A FURY TALE@TEATRO MANZONI: il racconto della rabbia dei nostri giorni

E' andato in scena il 21 Giugno al Teatro Manzoni di Pistoia nell'ambito del Pistoia Teatro Festival, lo spettacolo  A FURY TALE di Cristiana Morganti. Si tratta dell'unica data in Italia e della sola artista ad essere prodotta dal Funaro, qui con la coproduzinoe del Festival Aperto/Fondazione I Teatri-ReggioEmilia e la collarborazione di AMAT & Civitanova Danza per Civitanova Casa della Danza e il sostegno della città di Wuppertal e Jackstadt Stiftung-Wuppertal. In realtà la Morganti giunge nella città capitale italiana della cultura 2017 dopo aver presentato al Theatre de la Ville di Parigi, molto importante per la danza contemporanea, Jessica and me che insieme a Moving with Pina, sono gli spettacoli da lei diretti, a cinque anni cioè dall'inizio del percorso della Morganti come solista e coreografa ''indipendente'' dal Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.

Tra i premi vinti dalla coreografa romana ricordiamo nel 2011 il Positano Leonide Massine come migliore danzatrice contemporanea dell'anno e nel 2014 il premio Danza & Danza come migliore interprete/coreografa.
In a FURY TALE, a differenza degli altri, nei giochi e nei riflessi dei corpi tra i rami degli alberi, Cristiana Morganti non danza e si gode la sperimentazione dei cambiamenti repentini di abiti: donne in pantaloni, stereotipi ben lontani dal mondo della Bausch. Il pubblico già dall'inizio della rappresentazione e dalla spiegazione iniziale della coreografa è immerso nella furia trasmessa dalle bravissime Breanna O' Mara e Anna Wehsarg: due donne alte, molto chiare di carnagione, con capelli rossi, uguali ma diverse che a tratti si modellano l'una sull'altra finchè non c'è perfetta sinergia, per poi sganciarsi e vivere le varie dicotomie date da amicizia/competizione, isterismo/dolcezza, aggressività/tenerezza. Veniamo intrappolati dai loro movimenti, dai loro brevissimi racconti di vita quotidiana. Si tratta di brevi spaccati di parlato perchè il corpo fa da padrone e comanda tutto lo spettacolo. Corpi che parlano, che ci trasmettono l'idea che non c'è tempo per nulla già dai continui cambiamenti di vestiti mentre danzano; ci trasmettono ansia negli schemi della vita quotidiana: basta tuttavia davvero poco per cambiare, basta un semplice proiettore davanti e un corpo che si muove e si proiettano tanti altri te. Da ciò si evince la percezione che la stessa azione è un evento (come il semplice fare stretching può essere visto come un'arma di seduzione). Spesso torna la sfera dell'essere danzatrice e dell'essere donna.

 

La furia non è indagata pertanto come ansia spasmodica di fare delle cose, ma è sentita come impeto delle emozioni. Lo si evince già dalla presentazione dello spettacolo, da quando la Morganti cade a terra insieme alle sue ballerine che da subito iniziano i loro movimenti scattosi e discontinui , intrecciandosi, cercandosi e distaccandosi. Si ha la sensazione che ogni parte dei corpi delle danzatrici diventi un elemento di scena: la chiare carnagioni, le loro stesse altezze e i capelli rossi.

Le due ballerine vengono tradotte nei loro brevi tratti di dialoghi dalla coreografa e le musiche scelte da Bernd Kirchhoefer rendono lo spettacolo internazionale, passando dal rock punk fino a Bach.

A Fury Tale riesce ad aprirci un universo onirico e misterioso e svela uno scenario del sentimento di rabbia dove esso non viene demonizzato o represso, ma anzi prende il sopravvento e diventa forza creatrice che squarcia le combinazioni, rompe le righe e costruisce, modella e assume sempre nuove forme. E' quello che nella realtà capita a tutti noi quotidianamente: correre sempre di più di domani, ancora più veloci di ieri. Dovremmo stare solo attenti a sentire i nostri corpi, che nella furia del quotidiano possono accogliere cambiamenti e viverseli. Bisogna davvero mettersi in gioco per ricercare la verità e indagare tutto ciò che ci capita nella vita nel suo incessante fluire.

Sarebbe sicuramente meglio e vitale ''confondere realtà e finzione per preservare attimi di verità'', come scrive la stessa Morganti del suo ultimo lavoro.
 

Foto credit: 
Foto copertina/1: A Fury Tale Ph Manuel Cafini
Foto 2: A Fury Tale Ph Claudia Kempf

INFO:

 

A FURY TALE

idea e regia Cristiana Morganti

coreografia Cristiana Morganti

in collaborazione con Breanna O’Mara, Anna Wehsarg , Anna Fingerhuth

interpreti  Breanna O’Mara, Anna Wehsarg / Anna Fingerhuth

collaborazione artistica Kenji Takagi

disegno luci Jacopo Pantani

video Connie Prantera 

editing musiche Bernd Kirchhoefer

assistente Sabine Rivière

tecnico suono-video Simone Mancini

 

PRIMA REGIONALE

produzione
il Funaro – Pistoia e Cristiana Morganti
in coproduzione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri – Reggio Emilia
in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza per Civitanova Casa della Danza
con il sostegno della Città di Wuppertal e Jackstädt Stiftung – Wuppertal (DE)
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