ISMAEL @Artemia, applausi e lacrime per il racconto di un ragazzo in fuga dalla guerra

Al Centro Culturale Artemia di Roma è andato in scena il monologo Ismael, in viaggio dalla Siria, che denuncia la drammatica condizione di un trentenne siriano e della fuga dal suo paese lacerato dalla guerra. Un monologo magistralmente scritto e interpretato da Massimiliano Frateschi e diretto da  Graziano Piazza e Aleksandros Memetaj. Questo spettacolo ha ricevuto il Premio del Pubblico al Festival Nazionale di Corti Teatrali “Incorti” di Artemia lo scorso anno, con la direzione artistica di Maria Paola Canepa, che continua il suo costante impegno nella scoperta e valorizzazione di nuovi talenti in ambito teatrale.

Applausi e lacrime per Ismael in viaggio dalla Siria

la locandina di Ismael
La locandina diIsmael, in viaggio dalla Siria

Lunghissimi applausi per Ismael, in viaggio dalla Siria, andato in scena al Centro Culturale Artemia lo scorso weekend. Ismael racconta una storia fatta di sogni,  aspirazioni,speranze, ricordi terribili di  un ragazzo siriano in fuga da un paese dilaniato dalla guerra e  che, sopravvissuto alla prigionia e alle torture, è riuscito a raggiungere l’Italia, dove cerca di ottenere i tanto agognati documenti. Ispirato a una storia vera, è un monologo brillante ed emozionante che sconvolge per l’attualità e crudezza del suo dramma.

Ismael: il pubblico come secondo attore

Il pubblico entra in sala e trova già le luci soffuse, quel tanto che basta per sedersi al proprio posto, Frateschi emerge da un lato della sala e pronuncia le prime battute mentre sale sul palco e si è immersi subito nella storia di Ismael.  La scenografia è ridotta al minimo ma perfettamente funzionale al contesto della storia. Un monitor su cui campeggia il numero ventisette, dall’altro lato un distributore di bigliettini numerati per mettersi in fila e una panchina al centro. Lo stile scelto dall’autore per narrare la storia è brillante e ironico. Così, con un ritmo incalzante, domande, battute, risate e ammiccamenti sono tutti rivolti al pubblico, che è il vero secondo attore e protagonista di questa pièce e fa da sponda continua alle battute di Ismael, in un’atmosfera immersiva che abbatte la quarta parete e rende vivo e concreto il dialogo. La sensazione di immedesimazione è realistica e efficace, tanto che,  pur sapendo di assistere a un monologo a teatro, si ha la sensazione di ascoltare un dialogo vivo e reale.

Ismael: un crescendo incalzante nel racconto della fuga dalla guerra

Il protagonista, ormai in Italia, ripercorre la sua storia: scorrono i ricordi della famiglia, con la madre che gli insegna le preghiere cattoliche in italiano per permettergli di ambientarsi in Italia, il periodo della scuola, gli amori, gli sfottò rivolti alla dittatura di Assad, le manifestazioni, fino al racconto terribile della prigionia, catturato in fuga dalla  dalla propria città, che vanta il tristissimo primato di essere la più bombardata al mondo. Questa immersione e immedesimazione nel testo sono il frutto di una scrittura sapiente che, senza flessioni e cedimenti, cattura l’attenzione dall’inizio e si sviluppa in un crescendo drammatico che però avviene con naturalezza e in maniera quasi impercettibile. Il monologo, infatti, comincia in maniera brillante e divertente ma gradualmente e inesorabilmente va in profondità al cuore del dramma con un effetto potente ed emozionante. La verità del racconto (e Ismael è ispirato a una storia vera n.d.r.) arriva con tutta la sua forza al pubblico in sala.

Ismael: un monologo di grande impegno civile

Ismael, in viaggio dalla Siria, è un monologo di grande impegno civile, che tratta una tematica importantissima e tristemente attuale, quella dei profughi in fuga dalle guerre. E’ anche un riflessione più generale sulla condizione dei migranti; tanti di loro sono migranti economici, ma altrettanti sono richiedenti asilo ma, come dice il protagonista, se si vive nel proprio paese di origine conducendo una lotta quotidiana per cercare di sopravvivere alla povertà e alla fame e si fugge dalla miseria estrema a cui si è condannati senza via di scampo, emigrare in cerca di condizioni migliori non è un fuggire dalla guerra? Ismael ci pone davanti a questi interrogativi e lo ricorda proprio noi italiani, che abbiamo dimenticato di essere un popolo di migranti. Si fa riferimento a quello che passano i migranti nello specifico nel nostro paese, luogo di approdo delle tratte migratorie verso l’Europa. Ismael, “fortunato” per essere arrivato in aereo, ricorda la tragedia continua dei tanti, troppi migranti morti nel Mar Mediterraneo durante gli innumerevoli viaggi della speranza nei barconi, dopo aver subito torture e prigionie. La descrizione del suo arrivo in Italia e di come viene “accolto” dalla polizia fa  tristemente riflettere.

Ismael: il dramma e la dignità di una storia vera

Quest’opera vuole farci riflettere su come, attaccati al nostro benessere, falsamente facciamo finta di ignorare  la tragedia di persone come Ismael; lo fa con la crudezza di una storia vera, che arriva con maggiore efficacia attraverso il racconto apparentemente ironico di un ragazzo apparentemente scanzonato, ma le cui battute in realtà sono il modo che ha di esorcizzare le ferite che porta dentro e fuori di sè. E questa è l’altra faccia del personaggio di Ismael, che risplende di voglia di vivere e dignità nell’intensità tragica del proprio vissuto. L’apparente semplicità della domanda finale, con cui si chiude il monologo, ha l’impatto secco e diretto di uno schiaffo in piena faccia. Lunghissimi applausi al protagonista e autore del’opera Massimiliano Frateschi,  che è stato capace di rendere tutta la forza del personaggio in una maniera impeccabile, adeguata all’importanza dei contenuti trattati e alla levatura della drammaturgia, caratterizzata da un ritmo e una coerenza impeccabili, grazie anche alla regia attenta di Piazza e Memetaj. Uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere.

Ismael: credits

Scritto ed interpretato da MASSIMILIANO FRATESCHI

Premio MIGLIORE ATTORE Festival InCortida Artemia 2022

Con la Regia di GRAZIANO PIAZZA e ALEKSANDROS MEMETAJ

CENTRO CULTURALE ARTEMIA
Via Amilcare Cucchini, 38
Roma (Zona Monteverde – Portuense/Forlanini)

Dal 12 al 14 maggio 2023

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