DOPO LA PIOGGIA @Teatro Basilica – (Dis)incanto della nostalgia

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Debutta al Teatro Basilica di Roma la tournée di DOPO LA PIOGGIA, il progetto scenico scritto e interpretato da Aida Talliente e Chiara Benedetti, prodotto da AriaTeatro, in collaborazione con Fattore K. In scena fino al 22 gennaio, le autrici promettono di portare con sé l’intimità di una tenerezza nostalgica.

Aida Tagliente, dopo PORCOMONDO, in DOPO LA PIOGGIA

Cosa accade quando una pioggia costante, alla quale eravamo assuefatti, smette di cadere? Come reagiamo alla fine di una vita insieme? Il folto pubblico del Teatro Basilica è accolto da questi interrogativi, affidati a una brossura distribuita all’ingresso in sala. Già in posizione sulla scena aperta, l’attesissima Aida Talliente, dopo il successo di Porcomondo, e Chiara Benedetti attendono lo spegnersi delle luci. Ed ecco che fuori e dentro il teatro, il rumore della pioggia accarezza la platea, preludendo a una risposta.

AIDA TALLIENTE E CHIARA BENEDETTI INTERPRETANO L’INIZIO DELLA FINE

La convivenza di due anziane sorelle in vestaglia è bruscamente interrotta dalla morte di una delle due. Aida Talliente e Chiara Benedetti, autrici e interpreti della pièce, sono partite dall’ineludibile appuntamento con la fine, nella costruzione della singolare messa in scena delle esequie a una vita d’amore fraterno. La forma drammaturgica prescelta è quella epistolare, affidata a un voice-over forzatamente lirico. Le parole d’affetto enunciate, infatti, non hanno intento narrativo, obiettivo che, del resto, appare estraneo all’intera messa in scena. Persino i salti temporali presenti mirano esclusivamente a fotografare la nostalgica patina di felicità che ricopre i ricordi di una persona assente. Il “lessico familiare” di mugugni, versi di intesa e silenzi di una rodata convivenza è sufficiente alla descrizione dei personaggi e del loro legame, ma non riesce – anche quando vorrebbe – ad assurgere a testo drammaturgico. Più che offrire risposte alle questioni proposte in brossura, la drammaturgia, relegata al fuori campo, solleva ulteriori interrogativi.

IL TEATRO BASILICA SI VESTE DI NOSTALGIA

La nostalgia è anche la cifra estetica dell’intera pièce. Un salotto arredato con gusto trasporta il pubblico negli anni 50, tra servizi da tè, un diaproiettore, sedie di design, comodini, costumi da pin-up e album dei ricordi. Una radio d’epoca fiammeggiante troneggia su uno dei comodini posti sul proscenio. Del resto, la voce metallica di Radio Nostàlgia – interpretata da una delle interpreti – è l’unico linguaggio verbale utile alla messa in scena, ma il suo uso la rende un vero e proprio elemento scenografico. Entrando in sinergia con il suono della pioggia e con un raffinato repertorio musicale, che non teme di accostare Debussy a Fred Buscaglione, la radio entra a far parte di un design acustico squisitamente emotivo. Questo design della nostalgia è enfatizzato da un disegno luci sofisticato nella sua semplicità, dai caldi toni ambrati, intervallati – e solo nei salti temporali ai fasti del passato – al buio. 

DOPO LA PIOGGIA, SI INTRAVEDE UNA BELLEZZA STROZZATA

Quel che la messa in scena sembra suggerire è che dopo la pioggia, dopo la morte, chi resta non può che andare avanti, senza, però, dimenticare l’affetto vissuto, dedicandosi all’unica comunicazione possibile con chi non è presente che nel cuore, quella epistolare. Tuttavia, questo soliloquio fuori campo, nell’intento di rendere esplicito quel che già le attrici trasmettono degnamente in scena, rischia di appesantire la delicatezza interpretativa.

La scenografia di DOPO LA PIOGGIA

Infatti, la regia di immagine sfrutta con eleganza gli elementi scenografici ai fini dell’azione. Anche la gestualità coreografica proposta è funzionale nella sua natura grottesca. Ispirato a una clownerie solo accennata, questo esperimento di “teatro muto” ha tutte le carte in regola per pretendere una maggiore audacia performativa. Dopo la pioggia, chi resta in sala, intravede la bellezza di un lavoro originale, poetico, sciolto da qualsiasi vincolo narrativo al servizio di un messaggio d’amore. Tuttavia, la confusa deriva epistolare, vanifica il fine lavorio evocativo, abbandonando il pubblico a un esitante disincanto.

Visto il 19 gennaio al TeatroBasilicavedi tutta la stagione 2023

Dopo la pioggia – cast e info spettacolo

di e con Chiara Benedetti e Aida Talliente
disegno luci Luigi Biondi
fonica Alessandro Barbina
direzione tecnica Iacopo Candela
elementi scenici Federica Rigon
fotografie Danilo De Marco
organizzazione Cristina Pagliaro
distribuzione Elisa D’Andrea
produzione ariaTeatro
partnership Fattore K

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