U.B.U. e ANCHE QUANDO POI @ Festival in Divenire 2026: la luce di una coppia tra le ombre di un racconto 

Una coppia di amanti entra in terapia quando un bambino di legno non ne ha più bisogno. O forse proprio perché ne avrebbe ancora bisogno, ma non ha ancora trovato il coraggio di entrare.

Al Festival In Divenire, in scena a Roma dal 27 aprile, sono stati presentati due studi — U.B.U. che sta per ULTIME BELLICOSE UNIONI e ANCHE QUANDO POI — accomunati da un linguaggio condiviso: quello dei sentimenti che conducono all’amore e che, con il passare del tempo, portano inevitabilmente a interrogarsi se quest’ultimo, da solo, possa bastare.

Pur nella loro diversità strutturale, entrambi i lavori rivelano una forza drammaturgica sostenuta da una chiara linea di sviluppo, percepibile anche allo sguardo dello spettatore. Una coerenza che facilita l’immaginazione di una futura messa in produzione più compiuta.

  • Le recensioni sono a cura di Leonardo Chiaventi in collaborazione con Flavia Martino, redattrice senior di Gufetto!
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L’articolo è stato prodotto nell’ambito del Laboratorio di Visione di Teatro realizzato da Gufetto.

Il laboratorio mira a formare giovani e non giovani critici di teatro Teatro, Arte, Libri e Cinema da coinvolgere nel nostro percorso di formazione come redattore editoriale/critico ed esperto nella scrittura per il web!

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U.B.U. e ANCHE QUANDO POI: la forma dello spettacolo

  • Con U.B.U., Giulia Trippetta (già vista in CARL al Teatro Trastevere) porta sul palco dello Spazio Diamante una storia apparentemente semplice, incentrata sulle crisi matrimoniali. A valorizzarla contribuiscono sia la sua interpretazione, affiancata da quella di Rosario Giglio, sia il ritmo che i due attori riescono a costruire in scena. Rimane tuttavia qualche incertezza sul piano registico: alcune sequenze faticano a integrarsi pienamente nella struttura narrativa complessiva. Nonostante ciò, l’opera dimostra una buona capacità di coinvolgimento, trovando riscontro nell’ilarità e nella partecipazione del pubblico.
  • ANCHE QUANDO POI, diretto da Ludovica Bei, (che abbiamo già apprezzato a Spazio Diamante con “500 lire” che fu vincitore del premio “Miglior Progetto” alla IV edizione del Festival inDivenire), si muove invece su un crinale tra una fiaba e una favolaccia. In una realtà che richiama un palcoscenico, ogni relazione amorosa incontra un ostacolo, ma anche una possibile via per superarlo. L’adattamento del Pinocchio prende forma attraverso la relazione tra un’aspirante scenografa e un barman affetto da ludopatia. In questo contesto, l’interpretazione di Paolo Cutroni si distingue per la sua intensità, pur restando parzialmente limitata — anche a causa del formato ridotto imposto dal festival — nella possibilità di esplorare fino in fondo la complessità del personaggio.

UBU e anche quando poi potrebbero diventare spettacolo?

Se ANCHE QUANDO POI beneficerebbe di un ulteriore lavoro di scrittura volto ad approfondire la dimensione psicologica dei personaggi, U.B.U. sembra invece partire da una solida base drammaturgica. In questo caso, l’interrogativo riguarda piuttosto la visione complessiva e i confini con cui la sua scrittura si dovrebbe scontrare nella messa in scena.

Ludovica Bei, al contrario, appare più definita nella costruzione dell’impianto registico, ma lascia emergere una certa mancanza di “vuoto” tra le azioni; spazi necessari affinché il respiro emotivo possa sedimentarsi meglio. L’uso della musica di sottofondo, in particolare, rischia di risultare eccessivo all’interno della rappresentazione, sottraendo allo spettatore la possibilità di abitare quel silenzio che segue i momenti di maggiore intensità.

CAST E DATI ARTISTICI:

U.B.U.

Regia e drammaturgia Giulia Trippetta
con Giulia Trippetta | Rosario Giglio
Nika Campisi – costumista | Andrea Cauduro – musicista

ANCHE QUANDO POI

Drammaturgia e regia Ludovica Bei
con Paolo Cutroni | Federica Valloni

Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto

Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.

Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.

Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.

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Leonardo Chiaventi

Laureato in archeologia alla Sapienza, vado nei teatri per capire quell' attualità che nei banchi di scuola non ho mai studiato. Scrivo per diletto con la speranza di farne un lavoro.