VEDER GRECO in ETRURIA. Le idrìe di Cerveteri finalmente riunite @ MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE CERITE

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Presso il MUSEO ARCHEOLOGICO DI CERVETERI è in corso fino al 31 ottobre “VEDER GRECO IN ETRURIA. LE IDRIE DI CERVETERI” una mostra che Gufetto Press vi consiglia di visitare, unita ad un piacevole fine settimana fuori porta.

Per chi volesse unire un bagno al mare ad una escursione culturale nell’entroterra, consigliamo di bagnarsi nelle acque di Pyrgi, l’antico porto di Cerveteri e polo internazionale dei commerci dal VII al III secolo a.C.

Qui Fenici, Greci ed Etruschi condividevano merci, cultura e religione. Sulle sabbie nere di Santa Severa, Leucothea, la bianca dea del mare, era venerata anche col nome di Thesan (la dea etrusca dell’aurora, della nascita e della luce) e col suo equivalente nome fenicio di Ashtar.

Dopo un bagno all’ombra del Castello di Santa Severa, proseguite dunque verso Cerveteri, pranzate in una delle caratteristiche fraschette e prima di godervi il tramonto dalla necropoli, affrontate la calura all’interno del fresco Museo Archeologico di Cerveteri: vi attende una mostra imperdibile!

LEUCOTHEA, testina fittile da Pyrgi custodita al Museo Etrusco di Villa Giulia - Roma
LEUCOTHEA, testina fittile da Pyrgi custodita al Museo Etrusco di Villa Giulia – Roma

Protagoniste di questa mostra sono le idrìe di Cerveteri o hydriai, alla greca: contenitori per acqua a tre anse – due orizzontali e una per la presa verticale – istoriati principalmente a colori nero, bianco e rosso-bruno. Il rinvenimento all’interno di pozzi sacri, spinge la studiosa Chiara Tarditi a ipotizzare un utilizzo connesso a rituali femminili di fertilità e fecondità legati a Demetra o a Persefone. Spesso il collo del vaso presenta decorazioni che imitano monili e collane, come se si trattasse di un collo antropomorfo femminile.

"VEDER GRECO in ETRURIA", idrìa con collo antropomorfo e idrìa con accecamento di Polifemo.
“VEDER GRECO in ETRURIA”, idrìa con collo antropomorfo e idrìa con accecamento di Polifemo.

Le idrie compaiono solo a Cerveteri dal 530 al 500 a.C., documentando uno scambio speciale tra la Ionia (odierna Turchia) e la Cerveteri etrusca. La città dei Tirreni – i greci chiamavano così gli abitanti della costa italica occidentale, predoni e mercanti di schiavi, rapitori di Dioniso e dediti alla pirateria – aveva un ruolo di primo piano nel tardo-antico, tanto da lasciare un segno profondo come centro di importazione, incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche.

Erano artigiani immigrati, spinti forse dalle guerre innescate dalla dominazione persiana e facenti parte di un’unica officina che realizzò questa produzione esclusivamente a Cerveteri, si pensa, poiché questa produzione artistica è stata rinvenuta solo in questo luogo. Sono due i pittori identificati e convenzionalmente chiamati “Pittore delle aquile” e “Pittore di Busiride”.

Questi vasi presentano codici culturali condivisi: cioè utilizzano miti e storie del mondo greco assimilate e molto apprezzate dagli etruschi. I vasi presentano uno stile ionico – denominato pictorial style – caratterizzato da un repertorio di immagini, simboli e racconti tipici della zona della Turchia e isole limitrofe, ma in una forma inedita, nata dal grande spirito etrusco di straordinaria sperimentazione tecnico-artistica. Questi vasi raccontano per immagini un mondo avventuroso, in cui dei ed eroi mostrano il proprio valore, con un raffinato gusto per l’esotico. In particolare l’aretè (il valore, l’abilità che conferisce apprezzamento sociale) sembra delinearsi tracciando i limiti tra umano e selvaggio.

  • La prima sezione “Tra Oriente e Occidente” racconta i contatti commerciali e culturali tra oriente greco e occidente italico;
  • La seconda sezione, “Vasi e Artigiani in Viaggio” narra dell’importazione greco-orientale;
  • La terza e quarta sezione “Racconti per Immagini” illustra i racconti mitologici, gli dei e gli eroi, tra cui spicca il ciclo delle 12 fatiche di Eracle che avrà ampia fortuna in Etruria.
  • La quinta sezione, “Rielaborazioni” affronta l’influenza che questa produzione greca ebbe nella successiva terracotta etrusca, prima della moda attica, proveniente da Atene.

La mostra “VEDER GRECO in ETRURIA” mette bene in luce il mondo mediterraneo del periodo tardo-arcaico, caratterizzato da un vivace processo di contaminazione culturale. Dalle soluzioni e dai simboli parlanti di questa ceramica prenderanno il loro repertorio simbolico le terrecotte architettoniche.

Le mostre-evento in programma al Museo Archeologico Nazionale Cerveteri sono pensate per sviluppare un turismo di qualità e offrire alla città odierna una solida identità culturale – afferma il Sindaco di Cerveteri Elena Maria Gubetti – necessaria al consolidamento del senso di appartenenza della cittadinanza di Cerveteri al suo patrimonio culturale e storico-artistico. È infatti vitale far capire ai giovani ceretani l’importanza di questa appartenenza per l’insegnamento che offre la storia antica: la grande ricchezza culturale accumulata nel passato è frutto di una dinamica complessa di inclusione e fusione di civiltà diverse.

Veder Greco in Etruria. Idria con Europa rapita da Zeus sottoforma di toro.
Veder Greco in Etruria. Idria con Europa rapita da Zeus sottoforma di toro. Secondo il mito, Cadmo, in cerca della sorella Europa, arriverà a Creta portando l’alfabeto fenicio che diverrà la base per l’alfabeto greco e infine latino.

Da 2022 Vincenzo Bellelli è il direttore riconfermato alla guida dei Musei e dei Parchi archeologici di Tarquinia e Cerveteri per il periodo 2022-2030. Questo lungo mandato permette di consolidare il grande lavoro di ristrutturazione e gestione del Museo cerite e della necropoli della Banditaccia con una nuova fase di promozione attraverso importanti eventi espositivi.

Dirigente di ricerca e responsabile scientifico presso l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Cnr (Cnr – Ispc). Allievo del grande etruscologo Mauro Cristofani, Bellelli è archeologo classico specializzato in etruscologia con una vasta esperienza nella ricerca, nella didattica universitaria, ma anche nella valorizzazione. Direttore della rivista “Mediterranea” è autore di numerosi interventi scientifici dedicati alla civiltà etrusca.

“Ci tenevamo che la mostra partisse a giugno, mese chiave per il turismo proveniente dalle crociere della vicina Civitavecchia – afferma Vincenzo Bellelli, Direttore del Museo – con una proposta che ha tantissimo lavoro alle spalle. la promozione del nostro eccezionale sito è passata infatti dalla ristrutturazione delle sedi museali (grazie ai fondi PNRR), al restauro dei materiali esposti, alla loro fase di promozione attraverso le esposizioni concertate con prestiti eccezionali”.

1_”VEDER GRECO IN ETRURIA” RIUNISCE BEN 20 CAPOLAVORI CERAMOGRAFICI

VEDER GRECO IN ETRURIA è un’esposizione che riunisce per la prima volta ben 20 esemplari di idrìe ceretane sui circa 40 conosciuti fino ad ora. I prestatori internazionali sono sia il Museo del Louvre, dove è custodito il nucleo più antico e ricco (collezione Giampietro Campana), sia il British Museum che possiede la celeberrima idria della Polledrara e che non avevano mai ceduto, fino ad ora, questi reperti. Siamo di fronte, dunque, ad un vero e proprio evento, reso possibile dalle ottime relazioni scientifiche intessute a livello internazionale e dal prestigio del luogo espositivo.

2_”VEDER GRECO IN ETRURIA” E I CERAMISTI GRECI

Greci ed Etruschi raccontano un rapporto molto complesso e messo in luce proprio nell’oscurità delle necropoli etrusche, che sono la miniera più preziosa per conoscere oggi gli stili dei più celebri ceramisti greci dell’antichità.

3_”VEDER GRECO IN ETRURIA”: IL CORONAMENTO DI UN LUNGO LAVORO

Ricerca tutela e valorizzazione: questi sono i tre passaggi chiave su cui è concentrata tutta l’equipe di Bellelli, tra cui il co-curatore dell’esposizione, Patrizio Fileri. Dalla polvere alla brillantezza della vetrina, il lavoro pregresso è enorme: lo scavo alla Banditaccia riprende con i fondi del Ministero; i reperti verranno poi catalogati, restaurati, studiati e solo alla fine esposti.

L’importanza di lavorare in equipe internazionali permette di confrontare i reperti, di lavorare in sinergia e, a volte, con un pizzico di fortuna e tanta bravura, ricomporre puzzle creati nel tempo. Così è successo che, grazie ad un frammento custodito a Cerveteri, catalogato e di certa provenienza, si è potuta datare e identificare la collezione del marchese Campana – non altrimenti identificata – e acquisita nel 1800 dal Museo del Louvre. Adesso possiamo attribuire a questi capolavori la tomba di provenienza!

Veder Greco in Etruria. esposizione dell'idria appartenente al Museo del Louvre - collezione Marchese Campana - e il frammento ritrovato che ne attribuisce la provenienza esatta.
Veder Greco in Etruria. Esposizione dell’idria appartenente al Museo del Louvre – nucleo della collezione Marchese Giampietro Campana – e il frammento ritrovato nei magazzini del Museo Archeologico Cerite, che permette di attribuire all’idria la provenienza esatta.

Il mestiere dell’archeologo – racconta Fileri – allena l’osservazione e la memoria. È così che si è accorto, mentre era a Castel Sant’Angelo (Roma) dell’importantissimo pezzo mancante del puteale in travertino già esposto nel Museo Archeologico Nazionale di Cerveteri, ma mutilo di elementi che ne permettessero l’attribuzione certa ad un culto o ad un sito di provenienza.

Finalmente ricomposta, con l’aggiunta del grande frammento scomparso, la vera da pozzo ritrova la sua identità: si tratta di un pozzo sacro ad Eracle/Ercole Cerite proveniente dal santuario di località Sant’Antonio.

Per tutti coloro che volessero saperne di più su questo affascinante popolo ancora avvolto dal mistero, consigliamo Etruria Go, biglietto integrato da 40 euro (12 euro se ha i dai 18 ai 25 anni) che ti permette di visitare ben 11 luoghi della cultura etrusca.

Si acquista su app o sulla piattaforma dei Musei italiani oppure cartaceo presso la biglietteria di Villa Giulia dove è possibile acquistare anche ETRUcard, l’abbonamento annuale al Museo Etrusco.

Tra le 11 opzioni, il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia comprende la Necropoli della Banditaccia (Cerveteri) la più estesa area mediterranea iscritta nel 2004 dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità insieme alla Necropoli di Monterozzi (Tarquinia), famosa per le straordinarie tombe dipinte.

TARIFFE.
Per visitare la mostra temporanea “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri” allestita al secondo piano del Museo Cerite è previsto un supplemento di 2 euro al costo del biglietto cumulativo e di quello di tipologia “circuito”, pertanto non è possibile visitare esclusivamente la mostra pagando solo 2 euro. In occasione delle domeniche gratuite, viceversa, l’accesso a museo e necropoli sarà gratuito e chi vorrà visitare la mostra pagherà soltanto 2 euro.
Le gratuità di legge restano valide.

ORARI

Sede: Piazza Santa Maria, 00052 Cerveteri (RM)
Periodo: 4 giugno – 31 ottobre 2026
Orari: Martedì – Domenica, ore 09:00 – 19:30 (ultimo ingresso ore 18:30)
Chiusura: Lunedì

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Ilaria Paccini

ILARIA PACCINI è una medaglista, scultrice e pittrice. La sua ricerca pittorica si sviluppa su grandi lastre di acciaio ossidato, dipinto ad olio. I suoi progetti espositivi sono spesso off-site e sono occasione per realizzare grandi opere eseguite live-painting. Espone in Italia e all’estero presso siti archeologici e Musei. Una sua opera in alluminio è visibile a New York, presso LaMama ETC di Manhattan. Da un anno collabora come giornalista per Gufetto Press, nella sezione arte.