Il Museo del Genio dell’Esercito Italiano, imponente complesso museale militare che raccoglie strumenti e invenzioni del Genio italiano durante le guerre mondiali, apre al pubblico e dedica uno spazio contemporaneo alla mostra Vivian Maier. The Exhibition affiancata a quella per Ugo Nespolo, aperta fino al 15 febbraio 2026.
La mostra, curata da Anne Morin, studiosa ed esperta dell’opera di Vivian Maier, presenta oltre 200 scatti organizzati in sezioni tematiche. Nata da un progetto di Vertigo Syndrome, in collaborazione con Chromaphotography, è prodotta e organizzata da Arthemisia.
Uno degli elementi più interessanti dell’esposizione è la ricchezza del materiale proposto: alle fotografie si alternano oggetti personali appartenuti a Vivian Maier, come la sua celebre Rolleiflex, visibile riflessa in molti dei suoi autoritratti.
Contenuti
Vivian Maier: icona della Street Photografhy, la scelta espositiva della Exhibition
La curatrice Anne Morin compie una scelta espositiva precisa, suddividendo le fotografie in sezioni tematiche dedicate al viaggio, ai gesti, agli autoritratti e agli sguardi colti per strada. Questa disposizione aiuta il visitatore a entrare nella complessità dello sguardo di Maier, una fotografa che ha dedicato un’attenzione quasi antropologica alle persone: ai loro gesti, alle espressioni, ai corpi, sempre in relazione con il mondo che li circonda.
La mostra Vivian Maier. The Exhibition ripercorre la produzione fotografica di Vivian Maier dagli anni ’50 fino al 1995. Si parte dagli scatti realizzati a New York, per poi arrivare a Chicago, durante le passeggiate con i bambini di cui si prendeva cura come bambinaia. I suoi soggetti sono spesso persone incontrate nei quartieri più marginali delle città, ritratti inconsapevoli che raccontano il fallimento del Sogno Americano o che vengono colti in atteggiamenti e abiti capaci di rivelarne il lato più grottesco e fragile.

Armenian woman fighting on East 86th Street,
New York, NY, September 1956
Gelatin silver print, 2012, 40×50 cm
©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof
Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier the Exhibition: fotografie e autoritratti in anticipo sui tempi
Il percorso della mostra Vivian Maier. The Exhibition prosegue con una sezione dedicata alle fotografie a colori, raramente esposte al pubblico e tra le più preziose della sua produzione. In questo caso Maier utilizza una Leica 35 mm (anch’essa esposta), con un formato rettangolare molto diverso dal celebre quadrato della Rolleiflex, a cui siamo più abituati ad associare il suo nome.
Le varie sezioni si alternano in modo armonico: bambini, gesti fugaci che diventano protagonisti di storie non raccontate, immagini che testimoniano le forti differenze razziali negli anni ’60 a Chicago e New York. Numerosi anche i ritratti di donne appartenenti a ogni estrazione sociale: dalle più benestanti alle più umili, tutte accomunate da una profonda eleganza e dignità nei volti e nei corpi.
Impossibile, infine, non soffermarsi sui suoi autoritratti, che rappresentano una parte consistente della sua produzione. Attraverso riflessi in vetrine, specchi o superfici lucide, Maier sperimenta soluzioni visive di grande modernità, anticipando in qualche modo il linguaggio dei nostri selfie contemporanei.

Self-Portrait, New York, NY, 1953
Gelatin silver print, 2012, 40×50 cm
©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof
Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Chi è Vivian Maier?
Vivian Maier sembra uscita da un film. Nata a New York nel 1926 da padre austriaco e madre francese, trascorre parte dell’infanzia in Francia per poi tornare negli Stati Uniti nel 1932. Lavora come bambinaia — non sempre ricordata come una figura affettuosa, come testimoniano alcune interviste ai bambini ormai adulti — e con questo lavoro finanzia la sua grande passione per la fotografia.
Donna solitaria, percorre le città trascinando con sé i bambini affidati alle sue cure, fotografando tutto ciò che cattura il suo sguardo. Attraversa strade, insegue persone per uno scatto che, nella maggior parte dei casi, non stamperà mai.
La sua immensa produzione rimane per anni chiusa in magazzini, insieme a giornali, ritagli di riviste e rullini mai sviluppati. Questo patrimonio nascosto viene alla luce solo grazie allo studente John Maloof, impegnato in una ricerca sulla città di Chicago. Ne emerge un tesoro di oltre 120.000 fotografie, che arriva al pubblico purtroppo solo dopo la morte di Maier, avvenuta il 21 aprile 2009.
Leggi la nostra recensione su TUTT’INTERA, lo spettacolo sulla vita di Vian Maier!

Self-Portrait, New York, NY, 1954
Gelatin silver print, 2012, 40×50 cm
©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof
Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier. the Exhibition: lasciatevi immortalare
Vivian Maier. The Exhibition è una mostra capace di coinvolgere profondamente il visitatore.
L’allestimento è immersivo, arricchito da video, suoni e musiche che catapultano nella New York e nella Chicago degli anni ’50 e ’60. È un’occasione preziosa sia per chi già conosce l’opera di Maier, sia per chi la scopre per la prima volta, rimanendo colpito dalla sua capacità di rendere straordinario l’ordinario.
Il percorso si conclude con un documentario che raccoglie interviste ai bambini — oggi adulti — che hanno condiviso con lei frammenti di vita quotidiana, e ai loro genitori. Un documento intenso che completa la panoramica artistica, restituendo il ritratto di una personalità geniale e ossessiva, probabilmente affetta da un disturbo maniaco-compulsivo, capace però di lasciare un segno indelebile nella storia della fotografia.

VIVIAN MAIER – la mostra, tutte le info
Titolo: Vivian Maier. The Exhibition
Luogo: Museo del Genio
Date: 31 ottobre 2025 – 15 febbraio 2026
Curatore: Anne Morin
Produzione e Organizzazione: Arthemisia Opere: 200 fotografie provenienti dall’Archivio personale di Vivien Maier
Orari: dal martedì al venerdì 10:00–17:00; sabato e domenica 10:00-20:00
Biglietti: Intero €15, Ridotto €13, Open €17

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