SAVOIR-FAIRE @Centro culturale Artemia: l’arte del saper fare

Dal 24 marzo ha debuttato presso il Centro culturale Artemia di Roma, “SAVOIR-FAIRE“, nuovo prodotto della compagnia Terzo Chakra.

La calorosa accoglienza e la sortita contaminazione artistica del Centro Culturale Artemia, ha reso la serata ancor più intima e stimolante, non solo per un pubblico raccolto e affezionato ma anche per i nuovi e curiosi visitatori. 

SAVOIR FAIRE all’interno della rassegna il Sipario delle Donne del Centro Culturale Artemia

“Savoir-faire” è uno degli appuntamenti della rassegna “Il sipario delle donne”, organizzata dal centro culturale Artemia, che include al suo interno non solo spettacoli teatrali, ma anche concerti in musica ed esposizioni figurative, affermandosi sempre più come un piccolo polo pulsante delle arti e della cultura della periferia romana.

Abbiamo visto della rassegna “Number One“, “Laltra” e “Madre monnezza“.

SAVOIR-FAIRE: una feroce commedia

Locandina SAVOIR-FAIRE

Un salotto. Nessun realismo. Nessun elemento inutile.  

Comincia così la feroce commedia di Reza, drammaturga e autrice francese pluripremiata. E con la stessa essenzialità, Terzo Chakra ci accoglie nel salotto di casa De Angelis.

Due famiglie borghesi abitano la scena, Anna Laura e Massimo De Angelis, i padroni di casa, interpretati da Ilaria Arcangeli, Francesco Buonfiglio, e Greta e Pierfederico Costa, gli ospiti, interpretati da Sophia Angelozzi e Damiano Lepri.  

L’intera vicenda ruota attorno ad una banale discussione tra i figli (o le figlie, nel caso di Savoir-faire) delle due coppie, escamotage perfetto per far emergere una serie di dinamiche individuali, relazionali e di ruoli sociali ben radicate in ciascun personaggio. Ogni personaggio, infatti, è incastrato in un ruolo sociale ben definito da cui sembra non avere vie di scampo, ma con cui è in continua lotta. E questa lotta eterna ed interiorizzata trova adito nelle discussioni esterne e superficiali della vita quotidiana, grazie alle quali permea di sé ogni cosa, come una densa nube di fumo, che offusca la vista di sé, degli altri e del mondo.

SAVOIR-FAIRE: l’ispirazione da Il Dio del Massacro

Non è la prima volta che vediamo rappresentato “Il dio del massacro” a teatro o al cinema – basti pensare, per esempio, alla trasposizione cinematografica “Carnage” di Roman Polański -, un’opera dal significato profondo e viscerale, da riscoprire risollevando il velo fittizio di bon ton e alienazione che avvolgono il messaggio principale dell’opera.

A tal proposito, le indicazioni di Reza parlano chiaro: nessun realismo

L’autrice non ha l’obiettivo di avvicinarsi alla realtà interiore dei singoli personaggi né di mostrarne l’essenza. Nessun personaggio è realista, nessun personaggio si mostra sufficientemente nella propria autenticità, poiché ciascuno di loro è imprigionato in un ruolo che esige un savoir-faire molto rigido ed esclusivo. Non c’è realismo, ma forse un pizzico di verità, che ci apre la mente sull’identità del dio del massacro che prolifera dentro di noi, e su tutte le sue potenziali vittime.

E sono proprio queste maschere sociali, dee propiziatorie dell’immortale carneficina della storia dell’uomo, a riempire la scena e ad alimentarne i conflitti, senza alcun altro elemento inutile, abitando un semplice salotto, sala d’attesa per l’incombente conflitto.

Terzo Chakra porta un riadattamento contemporaneo di Reza al Teatro Artemia 

Terzo Chakra porta sul palco dell’Artemia un riadattamento contemporaneo del testo della Reza, togliendolo dal salotto parigino delle sue origini per integrarlo all’interno dell’attuale “Roma bene”.

Un lavoro attento sulla trasposizione, che mantiene viva la bramosia del testo originale ma si adatta con ironia e sarcasmo alle dinamiche attuali attorno alle quali avviene il nostro moderno massacro. Un massacro che non si allontana dalle idee di Reza, né perde di intensità in un altro contesto, ma, al contrario, si adatta e circoscrive in ogni dove.

I riferimenti attuali, soprattutto per un pubblico romano, hanno aiutato ad empatizzare maggiormente con i personaggi, favorendo una relazione attiva e brillante tra palco e platea. 

Le soluzioni di Regia e scenografia di Terzo Chackra

La regia ha accolto molto bene ogni possibilità del testo, dalle vene più comiche a quelle più introspettive e riflessive, seguendo le evoluzioni di tutti i personaggi e delle loro storie, presentando un prodotto completo ed esaustivo.

La scenografia era esattamente composta da un salotto senza alcun elemento inutile, come da testo originale. Un grazioso salotto borghese, minimale ma sufficientemente esplicativo del contesto e dei padroni di casa. Ogni oggetto scenico o scenografico è stato utilizzato in maniera funzionale ed essenziale per la scena, mantenendo così un occhio vigile sull’imminente massacro incombente.

Le interpretazioni di SAVOIR-FAIRE: caricaturale al punto giusto

Ilaria Arcangeli e Francesco Buonfiglio ci mostrano la vita dei coniugi De Angelis, una coppia di genitori molto attenti e premurosi nei confronti delle loro figlie e della loro educazione, forse troppo occupati a dirigere con rettitudine le loro vite, immischiandosi attivamente persino in futili disguidi da bambini, pur di non affrontare la deriva della loro relazione.

Sophia Angelozzi e Damiano Lepri incarnano la cecità di una vita frenetica, di un uomo sempre in corsa per la vetta della sua carriera e di una donna socialmente rilegata ad essere una madre ed una moglie perfetta, senza riuscire a rattoppare le crepe della loro identità di coppia.

Ogni attore ha saputo riempire il suo personaggio di tante sfumature, sia tragicamente vere che brillantemente fittizie. Lo stile recitativo era volutamente sopra le righe, non eccessivamente da risultare finto, ma caricaturale al punto giusto da mettere in risalto la lotta interna tra le maschere di tutti i personaggi.

SAVOIR FAIRE: un ritmo allegro e imprevedibile

Ottima sinergia tra gli attori, equilibrata ed esplosiva, così come il ritmo sotteso dell’intero spettacolo: un andante allegro, dinamico ed imprevedibile, che ha tenuto il pubblico incollato alla scena con una suspence sempre accesa. Sicuramente un gran punto di forza di questo spettacolo, da non sottovalutare soprattutto per un testo che prevede di per sé il reiterarsi delle stesse macro-azioni

Il mescolarsi delle energie non ha causato momenti di vuoto o di accavallamento, né tantomeno di divisione nei compartimenti stagni delle due coppie sceniche. Ciascun personaggio ha sviluppato la propria relazione con tutti gli altri sulla scena, permettendo una rottura dell’individualità e creando un gruppo scenico coeso e molto in ascolto di sè, degli altri e del pubblico in sala.  

Compagnia TERZO CHACKRA: chi sono?

Terzo Chakra, una giovane compagnia di Roma under 30, gravita attorno a tutto ciò che è azione, potere e affermazione personale e porta alta la bandiera del IO POSSO”. Formata dalle attrici Sophia Angelozzi e Ilaria Arcangeli, ci sorprende con il suo ultimo prodotto, ispirato alla celebre opera di Yasmina Resa – “il dio del massacro”.

SAVOIR FAIR – info e contatti

di Sophia Angelozzi e Ilaria Arcangeli

Sophia Angelozzi, Ilaria Arcangeli, Francesco Buonfiglio e Damiano Lepri

venerdì 24 e sabato 25 marzo 2023

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