PICCOLI CRIMINI CONIUGALI @ Teatro Duse Bologna: chi sarà  tra i due il primo a uccidere l'altro?

La domanda “chi sarà tra i due il primo ad uccidere l'altro?” è ben diversa, anche se in modo sottile e quasi impercettibile, dalla domanda “chi tra i due per primo ucciderà l'altro?”... Proprio così: chi sarà il primo? Perché ci sarà anche il secondo ad uccidere l'altro… e poi ancora, e ancora.
I protagonisti della pièce si uccideranno moralmente (e non solo) diverse volte; come facciamo tutti, in questa guerra d'amore e di odio che è il matrimonio e, più in generale, le relazioni amorose, secondo Éric-Emmanuel Schmitt, il drammaturgo, regista e saggista francesce autore dell'opera PICCOLI CRIMINI CONIUGALI andato in scena fino al 28 febbraio al Teatro Duse di Bologna. Una produzione Goldenart, con Anna Bonaiuto e Michele Placido, che dello spettacolo ha curato anche la regia.

Grazie al pretesto di un “incidente” e del ritorno a casa dopo le cure in ospedale, il pubblico viene accompagnato nelle personali battaglie del gioco al massacro di una coppia alto-borghese. Marco è uno scrittore di gialli di successo e vive con Lisa, la sua brillante compagna, una coppia raffinata e apparentemente molto affiatata, che però non sfugge al logorio della routine e del tempo che passa e di polvere da nascondere sotto il tappeto ce n'è molta…

La coppia è un'istituzione a delinquere impietosa nella pièce estremamente realistica di Schmitt, resa fedelmente dalla regia di Placido. Ogni coppia è fatta di delinquenti veri e propri: criminali emotivi, innamorati feriti che pretendono, spesso fingendo di non farlo, rivendicano con ardore ognuno il diritto alla propria personalità, alla propria gelosia, alle proprie insicurezze.

Ma nella vita non si cambia pagina come si volta la pagina di un libro, tutto resta, sedimenta, e se non lo affrontiamo ci porta al logoramento. Assistiamo qui a un tormento distruttivo di una coppia pieno di attese, conclusioni affrettate, conclusioni che invece arrivano in ritardo, ma che arrivano. Lisa e Marco si comprendono e perdonano: “Non sono morto” lui dice a lei – “ma il passato sì” – lei risponde.

Il palco è giocato come un ring, la scena è dinamica, i protagonisti si avvicinano, si separano, si rincorrono e si rifuggono… il prezzo del time out è l'esatto costo che ha l'esporsi, l'aprirsi davvero all'altro; la posta in gioco è il rinnovamento delle promesse d'amore, la fine della crisi di un matrimonio silente da anni, a favore di un nuovo incontro. Si può cambiare? Forse no, ma ricominciare da capo in maniera più consapevole sì e chissà che forse non si sbaglierà meglio.

Nonostante la tecnica e il carisma dei due protagonisti, senza nulla togliere alla loro qualità artistica, nella prima parte della pièce l'impressione è che ognuno recitasse da solo, per conto suo, chiudendo la porta all'altro. Intensa e vera, Anna Bonaiuto, splende di luce propria, mostra un “talento superiore” come dice la sua protagonista; carismatico e pieno di energie, Michele Placido, intrattiene il suo pubblico con lo stesso entusiasmo di un attore all'inizio della carriera.

Saltano agli occhi una cura particolare non tanto per i costumi, piuttosto neutri, in modo da rispecchiare quante più coppie possibili, quanto per le scenografie. Il tutto è ambientato in un unico luogo, l'appartamento della coppia, studiato nei dettagli, pieno di libri, con uno scalone imponente che sa di scalata per il successo e di apparenza; tutto è giusto così, esattamente come ci si immagina la casa di una coppia benestante dei nostri giorni.

Ogni cosa prende vita, anche un whisky di bassa qualità, perché bere non è più dimenticare ma diventare sicuri delle cose, come se l'alcol alimentasse le paure e l'esasperazione di una donna insicura che ammette: “bevo sì, ma non ho un problema con l'alcol, ho un problema con te!” e ancora “forse io non so amare senza soffrire”. La presenza imponente del libro in scena, protagonista morale e mandante di tutto, Piccoli crimini coniugali, nominato come vanto da lui o con disprezzo da lei, con le sue parole che graffiano la protagonista con le unghie e la valigia pronta che però non vuole varcare la soglia di casa per andarsene.

L'uso sapiente delle luci rende, anche se in modo un poco didascalico, la temperatura emotiva dell'evolversi della vicenda, il palleggio tra la freddezza della provocazione e il calore della comprensione che si alternano senza fine nel rapporto tra i due protagonisti. Le luci ci riportano al chiaro di luna del loro incontro, l'inizio di questa guerra d'amore, il cerchio allora si chiude ed è il momento di ricominciare.

Non se ne esce mai del tutto da una guerra d'amore, ma ci si rinnova, questo è il messaggio di rassegnata speranza: una volta che se ne accetta il meccanismo, la coppia diventa un gioco quasi piacevole, il dolore si mescola sempre di più all'attrazione e alla necessità, la coppia, croce e delizia, cresce e matura, continuando con gioia a farsi del male.

Buoni amori a tutti, se alla fine amare è soprattutto soffrire, meglio preferire un'anima stanca e sfinita a una anestetizzata e annoiata, questa pièce è un invito, nonostante tutto, ad amare davvero.

Info:
PICCOLI CRIMINI CONIUGALI
Michele Placido, Anna Bonaiuto
di E. EMMANUEL SCHMITT
regia MICHELE PLACIDO

 

Teatro Duse di Bologna
venerdì 23 febbraio | ore 21:00
sabato 24 febbraio | ore 21:00
domenica 25 febbraio | ore 16:00
GOLDENART PRODUCTION

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF