Siamo andati al Teatro Torlonia per vedere Cinzia Spanò in PALMA BUCARELLI E L’ALTRA RESISTENZA, ultimo spettacolo di un ricco calendario di eventi nel Teatro che si affaccia sulla nomentana con il suo tesoro di arte e Storia.
“…è pieno di fascisti, anche qui a teatro, sono ovunque ormai…” esclama Palma Bucarelli più o meno a metà del suo monologo, ricordandoci, che oggi come allora è giusto e necessario raccontare storie come questa, storie quasi dimenticate, ma che ancora oggi parlano a tutte e tutti.
- Ma chi è stata Palma Bucarelli, qual è stato l’obiettivo di Spanò nel celebrarla e perché la sua Storia vale la pena di essere raccontata e ricordata?
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Teatro Torlonia: una cornice perfetta per l’altra resistenza di Palma Bucarelli
In una sera che non sembra altro che essere il tipico colpo di coda invernale, è confortante essere accolti fra le meravigliose mura del Teatro Torlonia, che per la prima Romana di PALMA BUCARELLI E L’ALTRA RESISTENZA sembra aver riempito platea e palchetti di un pubblico così eterogeneo da riscaldare non solo le membra, ma anche l’anima al pensiero che il teatro sia sempre di più un luogo di incontro.
Il Torlonia poi, con le sue opere d’arte che mescolano classico, gotico e rinascimentale si presta ad essere la cornice perfetta per questo racconto, non a caso, mentre le luci di sala si abbassano, gli occhi più attenti hanno potuto notare che degli spot di luce sono stati puntati sulle statue e sugli affreschi già presenti in sala.

Palma Bucarelli al Torlonia: Arte nell’arte
Ci viene quindi subito ricordato che già siamo in un luogo d’arte, circondati da ulteriore arte e stiamo per ascoltare un racconto sull’arte.
Un racconto che si apre con un cielo proiettato su una tela bianca e l’imponente e semplice ingresso di Cinzia Spanò, nei panni di Palma Bucarelli, un piccolo problema tecnico con l’audio del microfono destabilizza qualche spettatore nei primi minuti, ma la presenza scenica della Spanò, anzi, della Bucarelli, non lascia cedere nessuno alla tentazione di urlare “voce” dalle poltrone in platea, anzi, le orecchie di giovani e anziani si protendono ad ascoltare l’inizio di una storia tanto sconosciuta quanto importante.
chi è palma bucarelli?
Palma Bucarelli fu una storica e critica d’arte, direttrice della galleria nazionale d’arte moderna di Roma e fu la donna incaricata di mettere in salvo le opere d’arte durante la seconda guerra mondiale.
Un compito difficile, probabilmente dai molti reputato non necessario eppure, è grazie a lei se oggi possiamo ancora ammirare l’800 e il 900 artistico italiano, è grazie a lei se oggi possiamo ascoltare la musica che ha fatto la nostra storia, è grazie a lei se oggi sappiamo chi eravamo. e tutta questa enorme responsabilità vibra costantemente fra le labbra e nello sguardo di Cinzia Spanò.

Cinzia Spanò: il lavoro sulla figura di Palma Bucarelli
Scrittrice, regista e interprete, Cinzia Spanò (che abbiamo recensito in LO SOFFIA IL CIELO) non cede a vezzi interpretativi, né a virtuosismi linguistici non necessari.
Il testo è verboso e sicuramente non semplice da sostenere soprattutto ad un ritmo così sostenuto, ma i cambi di pensiero sono rapidi, netti e puliti, rimbalzano tra le pupille di una donna che non ha tempo di pensare, che smania di agire e allo stesso tempo che si staglia sullo sfondo bianco statuaria come una scultura di Michelangelo o come una silhouette dell’espressionismo tedesco.
La Bucarelli di Cinzia Spanò è scaltra, dura ed emancipata, è una donna che la rabbia dei fascisti se la appunta al petto come una medaglia, eppure, nelle lettere all’amato Paolo Monelli, seppur registrate, sentiamo tutto il peso della storia che rischia di bruciare. un’interpretazione elegante, ma non manieristica, anzi, concreta, reale e tangibile, la Spanò districa montagne di parole con una tecnica rara, consegnandole a un pubblico silenzioso e attento, un pubblico che improvvisamente si rende conto di quanto sia pericolosa la ciclicità della storia.
La penna e la regia di Spanò: un connubio elegante e perfetto
Nel testo c’è tutto: narrazione storica, emozioni e relazioni personali, momenti più leggeri e messaggi politici, ed è per questo motivo che la regia si poggia su pochi elementi scenici ben precisi, selezionati da Saverio Assuma De Vita, e utilizzati sempre quanto basta a darci immagini ben precise, ma scardinate da una lettura univoca forzata. Spicca infatti a proscenio un manichino da disegno e una torcia, che in alcuni momenti sembra riprendere la stessa immagine della messinscena quasi a ricordarci che anche quello che stiamo vedendo è imitazione della realtà e per questo un’opera d’arte.
A contrasto con la semplicità dell’impostazione scenografica si pone invece il linguaggio visivo creato dalle proiezioni video curate da Francesco Frongia, le immagini e i video non si limitano a contestualizzare il racconto, ma aggiungono ulteriori spunti di riflessione, dall’astrattismo d’avanguardia ai cartoni di Topolino, ogni proiezione dialoga a doppio filo con lo spettatore, tanto da lasciare ogni volta una riflessione aperta su quella che era la realtà di allora e la visione della stessa Palma Bucarelli su di essa.
Degno di nota è anche il lavoro svolto dal sound designer Alessandro Levrero, che senza incombere sul resto trasporta lo spettatore in una dimensione altra che oscilla fra l’astratto artistico e il concreto dei bombardamenti.

Palma Bucarelli, una storia necessaria
“L’arte è di tutti, e quindi di nessuno” è questo uno dei tanti insegnamenti di questa storia, nessuno può appropriarsi della storia di tutti, ed è dovere di tutti preservarla da ognuno. perché citando il testo stesso “sarà sempre l’arte a ricomporre l’armonia del mondo”.
In un momento storico come quello che stiamo vivendo, questo è uno spettacolo che andrebbe fatto vedere nelle scuole e nei licei di tutta italia, è giusto che i ragazzi e che tutti conoscano questa storia, ed è ancora più giusto sentirsi orgogliosi quando sul finale, viene proiettato, bianco su nero “VIVA L’ITALIA ANTIFASCISTA”.
Palma Bucarelli e l’altra resistenza: Cast e dati artistici
di e con Cinzia Spanò
aiuto regia Valeria Perdonò
allestimento tecnico Giuliano Almerighi
video a cura di Francesco Frongia
sound designer Alessandro Levrero
scene e costumi Saverio Assumma De Vita
da una produzione originale del Teatro dell’Elfo
produzione Effimera srl
ph Laila Pozzo
Visto il 26 aprile al Teatro Torlonia
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