INTERVISTA A MARILYN MONROE @Teatro del Giglio: intervista impossibile ad un’icona immortale

All’interno della rassegna Un teatro sempre aperto 2024, presso il Foyer del Teatro Il Giglio di Lucca, è andata in scena un’inedita performance capace di contaminare in maniera suggestiva teatro e giornalismo: un’intervista impossibile al mito immortale di MARILYN MONROE a cui ha dato vita Caterina Paolinelli, attrice di prosa di formazione accademica, che ha lavorato con diversi Maestri e Registi, tra i quali: César Brie, Claudio Morganti, Elena Bucci, Leo Muscato, Michele Placido, e Matteo Brighenti, giornalista pubblicista e critico teatrale per riviste specializzate come «Hystrio» e «PAC-Paneacquaculture». L’incontro tra la cittadinanza e il teatro aperto in spazi, orari e modi non consueti, ha permesso di creare un’atmosfera magica e familiare in cui incontrare una storia potente e profondamente attuale, ben al di là delle leggende e degli stereotipi che ancora ne celano i risvolti più autentici

INTERVISTA A MARILYN MONROE: ritratto autentico di donna

Caterina Paolinelli in INTERVISTA A MARILYN MONROE

Al pubblico raccolto dentro il foyer del teatro, come prima della presentazione di un libro o una conferenza appare lei, Marilyn Monroe, “notoriamente in ritardo” fa notare Brighenti che la annuncia emozionato. In abito bianco, i biondissimi capelli nella piega più nota, si mostra intimidita, stupita e frastornata dalla presenza del pubblico dal vivo. Si concede agli sguardi con crescente familiarità, sorridente, grata, ironica e riservata. Siede tesa in punta di sedia, si sporge per raggiungere il microfono, inclina la testa e soppesa ogni parola, cauta, accurata, cerca dentro di sé la risposta più sincera glissando con eleganza e arguzia le domande più insidiose. Brighenti la conduce con delicatezza a ripercorrere le tappe della sua vita, l’infanzia dolorosamente attraversata dall’abbandono e dall’abuso, gli amori celebri, intensi ma non eterni, la carriera di attrice e infine l’elefante inconfessabile nella stanza, la relazione coi Kennedy. Poi passa la parola al pubblico perché le ponga le proprie domande, e del resto quando può ricapitare un’occasione simile? Il pubblico altrettanto intimidito e preda di una strana suggestione e soggezione si fa coraggio ed ecco che a poco a poco arrivano curiosità, aneddoti, dubbi a cui Marilyn risponde all’impronta con fluidità e immediatezza anche sugli aspetti più spinosi, anche su quella ultima notte a cui non si riesce, proprio non si riesce a credere.

INTERVISTA A MARILYN MONROE: l’indipendenza punita di una donna bella

INTERVISTA A MARILYN MONROE: L’attrice risponde alle domande del pubblico

Colpisce la lettura che Paolinelli e Brighenti danno di questa icona pop del cinema, spesso confusa e identificata con la sua maschera di bionda leggera e seduttiva. Emerge una storia ben più complessa di donna forte, determinata a studiare e lavorare duramente per diventare attrice, allieva e amica di Strasberg, appassionata lettrice di poesia e letteratura, imprenditrice pronta creare dal niente una propria casa di produzione a costo di disobbedire alle grandi case di produzioni, incapaci di vedere l’artista al di là della bambola. Marilyn si mostra anche come donna, racconta il suo profondo desiderio d’amore, di una relazione duratura, magari di un figlio, si confessa con consapevolezza incapace di sopportare la solitudine, ma ritorna al punto cruciale tutte le volte: nessuno dei suoi amori ha potuto imporle di essere chi non era, a nessuno di loro ha permesso di manipolarla o deriderla nella sua dignità artistica. Una donna libera, in un’epoca che sotto le acconciature cotonate e le gonne corte, nascondeva il permanere di terribili diktat culturali e morali. Donna solidale con le altre donne, sul set come nella vita, Marilyn anticipa le lotte femministe e l’attivismo per i diritti civili che infiammeranno le strade d’America e del mondo negli anni successivi alla sua morte.

INTERVISTA A MARILYN MONROE: il personaggio oltre il testo

INTERVISTA A MARILYN MONROE: Il Foyer del Teatro Comunale del Giglio

Intervista a Marilyn ci colpisce anche per il metodo utilizzato da Paolinelli e Brighenti per dare vita a questo incontro impossibile. Lo spirito di ricerca del giornalista incontra l’arte teatrale dell’immedesimazione nell’altro da sé, la ricerca di un’adesione totale alla fisicità, la vocalità, l’impercettibile essenza di una vita conosciuta indossandola come una seconda pelle, prima e al di là di un testo scritto. Le risposte di Paolinelli-Marilyn nascono sul momento, condividono un flusso di pensiero autentico di cui non percepiamo il canovaccio nato ed esperito nelle prove, evocano una presenza che si svela quasi più nelle pause, nei respiri trattenuti, negli sguardi densi di non detti che nelle parole. Questo accade soprattutto quando l’attrice abbandona il terreno familiare dell’intervista con Brighenti e si rende disponibile alle richieste non premeditate del pubblico, che non elude mai, lasciando emergere all’impronta degli scorci di verità emotiva ancora più significativi. La performance si chiude con l’unico rimando ad un testo scritto: Marilyn saluta il suo pubblico leggendo una poesia di Walt Withman “Tutto Vale”, come un inno all’immortalità della vita con cui sembra farci l’occhiolino promettendoci di non svanire mai come il suo mito visto che, in fondo “il più minuto germoglio dimostra che davvero non c’è nessuna morte”.

Interessante e suggestivo esperimento questa intervista impossibile che apre un inedito varco da cui sbirciare oltre la quarta parete, nel teatro oltre il teatro. In preparazione un’altra intervista replica, il 25 giugno alle ore 19:00, anche questa volta ad una grande icona dell’arte, Maria Callas, interpretata da Giulia Perelli. Incuriositi attendiamo.


INTERVISTA A MARILYN MONROE

con Caterina Paolinelli 
a cura di Matteo Brighenti 

produzione Teatro del Giglio

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