LAURA CURINO @ Teatro Magnolfi Nuovo: la pittrice del Teatro di Narrazione

Un’intera settimana dedicata a Laura Curino nella stagione del Teatro Metastasio di Prato. Nell’intimo spazio del Magnolfi Nuovo l’attrice torinese, tra le fondatrici del Teatro Settimo negli anni Ottanta, ha prima incontrato il pubblico negli appuntamenti delle Piacevoli conversazioni per poi proseguire con ben quattro diversi testi messi in scena, sequenzialmente, dal 15 al 18 novembre: Camillo Olivetti, La diva della scala, Passione, La lista. Gufetto dedica l’articolo all’arte di una vera signora del teatro civile italiano dopo aver assistito agli spettacoli di apertura e chiusura ed aver partecipato agli incontri con l’attrice.

Si scrive Laura Curino, si legge purismo. E non si creda che siano inclusi in questa definizione solo impeccabilità tecnica e impostazione studiata di corpo, voce e dizione. Infatti non sono mancate né le sbavature né le incursioni dialettali. Ma se il teatro è forma d’arte intesa come rappresentazione che ci aiuta a comprendere la contemporaneità, Laura Curino è teatro e fa teatro. E non si limita ad ergersi portavoce ma diventa narratrice e testimone di storie, vite e personaggi dai quali non trae dei meri spettacoli ma dei ricordi vividi e ben delineati.

I ritratti che prendono vita sul palco sono quelli di Camillo Olivetti, fondatore della celeberrima azienda di produzione di macchine da scrivere, e di Pasquale Rotondi, poco noto ai più ma benefattore del patrimonio storico-artistico italiano; uno Schindler dell’arte che ha difeso le nostre ricchezze durante gli anni della guerra e dell’occupazione tedesca. Entrambi i personaggi costituiscono due illustri modelli dell’epos italiano più moderno: il primo un po’ burbero e sempre in contrasto con il piccolo mondo borghese benpensante della provinciale Ivrea dalla quale parte per immergersi nella filosofia pragmatica e capitalistica del mondo americano ed anglo-sassone; un capitalismo fatto per l’uomo e a misura d’uomo, capace di produrre manufatti artistici degni dei musei di arte moderna, come la storica Lettera 22, finita al MOMA di New York. E proprio l’arte lega Olivetti al Professor Rotondi, degno concittadino di Cicerone e caparbio difensore di archivi, gallerie e tesori grazie ad una rete di conoscenze fatta di amicizie nate e cresciute tra le aule universitarie; un degno rappresentante di quella sorta di disubbidienza civile che ci ha garantito un vantaggio determinante sull’alleato, prima, e sul nemico tedesco, poi, troppo ligio ad ordini e doveri. In tutto questo, sullo sfondo, molto nitido, le famiglie dei due eroi che li affiancano.

Le due tele che Laura Curino realizza non sono chiare fin dall’inizio ma si svelano lentamente all’interno di una cornice scarna che lascia all’attrice piena libertà di stendere colori, accentuare sfumature e delineare contorni. Il disegno di partenza sono le parole, quelle del copione de La lista, spettacolo ancora in fase embrionale che debutterà a Siena il prossimo anno, o quelle delle lettere e delle testimonianze della vita di Camillo Olivetti. Il resto sono i colori che si arricchiscono di luci e di ombre, di un’alternanza di registri recitativi a tinte calde per gli affetti familiari e a tinte più fredde per il tormento e l’angoscia. A fornire infine profondità lo sguardo e l’espressività della Curino che è capace di curare nei minimi dettagli ogni piano della tela, rivolgendosi a tratti al pubblico in sala, interrogato su alcuni degli inventori italiani più celebri, oppure fissando un punto lontano come se lo sguardo le consentisse di riportare alla vista un passato ormai remoto.  

Il minimalista ma funzionale ruolo di luci e musiche, grazie all’intervento del tecnico Alessandro Bigatti, fornisce quella rotondità ai personaggi che sul palcoscenico si sentono e si vedono tutti, dal primo all’ultimo, grazie all’abilità dell’attrice nel gestire il proprio corpo, senza mai abbandonarsi ad una gestualità troppo marcata al solo fine di riempire la scena. Laura Curino non ha bisogno di questo per catturare l’attenzione del pubblico. Insieme alla sua bravura sono sufficienti le informazioni e gli aneddoti che interpreta e che ha recuperato con un attento lavoro di ricerca. Così, insieme a Beatrice Marzorati e Federico Negro, ha raccolto il materiale del testo de La lista, pronto al debutto e quindi “giunto” a Prato in embrionale anteprima, mentre lei stessa ha curato i contenuti di Camillo Olivetti-alle radici di un sogno insieme a Gabriele Vacis, regista dello spettacolo nonché tra i fondatori del Teatro Settimo insieme all’amica Laura.    

Come dichiara in apertura del ricordo su Pasquale Rotondi, se esiste una relazione tra il lavoro e l’arte, ciò che è accaduto sul palco del Teatro Magnolfi Nuovo ne è sintesi e dimostrazione. Approfondito e filologico è infatti stato il processo di ritrovamento e selezione di informazioni, testimonianze, annotazioni, aneddoti e retroscena di personaggi che hanno costruito la storia, che si tratti di quella dei manuali o di quella del genere umano, cui tutti siamo chiamati a partecipare. E non ha importanza la direzione in cui percorriamo la linea del tempo: ci sono, infatti, “storie che iniziano dal principio ed altre che iniziano dalla fine”. Se, però, ad accompagnare il pubblico c’è un’artista del “puro” Teatro di Narrazione come Laura Curino, non si corre il rischio di perdere neanche le più piccole emozioni che hanno reso grandi gli uomini della Storia.   

“CAMILLO OLIVETTI”

alle radici di un sogno

di Laura Curino e Gabriele Vacis
con Laura Curino
regia Gabriele Vacis
collaborazione alla drammaturgia Laura Volta
assistente alla regia Serena Sinigaglia

produzione Associazione Culturale Muse in collaborazione con Fondazione Teatro Stabile Torino

 

“LA LISTA”

Salvare l'arte: il capolavoro di Pasquale Rotondi

di e con Laura Curino
collaborazione alla messa in scena Gabriele Vacis
ricerche storiche e assistente alla drammaturgia Beatrice Marzorati
disegno luci e tecnico di scena Alessandro Bigatti
ricerche storiche e organizzazione Federico Negro

ideazione, produzione e distribuzione Silvia Brecciaroli Paola Cimatti – Formula Servizi per la Cultura

Teatro Magnolfi Nuovo di Prato – Fondazione Teatro Metastasio

15/18 novembre 2018

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