Nel panorama spesso serio, concettuale e talvolta autoreferenziale dell’arte contemporanea, al MAXXI di Roma una grande esposizione che rappresenta, finalmente, una sorprendente inversione di rotta.
TRAGICOMICA. PROSPETTIVE SULL’ARTE ITALIANA DAL SECONDO NOVECENTO A OGGI è la più ampia mostra mai dedicata alla storia dell’arte italiana contemporanea.
Prodotta in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain Genève e curata da Andrea Bellini e Francesco Stocchi, l’esposizione riunisce oltre 130 artisti e circa 300 opere, costruendo un percorso che attraversa più di mezzo secolo di ricerca artistica.
È una mostra che gioca, che ironizza, che alleggerisce, senza mai risultare superficiale. Anzi, proprio attraverso il linguaggio del comico e del paradosso riesce a restituire una lettura estremamente lucida del presente.
E, soprattutto, è una mostra che riesce in qualcosa di non così scontato: far sorridere davvero.
Contenuti
TRAGI-COMICA: DUE FACCE DELLA CONTEMPORANEITA’
Il titolo TRAGICOMICA racchiude già il cuore del progetto: una riflessione su quella sottile linea di confine tra dramma e ironia che caratterizza il nostro tempo.
Le opere in mostra si muovono proprio in questo spazio ambiguo, dove il riso non è mai solo leggerezza, ma diventa strumento critico, lente attraverso cui osservare la realtà. L’assurdo, il grottesco, il surreale emergono come modalità espressive capaci di raccontare le contraddizioni della società contemporanea.
Non si ride “per evasione”, ma si ride perché il reale, spesso, è già di per sé paradossale.

Foto Hugo Glendinning Courtesy MASSIMODECARLO e Collezione Giuseppe Iannaccone
TRA ICONE E LINGUAGGI CONTEMPORANEI
Uno degli elementi più interessanti del percorso è il dialogo tra artisti di generazioni e linguaggi differenti. La mostra accosta figure ormai iconiche dell’arte contemporanea a pratiche più recenti, costruendo un racconto stratificato e dinamico.

Courtesy, Maurizio Cattelan’s Archive and Galerie Perrotin
Tra i nomi di maggiore richiamo emergono Maurizio Cattelan, maestro dell’ironia dissacrante e del cortocircuito visivo, e Lucio Fontana, la cui ricerca sullo spazio e sul gesto si inserisce in modo sorprendente all’interno del discorso sul rapporto tra visibile e invisibile. La loro presenza contribuisce a dare solidità al progetto, creando un dialogo tra momenti fondamentali della storia dell’arte e le pratiche contemporanee.
Questa compresenza di linguaggi rafforza l’idea di una “tragicommedia” diffusa, che attraversa epoche e sensibilità diverse, mantenendo però una sorprendente attualità.
Al MAXXI un percorso coinvolgente…ma dispersivo

Il percorso espositivo si sviluppa come una vera e propria mappa dell’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, articolata in nuclei tematici che mettono in relazione opere, linguaggi e generazioni differenti.

Non si tratta di una narrazione cronologica lineare, ma di un sistema aperto di rimandi e connessioni, in cui il visitatore è chiamato a costruire il proprio itinerario interpretativo. Pittura, scultura, installazione e pratiche performative convivono in un allestimento che riflette la complessità e la varietà della scena artistica italiana.
Questa impostazione permette di cogliere come l’ironia si declini in forme diverse: dalla critica sociale al paradosso visivo, dalla dimensione ludica alla riflessione esistenziale. L’elemento comico si rivela così come chiave di lettura trasversale, capace di attraversare epoche e linguaggi.
Tuttavia, proprio l’ampiezza del progetto finisce per generare una certa dispersione. Il percorso, ricco e densamente articolato, assume a tratti un andamento quasi labirintico, in cui la successione delle opere non sempre risulta immediatamente leggibile.

A questa sensazione contribuisce anche una scelta curatoriale discutibile: la presenza limitata di didascalie accanto alle opere. Le informazioni sono spesso concentrate in punti specifici del percorso, dove vengono raggruppate le schede relative agli artisti esposti.
Una soluzione che, se da un lato punta a una fruizione più libera, dall’altro rischia di risultare poco funzionale. In diversi momenti ci si trova infatti di fronte a opere — soprattutto installazioni — senza avere strumenti immediati per comprenderne il contesto o il significato, rendendo l’esperienza a tratti dispersiva, se non penalizzante.
UNA MOSTRA SULL’ARTE CONTEMPORANEA CHE FUZIONA (davvero)
In un sistema espositivo in cui spesso l’arte contemporanea rischia di risultare distante o difficile da decifrare, Tragicomica rappresenta un caso virtuoso.
È una mostra intelligente, ben costruita e soprattutto efficace: riesce a intrattenere senza banalizzare, a far riflettere senza appesantire, a coinvolgere senza forzature.
Pur con qualche limite nella gestione dello spazio e dell’apparato didattico, resta un progetto capace di distinguersi nel panorama espositivo romano.

Tragicomica è, in definitiva, una delle mostre di arte contemporanea più divertenti e interessanti da visitare recentemente a Roma.
Un progetto che dimostra come l’ironia possa essere uno strumento potente di lettura del presente e come l’arte, anche quando gioca, continui a dire qualcosa di estremamente serio.

serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, cm 230 x 125 x 2,1
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
Deposito a lungo termine, Collezione privata, 2020
Foto Antonio Maniscalco
Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
TRAGICOMICA Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi –TUTTE LE INFO
Luogo: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma
Date: 2 aprile 2026 – 20 settembre 2026
Curatori: Andrea Bellini e Francesco Stocchi
Produzione: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma
Collaborazioni: Centre d’Art Contemporain Genève
Opere: oltre 130 artisti e oltre 300 opere Tra gli artisti in mostra: Gianfranco Baruchello, Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Adelaide Cioni, Roberto Cuoghi, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Nicole Gravier, Piero Golia, Piero Manzoni, Liliana Moro, Valerio Nicolai, Paola Pivi, Giuseppe Penone, Carol Rama, Lorenzo Scotto Di Luzio e Gilberto Zorio.
Orari: Da martedì a domenica 11:00–19:00
Biglietti: Intero €14, Ridotto €11
Sito: https://www.maxxi.art/events/tragicomica/
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