INEQUILIBRIO 23 @ Castello Pasquini Castiglioncello: poesia in musica e danza

Dopo una prima parte fatta soprattutto di prosa e di visioni sui rapporti umani, Inequilibrio 23 organizzato da Armunia Teatro ci ha portati nel mondo della musica e della danza. E non si parla della "grande" musica e della "grande" danza, quelle da etoile o da grandi orchestre. Protagoniste sono state invece l'intimità e la genuinità della terra, laddove i suoni si mescolano e gli strumenti diventano compagni di viaggio, semplici ma sinceri, capaci di assumere la regalità degli strumenti da camera. Accompagnati poi dall'armonia del corpo formano un binomio da cui sgorgano poesia e pathos. 

La musica di Pino Basile, percussionista di grande talento, camicia rossa e una cascata di riccioli bianchi, è stata il leitmotiv delle ultime due serate di festival. Musicista con la passione per la storia e le tradizioni musicali della sua terra e anche di altri tradizioni come quella indiana. La sua musicalità è pervasiva e artigianale. Costruisce egli stesso gli strumenti che rimandano alle tradizioni contadine e alla vita rurale. Questi strumenti artigianali, ma al tempo stesso dal sapore contemporaneo, prendono vita dalle sue mani e con esse e con l'acqua risuonano. Lo spettacolo è un racconto di suggestioni dell’infanzia, d’incontri sulla musica e il canto. Racconta tra parole, musica e canto onomatopeico le persone e le circostanze che gli hanno tramandato strumenti e canzoni popolari. Basile risuona in una dimensione contemporanea e fuori dal folk, di cui assume la profondità del significato e l’essenza della forma, dando però una veste immantinente in una sua originale chiave interpretativa. Delicati gli incontri con le persone della sua terra, la Puglia, come quello con la signora, amante del ballo e della musica, che coraggiosamente affrontava la violenza patriarcale per poter godere anche per poco della musica delle feste di paese. Il rapporto di Basile con la musica è molto corporeo e personale come quando bagna i bastoni del suo handmade cupaphon, una serie di cupa cupa di varie dimensioni. E il modo di suonare di Basile è una danza delle mani. Riprende strumenti tradizionali effimeri che nascevano per occasioni specifiche e venivano suonati solo per quella occasione e che ora non sono praticamente più considerati strumenti musicali ma solo souvenir, come il bubbù a forma di gallina. È un lavoro fine e sapiente di tecnica ritmica e voce utilizzando anche la digitalizzazione in diretta che poi viene utilizzata a ciclo continuo. In questa distesa sonora dai mille suoni e paesi s’intrecciano anche le storie individuali come quella dell’artigiano che faceva i bubbù con gli scarti della lavorazione dell’argilla. Basile mette in rilievo come siano le esperienze a dare spessore all’atto artistico. Basile ci mette in contatto con la realtà della Puglia rurale avvilita e desolata. Ascoltiamo in un loop contemporaneo il canto a distesa dei mietitori, i canti stagionali del ciclo agricolo nel dialogo amaro e pietroso del contadino con la terra, con il campo, ma Basile fa andare da un’altra parte. A raccontare questa Puglia che con fatica vive è il canto della morte del ciuccio, dell’asino che il contadino cresce come un figlio, canto tragico ma anche comico nel paradosso. Anche nella tristezza Basile riesce a rendere l’anima vitale della sua terra.

L'ultima serata si è poi aperta con Blind date, progetto della danzatrice Giselda Ranieri che improvvisa nell’incontro con un musicista e con la luce. In questo caso Pino Basile. C’è il momento del primo saluto e da lì tra gesti, movimenti e musica si crea una storia. Camicia rossa, vestito rosso. Pino Basile c’inebria con le sue percussioni, il loop della sua voce e dei suoi strumenti, mentre la Ranieri disarticolata, armonica, spezzata crea la trama di un racconto che partendo da un gesto viene portato fino allo sua estremità più intensa. Con la luce, i ritmi, il corpo prendono vita paesaggi esotici, situazioni casalinghe e quotidiane o riti iniziatici e dionisiaci. Una molla, una lancetta che suggerisce il trascorrere del tempo impossibile da frenare.

In chiusura del festival in scena Denti. Nel gesto poetico di Piergiorgio Milano c’è tutto il dolore della vita, del crescere, del vivere con se stessi. Bellissima e dolorosa solitudine in una poesia tagliente e gocciolante sangue e lacrime. C’è la fatica di vivere, ma anche la gioia degli incontri. E'scappare, è morire, è essere soli con solo una giacca a tenerti compagnia, che è casa, amore, il tuo cane che ti fa anche giocare a cavallino. Una profonda trama poetica suggestiva che apre degli intensi squarci emotivi con una capacità di movimento e di pensiero poeticamente sublime.

Una conclusione sottile e poetica della prima parte di Inequilibrio 23.

Armunia ci aspetta per la seconda parte del festival dal 3 al 6 settembre e dal 10 al 13 settembre 2020 nella nuova sede di Rosignano Marittimo. Attendiamo con curiosità tutte le novità di questa edizione. 

Info

domenica 5 luglio 

TRIBUTO A VIOLETA PARRA

di Matteo Ramon Arevalos e Camilla Lopez

voce e percussioni Camilla Lopez

pianoforte e percussioni Matteo Ramon Arevalos

musiche di Violeta Parra

Non abbiamo potuto assistere a questo spettacolo che comunque segnalamo in cartellone

lunedì 6 luglio

IL LOOP DELLA MURGIA

di e con Pino Basile

 

martedì 7 luglio 

BLIND DATE 2.0

con Giselda Ranieri e Pino Basile

progetto Giselda Ranieri

concetto e performance Giselda Ranieri

composizione live in tempo reale a cura di un musicista ospite per Castiglioncello Pino Basile

produzione ALDES

con il sostegno di MIBACT – MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo/Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo

grazie a ARTU e Festival Corpi Urbani – Genova, Associazione UBIdanza, Festival Expolis – Milano

 

martedì 7 luglio

DENTI

di e con Piergiorgio Milano

consulenza artistica Brune Campos, Claudio Stellato

grazie a Fre Werbrouck, Natalia Medina, DancentrumJette, La Raffinerie Bruxelles

 

Inequilibrio 23 al Castello Pasquini di Castiglioncello (LI)

5-7 luglio 2020

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