MERCOLEDÌ DELLE CENERI  @ Teatro Vascello: dietro il fantoccio, la Società patriarcale violenta

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Feroce e forte, come uno schiaffo tirato in faccia all’ipocrisia del nostro tempo: lo spettacolo MERCOLEDÌ DELLE CENERI riempie letteralmente il Teatro Vascello (vedi la Programmazione) alla prima e chiude con uno scroscio di applausi, meritatissimi, per la Compagnia Fort Apache Cinema Teatro. 

Al centro dello spettacolo, il tema della violenza di genere (ma per estensione la violenza verso il Diverso) e di una cultura patriarcale impregnata di religiosità ottusa che giudica, condanna e, a volte, uccide.

Uno spettacolo corale (15 attori in scena) che mescola i temi del sacro e del profano in una performance dura, a tratti spigolosa, ma anche fortemente laboratoriale nella costruzione delle scene, nell’utilizzo della musica e dei fantocci come maschere di una collettività omertosa di cui noi non vorremmo mai far parte.

  • Vi raccontiamo MERCOLEDÌ DELLE CENERI, chi sono i Fort Apache e vi spieghiamo perché va assolutamente visto entro il 4 aprile.

Di cosa parla MERCOLEDÌ DELLE CENERI? – drammaturgia

MERCOLEDÌ DELLE CENERI ci porta in un paesino di provincia fittizio, di cui non sappiamo nemmeno il nome, posto vicino a un fiume.

Nella notte fra Martedì Grasso e Mercoledì delle Ceneri, il paese, ormai da 50 anni, organizza una festa popolare dove si scatenano gli istinti più bestiali attorno a una bambola-fantoccio esplosiva, chiamata Rosa. La bambola Rosa, figura mistica — un po’ santa, un po’ puttana — commemora un’omonima ragazza del posto, morta 50 anni prima in circostanze misteriose, di cui non è mai stato ritrovato il corpo.

La sua “apparizione” come fantasma a un paesano ha permesso la mercificazione della festa durante il Mercoledì delle Ceneri. Nessuno, però, sa chi ha ucciso Rosa: qualcuno ancora la cerca, tanti la giudicano, altri sono vittime delle stesse violenze che la colpirono.

Eppure, la verità verrà presto a galla.

 Mercoledì delle Ceneri: il tema, la violenza di genere interiorizzata 

Lo spettacolo messo in piedi dalla Compagnia Fort Apache Cinema Teatro, ci rappresenta una Collettività paesana, non troppo distante dalla Società moderna che cerca di espiare ma, al tempo stesso, non riesce a dimenticare, il Male inflitto ad una povera ragazza del Posto, colpevole solo di essere bella e provocante e di aver quindi innescato sentimenti contrastanti di attrazione, ripugnanza, giudizio e condanna da parte di tutto il Paese.

Valentina Esposito, autrice e regista della Compagnia, sfrutta abilmente in chiave metaforica gli elementi base della religiosità popolare: la Festa, la Bambola-Santa esplosiva, il fuoco come simbolo di espiazione religiosa dei peccati. E lo fa per introdurre due temi. da un lato la mercificazione del sacro “perchè i soldi possono tutto” e dall’altro la funzione della Pupa o “Femmina morta” come valvola di sfogo degli istinti bestiali e al tempo stesso gabbia in cui costringere le proprie perversioni alle quali dare poi fuoco.

Nel mezzo si pone la questione dello svelamento del delitto, quasi superfluo perché sebbene un colpevole ci sia (e non ve lo sveliamo), chi ha ucciso veramente Rosa è la Collettività stessa, gruppo indistinto, privo di volto, che Valentina Esposito mostra in forma di pupazzi in lattice realizzati con bellissima fattura da Gemelli Magrì.

Valentina Esposito ed il significato dei fantocci di MERCOLEDI DELLE CENERI

I meravigliosi ed al tempo stesso inquietantissimi fantocci usati dalla Compagnia siamo tutti noi: sono la società che giudica senza conoscere, condanna senza prove, allontana il diverso, la “strega”, il peccatore, e lo mette a morte in barba a qualsiasi principio cristiano. 

Eppure quella stessa collettività è anche attratta dal Male, e per questo ha bisogno di “bruciare” la propria colpa durante il Carnevale, quando l’identità è nascosta dalla maschera e “tutti siamo uguali”, anche nelle nostre perversioni.

Un’analogia evidente con il nostro tempo, in cui la cultura patriarcale continua a legittimare — apertamente o in modo più subdolo — gli abusi sulle donne considerate “peccatrici”, attraverso un sistema diffuso di condiscendenza e copertura, in vista del Mercoledì delle Ceneri e del perdono pasquale.  

Fort Apache al Teatro Vascello, un lavoro corale

Mercoledì delle ceneri - spettacolo teatrale
Mercoledì delle ceneri – spettacolo teatrale – alcuni artisti della Compagnia Fort Apache

MERCOLEDÌ DELLE CENERI è un lavoro corale della Compagnia Fort Apache, guidata da Valentina Esposito e in quella coralità trova tutta la sua forza espressiva. 

La costruzione delle scene collettive, l’utilizzo dei fantocci e la loro interazione con gli attori ci lasciano senza parole per la fascinazione scenica, a  tratti orrorifica che colpisce profondamente lo spettatore. 

La drammaturgia ed il testo si pregia di tanti dialetti per alimentare la confusione linguistica necessaria alla dispersione geografica del pregiudizio, dialoghi semplici, lessico popolare e a tratti un po’ disturbante nelle parti triviali ma del tutto idoneo al contesto rappresentato. Ottimo il livello recitativo dei singoli componenti: una recitazione off, sporca, volutamente realistica, senza però eccessi fisici marcati. 

Le scene sono sostenuti da musiche originali di Luca Novelli, a volte felpate, altre volte più incalzanti e da canti direttamente realizzati in scena. L’impressione è quella di assistere ad un lavoro altamente artigianale nella lavorazione delle scene, con un’attenzione quasi maniacale nell’estetica e nella gestione degli oggetti scenici (la Bambola, ma anche il Carro, il telo-Fiume) che suggeriscono da soli le forme di uno spazio reale (quello del paese) rappresentato in uno spazio scenico per lo più vuoto ed eppure al tempo stesso pienissimo e così denso di significato.

Perchè vedere MERCOLEDÌ DELLE CENERI

Mercoledì delle ceneri - spettacolo teatrale - alcuni artisti della Compagnia Fort Apache
Mercoledì delle ceneri – spettacolo teatrale – una scena

A ridosso della Pasqua, vedere questo spettacolo aiuta a riflettere sul significato del perdono e dell’espiazione: perché ne abbiamo bisogno? Perché non riusciamo a prevenire la violenza e il pregiudizio, pur avendo già strumenti etici e morali per farlo?

Lo spettacolo mostra gli effetti del giudizio e del pregiudizio, la violenza che si abbatte sui più deboli: donne, diversi, non allineati. Ci parla di razzismo, omofobia, violenze contemporanee Ci fa pensare alle analogie con l’odio razziale, con l’omofobia interiorizzata, con le violenze gratuite di questi ultimi anni contro donne, insegnanti, migranti.

Il Perdono religioso non basta, quei fantocci, tutti uguali che Valentina Esposito fa muovere tutti all’unisono potremmo essere noi, una massa indistinta di esseri giudicanti, pronti a scagliare la prima pietra sulla prima vittima di turno che ci viene in mente o che ci conviene colpire ed eliminare per non doverci guardarci dentro e trovare niente.  

 

Chi sono i Fort Apache Teatro

Si costituisce nel gennaio 2014 per volontà di Valentina Esposito, autrice e regista impegnata da oltre un decennio nelle attività teatrali all’interno del Carcere di Rebibbia N.C. a Roma.

Il Progetto coinvolge attori professionisti ed attori ex detenuti o detenuti in misura alternativa (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, affidamento in centri di prevenzione alla tossicodipendenza, detenzione domiciliare, etc..), che hanno intrapreso un percorso di professionalizzazione e inserimento nel sistema dello spettacolo, partecipando a diverse produzioni teatrali, televisive e cinematografiche (tra le altre “Cesare deve morire” dei Fratelli Taviani, “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, “Suburra” di Stefano Sollima, “Asino Vola” dello stesso Marcello Fonte, “Ombre della sera” scritto e diretto da Valentina Esposito).
Li abbiamo già recensiti in “Famiglia”.

MERCOLEDÌ DELLE CENERI- cas e dati artistici

dal 31 marzo al 4 aprile dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19 al Teatro Vascello di Roma

scritto e diretto da Valentina Esposito
con Alessandro Bernardini, Fabio Camassa, Matteo Cateni, Chiara
Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Roberto Fiorentino,
Sofia Iacuitto, Gabriella Indolfi, Giulio Maroncelli, Claudia Marsicano, Giancarlo
Porcacchia, Cristina Vagnoli, Camila Urbano
aiuto regia Bruno Mello Castanho
costumi Mari Caselli
assistente costumista Costanza Solaro Del Borgo
fantocci Mari Caselli e Costanza Solaro Del Borgo
sarta Iris Ros
teste in lattice Gemelli Magrì
ideazione scenografica Valentina Esposito
pupazza Edoardo Timmi
musiche Luca Novelli
luci Alessio Pascale
fonico Simone Colaiacomo
foto di scena Ilaria Giorgi
ufficio stampa Carla Fabi e Roberta Savona

Una produzione Fort Apache Cinema Teatro, in coproduzione con La Fabbrica
dell’Attore – Teatro Vascello 
con il Patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila
con il sostegno di Ministero della cultura, Regione Lazio, Fondi OPM della Chiesa
Valdese 
in collaborazione con Artisti 7607, CAE – Città dell’Altra Economia di Roma
si ringrazia Gieffe Tessuti srl

durata 1 ora e 30 minuti

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Antonio Mazzuca

Giornalista, Editore e Direttore responsabile di Gufetto Magazine Appassionato di teatro, arte, cinema e serie tv. Scrivo per Gufetto dal 2014. Un Gufetto piccolo che pensa in Grande.