CASCANDO @ Carrozzerie N.o.t.: una voce oltre la paura di cadere – INVENTARIA 2020

“Paura”, “coraggio”, ”caduta”: sono le tre parole chiave intorno alle quali si muove CASCANDO, spettacolo di apertura di INVENTARIA 2020. In scena una Flavia Germana De Lipsis che conferma le sue sempre ottime capacità attoriali in un testo intimistico e denso, complesso, a tratti contorto e, ci pare inquieto come la sua regia curata da Pietro Dattola.
Il tutto, mentre fuori dalle Carrozzerie N.O.T., cresce la paura del mondo di “cadere” anch’esso in una nuova buia quarantena, una paura purtroppo solo accennata in questo testo, scritto con altre finalità ed in altro tempo, che però ci lascia una domanda inquietante e strisciante, forse involontaria: “e se la fine del mondo fosse davvero la fine del mondo?”.

INVENTARIA: plauso alle Carrozzerie, oltre la paura del contagio

In un insolito venerdì dominato dalla crescita dei contagi nel nostro Paese, quando il mondo del teatro, reduce da una quarantena primaverile snervante aspetta, febbrile, le scelte del Governo sulla chiusura anticipata (o meno) delle attività commerciali e culturali, la presenza della rassegna INVENTARIA– vedi tutti gli spettacoli)  assume una sua piccola ma rilevante importanza di “coraggio” e resistenza culturale come lo è stato il DOIT.
Entriamo in questo spazio alternativo vivace, gremito e attento, attentissimo nell’assicurare l’ingresso in sicurezza, fra igienizzanti, distanze di sicurezza, ingressi scaglionati di persone che anelavano da tempo di tornare a vere spettacoli. Uno spazio che pure apre, si organizza, fa “il pienone” e non si arrende alla paura, pur temendo di “cadere” in un terribile lockdown non solo culturale.
 

CASCANDO: Flavia Germana de Lipsis sola sulla scena "garage" di Carrozzerie NOT

E proprio il concetto di caducità sembra essere al centro dell’intenso monologo CASCANDO scritto e diretto da Pietro Dattola, direttore artistico della Manifestazione. In scena lei, Flavia Germana de Lipsis che abbiamo visto in scena in tanti lavori convincenti diretta sia da Dattola che da altri e sempre di grande presenza scenica.
Qui la troviamo sola con una sedia al centro della scena “garage” delle Carrozzerie, priva di palco. Si sposta accompagnata da luci rosa, o blu, o gialle, dando vita a diverse anime, un “condominio” di voci di donne e forse un uomo che cercano di non dormire dopo una serata in discoteca, di non cedere alla discesa al sonno, metafora di un abbandono irrecuperabile, una discesa verso l’oscurità senza ritorno, perché “la notte mi pare la fine di tutto” si dice: questa è la “paura” che aleggia.
 

CASCANDO: la caducità del tutto secondo Dattola

Il testo si concentra ossessivamente sul concetto di “caduta” avvitandosi sulla inevitabile caducità della vita, in un bel parallelismo con la caducità delle stelle che, nel cadere, lasciano “un grande buio” che tutto inghiotte. E ci ritorna instancabilmente, con ritmo inqueito, dimenticando però la trama.
E nelle tante riflessioni che colorano il testo, aleggia la parola “Morte” silenziosa e ci sovviene un riferimento agli stati depressivi insiti nel sottotesto in quel monito a non “cadere da fermo” che spesso si ripete come un mantra. La formula gerundiva: CASCANDO ci suggerisce poi che tutto lo spettacolo debba oscillare in questa azione indefinita, posta tra un participio “caduto” (che tanto si teme quanto non si conosce) e l’infinito “cadere” (che tanto spaventa nella sua potenzialità).
Ma lo spettacolo, seppure abbia questo fine riflessivo ed elucubrato, risulta al contempo di difficile intendimento, a tratti confuso, ripetitivo in alcuni passi della drammaturgia, privo com’è di una trama lineare e affidato a riflessioni che, prese così, sarebbero anche interessanti, ma montate in CASCANDO appaiono difficili, sfidanti lo spettatore a non perdere il filo, a porsi domande troppo veloci, su troppi sotto-temi.
Le musiche e le luci che sottolineano alcuni dei quadri in cui si dovrebbe articolare la trama flebilissima, ci sembrano a volte un po’ giustapposte in una performance che dovrebbe concentrarsi o sulle riflessioni o sulla trama, o almeno in un ordine logico.
l gioco di luci che abbiamo apprezzato, potrebbe essere più agevolmente prestato a questo scopo chiarificatore di un flusso di coscienza che va arginato perchè troppo denso ed espresso da troppe voci “oscure” che si perdono, che "cadono" nel buio del caos riflessivo e della percezione dello spettatore.

CASCANDO: Flavia Germana De Lipsis, una voce nel buio

Quanto alla De Lipsis, è forse lei la luce in tanto buio, quella che seguiamo, spasmodici spettatori alla ricerca di senso.
Lei, con i suoi rapidi cambi espressivi, Lei nelle sue diverse intonazioni per dare voce alle troppe anime dello spettacolo,
Lei nelle sue fissità disarmanti a sottolineare i passaggi più importanti.
Lei, che si chiama Anna a volte, a dare coraggio oltre la paura del buio.
Lei, infine, che ci lascia un messaggio, forse l’unico che avremmo voluto sentire in un momento come questo, dominato dalla paura e dalla pandemia e dalla distanza dell’uomo dall’uomo: “Quanto mi devo allontanare per non sentire la paura?”.
“Il giusto, per riconoscere un’altra luce poco distante!” ci viene da rispondere, così che CASCANDO (da soli) diventi infine, SALVANDO(CI – tutti).

Informazioni
9 – 10 ottobre
Cascando! | Dovecomequando Compagnia
prima nazionale | fuori concorso
scritto e diretto da Pietro Dattola con Flavia Germana de Lipsis 

Foto: Davide Peluso


 

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Paternoster | Collettivo Est Teatro
in concorso
scritto e diretto da Beatrice Mitruccio con Ludovico Cinalli, Paolo V. Perrone
musiche Matteo Tarragoni, Giovanni Zappacosta 
È meglio morire di fame o morire avvelenati? Cos'è più dignitoso? 
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Spettacolo finalista Vuoti d'Aria 2020

13 ottobre
Ostinata passione | Malalingua
prima romana | in concorso
di e con Marianna de Pinto supervisione artistica Marco Grossi 

Sono nata in Puglia nella sera del 31 luglio dell’infido 1927 e mi circondano secoli di fuoco.

14 ottobre
Monologo di donna con salsiccia | Giulia Cerruti Crack24
prima romana | in concorso
di e con Giulia Cerruti scenografia Elena Massola tecnica Ermanno Marini 
Un tema visto e rivisto, quello della Morte, anche sgradevole se vogliamo, che però non passa mai di moda. Come i mocassini.
Finalista al premio Attori DOC – Luigi Vannucchi
Finalista al bando Luna Crescente

15 ottobre
Oggi sposo | Matteo Cirillo
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di e con Matteo Cirillo regia Duilio Paciello
Quando vieni lasciato puoi sempre contare sui tuoi migliori: Tavernello, Xanax e Dott.Petrella Premio Traiano (V ed.) Miglior spettacolo e miglior attore
Premio della Città di Leonforte Miglior attore
Tac_Theatre and Cinema – Miglior spettacolo

16 ottobre
Come sto | Batisfera Teatro
in concorso
scritto e diretto da Angelo Trofa con Valentina Fadda e Angelo Trofa
"Non me ne frega niente di sapere come stai… Ma come stai?"
Spettacolo vincitore del Pitch Contest di Sardegna Teatro 2017
Selezionato Fringe Festival Torino 2017
Selezionato Fringe Festival Roma 2020
 

17 ottobre
Filo d'erba | Villari/Profita
in concorso
di e con Cinzia Villari, Lorenzo Profita sonorizzazione Cristiano D'Alieso 
Erba non è più un luogo come un altro e il cortile di via Diaz è un luogo congelato nel tempo.
 

18 ottobre
PöesiëkanzÇ¿nÄ« | ivan talarico
fuori concorso
Ivan Talarico scrive poesie e canzoni. Questo lo rende colpevole.
Difficile dormire di notte con questa colpa, così il sonno della ragione genera reading. 
Poesie e canzoni sono a disposizione del pubblico, possono essere montate, smontare, rimontate,
capite, dimenticate, assemblate, personalizzate e condivise.

spettacoli ore 21.00
9 – 10 – 11 ottobre @ carrozzerie_n.o.t via Panfilo Castaldi, 28/a (Ostiense)
dal 13 al 18 ottobre @ Teatro Trastevere via Jacopa de' Settesoli, 3 (Trastevere)

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