TEMPTATION @ The Square: uomini, cani e colori

Dopo D.N.A. di Dennis Kelly e NEL BUIO DEL BOSCO di Neil LaBute, la narrative design company Zona Crepuscolare ritorna con TEMPTATION a lavorare sulle zone d’ombra di vite apparentemente ordinarie. Il testo rappresentato è questa volta una drammaturgia orginale di Asha Komarovskaia, cofondatrice del progetto con Marco Bartolini, che è in questa pièce attore e regista. Lo spettacolo ha debuttato nell’ambito della stagione 2025/2026 al The Square. 

TEMPTATION: una pericolosa tendenza

Il cast di TEMPTATION di Asha Komarovskaia: Cristina Bacci, Bettina Bracciali, Sara Toti e Marco Bartolini
Cast di TEMPTATION: Cristina Bacci, Bettina Bracciali, Sara Toti e Marco Bartolini

Ultimamente sui social circolano molti video di utenti privati che ricalcano però uno stesso copione. Si tratta di un cosiddetto trend. Purtroppo, in questo caso, la tendenza consiste nel voler mettere in luce un fenomeno e una cultura capillarmente diffusi, che portano a ricercare almeno una parte di colpa nelle donne che subiscono abusi. Nei vari video una persona, quasi sempre una donna, porge la mano con un pezzetto di cibo a un cane, vietandogli di mangiarlo. Il cane rispetta il divieto e rimane fermo. La frase sovrascritta è sempre: «se un cane lo capisce…». La continuazione sottintesa è: «dovrebbe essere in grado di comprenderlo anche un uomo». Il concetto che i cani sembrano comprendere meglio degli uomini è quello di consenso. Forse ciò che dovrebbe cambiare nella cultura attuale, e che tutti dovremmo profondamente interiorizzare, ancor prima dell’idea che un no è no e che può essere espresso in qualsiasi momento, è il concetto che una donna non incarna di per sé una provocazione a cui l’uomo più virtuoso è in grado di resistere sopprimendo il proprio istinto. Quell’impulso non nasce dalla natura, ma dalla cultura, tanto radicata da suscitare l’impressione erronea che si tratti di una componente biologica, esistente da sempre e che non lascia scelta. Il nuovo lavoro di Zona Crepuscolare, TEMPTATION (Tentazione) mette a fuoco in modo crudo gli effetti di questa pericolosissima convinzione nella vita di quattro persone: Anna (Bettina Bracciali), il figlio Alex (Marco Bartolini), la sorella della madre Lidia (Cristina Bacci) e la ragazza di Alex, Delilah (Sara Toti).   

Da dove proviene il pericolo?

Il dramma si svolge tutto tra le mura di casa, quella in cui vivono insieme Anna e il figlio trentenne Alex. La scenografia riproduce l’interno di una confortevole cucina, dove all’inizio della pièce troviamo Anna intenta a preparare la tavola. Poco dopo entra in scena il figlio, che appare da subito assorto e indifferente a quel che accade intorno a sé. Nella prima conversazione tra i due personaggi, che inizialmente appare come una banale divergenza madre-figlio sulle rispettive visioni della vita, emergono già alcuni elementi disturbanti. La donna invita il figlio a ricercare la felicità nella propria quotidianità, così come lei cura la casa affinché sia elegante e accogliente. Il figlio, però, è restio a uscire: preferisce dedicarsi pienamente al proprio lavoro di creatore di mondi virtuali per videogame e crede che fuori ci siano soltanto rischiose tentazioni. In questo primo confronto, pacato e persino affettuoso, sono già presenti due motori principali della storia: il bisogno di Anna di prendersi cura dei propri cari, dispensando continuamente premurosi ma soffocanti consigli; e la tranquillità serafica e straniante di Alex, mantenuta attraverso l’isolamento, così che nulla possa turbarla. Una domanda si fa spazio nello spettatore: da cosa la madre vuole davvero proteggere il figlio?

TEMPTATION: una violenza ereditaria

Una scena di TEMPTATION (foto di Asha Komarovskaia)
Una scena di TEMPTATION (foto di Asha Komarovskaia)

Col procedere del dramma si rivelano a poco a poco dettagli che incrinano l’apparente serenità familiare: relazioni problematiche, infelicità, controllo, nevrosi, pesanti assenze e fuga dalle responsabilità. Ciò che inquieta è la possibilità, anche solo suggerita, che le violenze domestiche in questa famiglia siano uno schema trasmesso di generazione in generazione. Della protezione da questo pericolo Anna sembra aver fatto una missione personale. Mentre Alex attribuisce la causa di tutto, con disarmante semplicità, al genere femminile, che seduce incurante delle conseguenze. Alla base vi è la medesima convinzione: «gli uomini sono come i cani, incapaci di distinguere i colori e quindi inclini all’errore». Spetterebbe dunque alla maggiore sensibilità delle donne il compito di preservare sé stesse. A subire le più pesanti conseguenze della misoginia di Alex e della succube complicità della madre è Delilah, la ragazza con cui il trentenne comincia una relazione, destinata a finire in una cruda violenza. 

Il ribaltamento dei rapporti e le interpretazioni in contrasto 

Una scena di TEMPTATION (foto di Asha Komarovskaia)
Una scena di TEMPTATION (foto di Asha Komarovskaia)

La drammaturgia di TEMPTATION è per lo più costruita su coppie di personaggi, se non antitetici, dalle caratteristiche contrastanti: il figlio, rigido e introverso, e la madre, loquace e apprensiva; le due sorelle Anna e Lidia, calma e sospettosa la prima, più vivace e fiduciosa la seconda; infine Alex e Delilah, l’uno taciturno e impacciato, l’altra spigliata ed esuberante. Le differenze caratteriali sono rispecchiate anche dalle scelte interpretative degli attori del cast. La recitazione di Bartolini e Bracciali è infatti più trattenuta e per sottrazione, rispetto a quella più movimentata e sopra le righe di Toti e Bacci. L’altro elemento portante del testo di Komarovskaia è il ribaltamento dei rapporti di potere. Anna sembra all’inizio controllante, nel suo eccesso di premura per il figlio, che appare invece rinchiuso, quasi auto-reclusosi nel suo mondo. Ma lo svolgersi del dramma rivela come sia la madre a vivere imprigionata, prima in quanto figlia di un matrimonio infelice, poi all’interno della relazione con il marito e infine nella paura stessa del figlio: la voce rassicurante di Sinatra e l’arredamento della casa sono il suo unico spazio di tregua. Alex, calmo e dedito al lavoro, si rivela violento e manipolatore. Delilah, inizialmente sicura di sé, diventa vittima del ragazzo, che la giudica troppo seducente: una “tentazione”. Così Alex si autoassolve con una facilità agghiacciante, ma spaventosamente realistica: lo stupro ristabilisce l’equilibrio, è una lezione necessaria. 
Cosa resta della violenza? Per la madre «gli uomini, come i cani, fraintendono». Ma Delilah trova la forza di correggerla: «i cani, i colori, li vedono». Sulle note di My way, il pensiero che almeno lasci quella casa con la consapevolezza che non c’è stato alcun fraintendimento, ma scelte e responsabilità, ci permette di alzarci dalla platea con un po’ di speranza.

Visto il 6 dicembre 2025, al The Square, Firenze

TEMPTATION

di Asha Komarovskaia
Con Cristina Bacci, Marco Bartolini, Bettina Bracciali e Sara Toti
Regia di Marco Bartolini
Produzione Zona Crepuscolare

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Serena Chiaramonte

Biografia di Serena