BRIGATA MIRACOLI @Piccolo Bellini: spegniamo la Luna, riaccendiamo la speranza

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Vucciria Teatro ci porta a Napoli uno spettacolo come al solito complesso e articolato, questa volta nella intima cornice del Piccolo Bellini.

BRIGATA MIRACOLI

Ci arrampichiamo sul Piccolo Bellini per BRIGATA MIRACOLI

Dopo aver scalato l’edificio del Teatro Bellini per raggiungere la arroccata sala del Piccolo, sulla scena aperta i personaggi ci stanno letteralmente aspettando. Seduti o a passeggio sul palco, osservano il pubblico che prende posto e ancora chiacchiera, dietro uno schermo diviso in tre parti illuminate da una trasmissione disturbata. In audio il suono di una trasmissione serale di quelle che ad un certo punto cominciano a dare i numeri del lotto. Dietro di loro si vedono già gli altri elementi della scenografia completamente mobile e modulare, tutti racchiusi in tre chioschi di metallo verticali su rotelle, chiusi con delle serrande, apparentemente simili a quelli utilizzati nei mercati per vendere libri.

La Luna si è spenta nell’Olimpo senza lustro di BRIGATA MIRACOLI

BRIGATA MIRACOLI
tutti gli attori di BRIGATA MIRACOLI

Quando le luci calano lo schermo e i personaggi escono di scena, e tutto comincerà poi con un’esclamazione: “Afrodite non c’è”. Seguita da un’altra: “La Luna si è spenta”.

Da qui comincia a svolgersi la storia. Siamo in un quartiere popolare da qualche parte in Sicilia – a giudicare dal dialetto – in mezzo a gente semplice, balzata agli onori della cronaca qualche anno prima per l’arrivo della “Luna” che ha condotto sul luogo la televisione. Un Olimpo de’ poveri o se vogliamo un Olimpo senza lustro.

Dall’arrivo della Luna tutti vivono come in un reality show, costantemente sotto i riflettori. E così noi stessi, pubblico dello spettacolo, diventiamo pubblico dello show, a tratti ma non proprio, perché con lo svolgersi della trama è sempre più rapido il passaggio tra un momento intimo e uno pubblico ed è sempre più difficile smettere di sentirsi dei voyeur.

La blanda notorietà, il canale televisivo dedicato, li ha tolti dalla miseria, eppure proprio questa condizione fortunata è diventata una trappola per i nostri personaggi e per i loro concittadini, ma per Afrodite più di tutti, senza la quale la Luna non può rimanere accesa.

BRIGATA MIRACOLI: presenza costruita con l’assenza.

Afrodite materialmente in scena non compare mai. La sua ingombrante presenza è costruita attraverso la sua assenza. Per la prima parte dello spettacolo Afrodite è fuggitiva, per la seconda parte Afrodite dorme. E se anche lei fisicamente in scena non c’è, il suo sonno si: dei piani specchiati obliqui calati giù dalle edicole mobili e opportunamente uniti e posizionati vengono utilizzati come fossero un letto attorno a cui i nostri personaggi si riuniscono, discutono, si struggono, per affrontare il sonno di Afrodite e tutto ciò che comporta e rappresenta.

Ma cos’è il sonno di Afrodite? Perché Afrodite si è addormentata e perché non si sveglia? Anche se i personaggi non lo capiscono, si tratta della “sindrome della Bella Addormentata” o “sindrome della rassegnazione”, e non ha preso solo lei nel quartiere. È una malattia psicosomatica, di matrice in realtà sociale, che – come leggiamo anche in note di regia – “si manifesta dove c’è un’insufficienza istituzionale” e l’individuo sperimenta “un senso di irreversibilità, un vuoto ed una frammentazione incolmabile” sentendosi costretto “a schermarsi addormentandosi, per potersi salvare.” Una disperazione sociale, quindi, non intima ma condivisa, che non conduce a una necessità di suicidio ma induce il subconscio al sonno, e che può essere ancora guarita con il ripristino della speranza.

BRIGATA MIRACOLI: Enea eroina contro la rassegnazione.

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Adelaide Di Bitonto e Beatrice Vento in BRIGATA MIRACOLI

Dunque, in scena vedremo un gruppo di improbabili divinità tentare di raccapezzarsi con la nuova situazione per tornare ad un equilibrio: qualcuno rimpiangendo la situazione precedente come falsa ma migliore possibile, qualcuno riconoscendo che era una situazione terribile ed estenuante a cui però non avrebbe saputo porre rimedio. Tutti in pratica mostrano la rassegnazione che ha fatto ammalare Afrodite, dimostrando che si tratta di una questione tutt’altro che personale.

C’è poi Enea. Prole di Afrodite e Anchise, sappiamo che è l’origine della stirpe degli eroi e la drammaturgia di Anastasi decide di farne una ragazza. In note di regia viene specificato l’intento di dare “al femminile tutta la potenza eroica e divina”, ma io mi chiedo se fosse così necessario. Tuttavia, nell’epoca del politically correct e della gender equality a tutti i costi, immagino ci sia da aspettarselo. Piuttosto, dal momento che Afrodite deve essere sostituita, occorre che abbia una bellissima figlia che possa prendere il suo posto e su cui l’intero quartiere possa puntare il dito e allora direi che averne fatto una donna mi convince almeno dal punto di vista della trama: Enea si trova in una scomodissima posizione e come ogni eroe che si rispetti deve scegliere cosa farne.

Enea salverà il mondo e l’umanità dalla freddezza, dal voyeurismo e dalla digitalizzazione con le sue scelte? La “nuova Luna” sarà davvero diversa? Afrodite si sveglierà mai? Arrivate alla fine dello spettacolo e fatevi un’idea.

BRIGATA MIRACOLI: interessante e divertente.

BRIGATA MIRACOLI
Joele Anastasi e Federica Carruba Toscano in BRIGATA MIRACOLI

Intanto che ci arrivate però, quello che vi godete è una messa in scena molto interessante ed estremamente divertente. Il dialetto siciliano è piuttosto stretto, ma non incomprensibile. Gli attori sono davvero affiatati, hanno un ottimo ritmo e la simpatia è disarmante, soprattutto nei personaggi di Federica Carruba Toscano e Adelaide Di Bitonto, madre e zia di Afrodite, che mettono insieme dei siparietti familiari gustosissimi. Molto ben caratterizzato anche il personaggio di Enrico Sortino, padre di Afrodite, che risulta qualcosa tra il boss di quartiere, il politico di paese e un buffo anchorman improvvisato. Più seri Anchise (Joele Anastasi) ed Enea (Beatrice Vento) a cui è affidata la responsabilità di mantenere il livello di drammaticità dello spettacolo, sebbene anche la Di Bitonto si esibisca ad un certo punto in un monologo piuttosto struggente, significativo e degno di nota.

Momenti onirici di BRIGATA MIRACOLI.

L’unico modo in cui si rappresenta l’interazione con Afrodite in un paio di momenti è attraverso delle maschere su corpi di donna, nudi o seminudi, con la complicità di particolari giochi di luci e audio: il risultato è una parentesi molto suggestiva che si distacca sensibilmente dal tono del resto dello spettacolo, come sospendendo tutta l’azione ad un livello onirico, più metafisico.

BRIGATA MIRACOLI: uno spaccato di umanità qualsiasi.

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Adelaide di Bitonto nel suo monologo in BRIGATA MIRACOLI

La scelta dell’Olimpo non è un caso, sappiamo dell’intenzione di raccontare una decadenza. Ma rappresentare il disagio di una realtà popolare attraverso delle pretese divinità oltre a rendere tutto più grottesco trovo abbia l’ulteriore vantaggio di aggiungere distacco e dare a tutto un valore universale, separando il significato dal significante: ciò che accade in questo quartiere, per quanto sembri avvenire intorno a un mercato siciliano, è uno spaccato di umanità qualsiasi.

BRIGATA MIRACOLI: costumi pop e musica realista.

Interessanti i costumi. In uno spettacolo che ha comunque tutto un sapore surreale, anche i costumi non sono realistici, bensì una reinterpretazione pop di un abbigliamento da quartiere popolare, riprodotto in toni neutri e monocolore a cui è associato su ogni personaggio un dettaglio in evidenza, come uno stivale o una giacca fluo.

Nulla sarebbe stato possibile in ogni caso senza l’atmosfera ottenuta con il disegno delle luci che ha accompagnato ogni scena in modo diverso e soprattutto senza la colonna sonora che è stata invece il tocco assolutamente realista dello spettacolo, fatta prevalentemente di brani di musica sentimentale anni 60 e neomelodica napoletana, di Peppino Gagliardi e Franco Ricciardi.

Il furbo invito alla riflessione di BRIGATA MIRACOLI.

Complessivamente, insomma, uno spettacolo ricco di dettagli raffinati e di scelte complesse che non è semplice da comprendere nella sua profondità ma può tuttavia essere soddisfacente anche ad una prima visione più superficiale perché di buon ritmo e in grado di divertire con immediatezza: un furbo invito alla riflessione, servito subdolamente tra una risata, una canzone spudoratamente romantica e una improvvisa scena drammatica spiazzante.

Visto il 26 gennaio 2023

Dal 26 gennaio al 5 febbraio 2023

PICCOLO BELLINI

Orari spettacoli: feriali h. 21:00, mercoledì h. 18:00, sabato h. 19:30, domenica h. 18:30

Durata: 90 minuti

Prezzi: a partire da 15 €

BRIGATA MIRACOLI

uno spettacolo di Vuccirìa Teatro

drammaturgia e regia Joele Anastasi

con Joele Anastasi, Federica Carruba Toscano, Adelaide Di Bitonto, Enrico Sortino, Beatrice Vento

scene Giulio Villaggio

light-designer Joele Anastasi / Martin Emanuel Palma

costumi Joele Anastasi

sound-designer Alessio Foglia

maschere dell’artista Sergio Fiorentino

aiuto regia e video Giuseppe Cardaci

realizzazione scene Alovisi Attrezzeria

responsabile tecnico Martin Manuel Palma

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Foto Giuseppe Cardaci

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