLA PARTE 2 conquista il pubblico dello Spazio Diamante di Roma, dove resterà in scena fino al 15 febbraio.

È uno spettacolo che merita assolutamente una visita, non solo per scoprire la vivace programmazione del teatro prenestino, ma anche per soddisfare la curiosità di sapere che fine abbia fatto la mitica Nora Helmer di ibseniana memoria.

La risposta che emerge dal palco non è affatto scontata, rivelandosi anzi, sorprendentemente attuale.

CASA DI BAMBOLA PARTE 2 – La trama: cosa succede a Nora, 15 anni dopo?

Il testo è il riadattamento fedele di “A Doll’s House, Part 2” del drammaturgo americano Lucas Hnath, opera che nel 2017 ha sbancato Broadway ottenendo ben 8 nomination ai Tony Awards.

Siamo sempre nella Norvegia di fine Ottocento, quindici anni dopo il celebre “sbattere di porta” con cui Nora abbandonò marito e figli. Da moglie borghese devota, Nora è diventata una scrittrice femminista di successo, trasformando il proprio scandalo personale in un manifesto di riscatto sociale. Tuttavia, il passato bussa alla porta: un giudice le contesta di essere tecnicamente ancora sposata con Torvald, minacciando di diffamarla e distruggerla finanziariamente. Nora torna, a malincuore, a casa per pretendere il divorzio, ma il confronto con l’ex marito, la bambinaia Anne Marie e la figlia le rivelerà una verità ben diversa sulla sua “dipartita”.

Casa di bambola Parte 2 - Alice Mistroni
Casa di bambola Parte 2 – Alice Mistroni

Un sequel tra Ibsen e il profitto

L’esperimento di Hnath è affascinante perché gioca sul conflitto tra diritti divergenti molto ben incarnati dai personaggi. Da un lato la sete di autodeterminazione di Nora, dall’altro il desiderio di rispettabilità di Torvald, il conservatorismo della balia e il risentimento di una figlia che non vuole pagare il prezzo delle scelte materne.

Si aggiungono però elementi nuovi ed è qui che la trama si fa interessante: Nora, Torvald sono ossessionati dal riconoscimento o mantenimento del loro nuovo “status quo”: la lotta per quei diritti non è dunque pura e fine a se stessa, ma s’intreccia con il vantaggio economico. Nora vuole il divorzio per tutelare i propri guadagni; Torvald l’ha dichiarata morta per trarre vantaggio dal ruolo di vedovo anziché da quello di uomo lasciato.

Questo ribaltamento ci spinge a riflettere: quanto il capitalismo è capace di corrompere persino gli ideali più salvifici?

La regia di Claudio Zanelli per Casa di Bambola 2: un ponte tra le epoche

Casa di Bambola Parte 2 - Alice Mistroni e Simone Leonardi
Casa di Bambola Parte 2 – Alice Mistroni e Simone Leonardi

L’allestimento di Claudio Zanelli vive di un equilibrio delicato tra il rispetto dei personaggi di Ibsen e la loro riproposizione “avanzata” e a tratti forzosa di Hnath.

La regia, seguendo l’opera americana, lascia gli attori liberi di muoversi e interagire in una conversazione franca e diretta, quasi troppo moderna per l’epoca, ma è proprio qui che la drammaturgia vince. Non ci stiamo chiedendo cosa farebbe Nora nel 1890, ma cosa farebbe oggi.
Le pressioni patriarcali e le intimidazioni di genere, in fondo, non sono troppo diverse da quelle di allora, anzi, vivono intorno a noi ancora, tant’è che la stessa Nora si augura di vivere fino al giorno in cui smetteranno di esistere.

Nonostante la nuova Nora sembri, a volte, mossa più dal denaro che dall’ideale, nel finale la protagonista ritrova la sua essenza originaria: una donna alla ricerca della verità su di sé, pronta a scegliere la soluzione più scomoda pur di non scendere a compromessi con la “grazia concessa” da Torvald.

Note di stile e cast

Un ruolo centrale in questo allestimento lo gioca la scelta di Viola Produzioni di una scenografia minimale realizzata dagli Ambramà: arredi candidi e una porta dominano la scena domestica della Casa di Bambola, accesa dalle luci di Serena Zamperini che introducono opportune pennellate di rosso nei momenti di tensione emotiva. I costumi dell’Accademia Costume e Moda creano poi un contrasto perfetto: tessuti pesanti ottocenteschi che “stonano” volutamente con il carattere spigoloso e moderno dei personaggi.

Il cast è impeccabile ma soprattutto molto coeso: Alice Mistroni ci regala una Nora vibrante, frenetica e a tratti petulante, ma sempre profondamente consapevole della propria battaglia, brava l’attrice nell’espressività degli occhi e dei movimenti ripetuti e frenetici. Un’elegante Antonia Di Francesco (Anne Marie) ci colpisce per l’ironia pungente e i gesti misurati ed eloquenti, mentre Erica Sani convince nel mostrare una fragile crudeltà manifestata per lo più dalla voce, un personaggio che incarna la voglia di stabilità ed il cieco opportunismo che contraddistingue anche qualche generazione più recente. Infine, Simone Leonardi tratteggia un Torvald amaro e ferito, un uomo che pur dominando la scena rimane prigioniero dei propri limiti borghesi.

Uno spettacolo piacevole ed appassionato, realizzato con cura e garbo, ben allestito e recitato, da non perdere se volete riflettere sul valore delle battaglie proto-femministe di Nora Helmer e di come verrebbero declinate in un futuro moderno e, direi, ancora in parte, purtroppo in un presente contemporaneo.

CASA DI BAMBOLA PARTE 2 – cast e dati artistici

ALICE MISTRONI | SIMONE LEONARDI | ANTONIA DI FRANCESCO | ERICA SANI
traduzione e regia CLAUDIO ZANELLI
6-15 febbraio
SPAZIO DIAMANTE
sala white
di Lucas Hnath

aiuto regia Ginevra Ciuni
traduzione e regia CLAUDIO ZANELLI
produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale


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Antonio Mazzuca

Giornalista, Editore e Direttore responsabile di Gufetto Magazine Appassionato di teatro, arte, cinema e serie tv. Scrivo per Gufetto dal 2014. Un Gufetto piccolo che pensa in Grande.