FESTIVAL INEQUILIBRIO22: Contemporaneo dismorfico. Infiniti modi di attraversare la fine del mondo

“Solo i bambini sanno colpire l’immaginazione e disarmare il silenzio”

Il Festival INQUILIBRIO22, nel Castello Pasquini di Castiglioncello, iniziato il 25 giugno, si è concluso domenica 7 luglio, dopo due settimane di spettacoli tra teatro, danza, musica, eventi e mostre con la originale e complementare direzione artistica di Angela Fumarola e Fabio Masi di Armunia, centrale produttiva, laboratorio artistico e formativo della Costa degli Etruschi.

E’ un silenzio disarmato quello del Festival Inequilibrio non solo per la sua capacità di raccontare il contemporaneo con l’accoglienza calorosa e sensuale del mare che diventa paradosso della scena nuda e brillantemente prediletta nei nostri tempi. Nella pineta di Castello Pasquini ogni anno nei giorni caldissimi di fine giugno accade la magia di  incontri emozionanti e densi in un’immersione profonda. All'ombra del castello, che si ha l’impressione nasconda qualche creatura vaga e strana, senti il silenzioso lavoro dei tecnici che soprattutto nei giorni prima del festival si affrettano al montaggio dei vari allestimenti e sembra di assistere alla costruzione della Torre di Babele. Per i vialetti ombrosi si possono incontrare artisti, giornalisti e amanti del teatro che si danno appuntamento in queste due settimane per parlare, discutere, salutarsi, scambiarsi idee, confrontare progetti: questo il mondo di Armunia che si dedica all’arte e agli artisti con una cura rara e ammirevole. Ogni anno, qui, si ritrovano artisti che presentano i loro lavori in un contesto libero e di grande calore, come in una famiglia; ed è questo quello che si gode e si respira passeggiando e aspettando gli spettacoli a Castello Pasquini o negli altri site specific del programma: senza avvedertene puoi scambiare due chiacchiere con intellettuali, giornalisti, artisti e “teatromani”. Nei giorni del Festival si coagulano gli intellettuali più vivi e creativi per non parlare del nutrito battaglione di giovani stagisti che ha dato il suo entusiastico contributo in ogni settore, dall’organizzazione, all’accompagnamento delle compagnie fino alla copertura mediatica di grande impatto e molto approfondita.
L’atmosfera, soprattutto quella notturna è molto sensuale e avvolgente, grazie anche alla brezza marina e al profumo che sale dal mare la notte, ed è bello godersi ogni giorno una varietà di spettacoli in una kermesse ben studiata e che offre un’ampia scelta di mise en espace. Poi è possibile rilassarsi e scambiare impressioni e riflessioni al ristorante/bar, approntato per l’occasione in pineta, che quest’anno offriva anche un DJ set radiofonico, di un simpaticissimo DJ in erba, Dario di Radio Network 2000. Armunia è metafora del gioco come senso profondo del teatro, di ricerca e di lavoro tagliente e insistito all’interno della cultura contemporanea. Le giornate sono intense ma in un clima caloroso e accogliente dato dall’armonia di tutto lo staff. Lo spettatore vive un’atmosfera di lavoro in fieri in cui ci si sente compresi come parte attiva di questo fermento.
Con laboratori, progetti sempre collegati al territorio e alla popolazione, Armunia è uno dei centri più significativi di produzione e attività culturale del nostro paese e che si ricollega a una tradizione di mecenatismo che fin dall’’800 ha avuto centro nel Castello Pasquini. Questo contatto simbiotico ma evolutivo del Festival con il territorio è visibile anche nella scelta dei luoghi: molti spettacoli o azioni performative sono accadute nei luoghi naturali e non, identificativi di questa costa: la pineta del Castello Pasquini, la spiaggetta del Cardellino, il Bagno Ausonia, il Fosso Bianco/Lillatro (Spiagge bianche).

Quest’anno il Festival ha indagato “la fine”: del mondo, della coppia, dell’individuo, del linguaggio, di tutto ciò che esiste. LA COMMEDIA DELLA FINE DEL MONDO con la regia e drammaturgia di Giuliano Scabia (produzione Armunia) riflette mediante un racconto favoloso e divertente sulla terra distrutta dall’inquinamento, dall’uso inconsapevole della tecnologia. Un progetto significativo quello di Scabia con Armunia che ha coinvolto membri della popolazione locale, costituiti in “La famosa compagnia dilettantistico amatoriale”. Questa iniziativa è il segno dell’impegno sempre attivo e capillare di Armunia a costruire un legame profondo con la popolazione della Costa degli Etruschi. Con questo progetto si è riusciti a far riappropriare la gente del teatro catartico/educativo nel senso antico e nelle sue manifestazioni più intellettuali e metateatrali, così profonde da inglobare le radici antiche e popolari, stratificando vari livelli di lettura.
TU OVVERO CHI E' QUESTA STRONZA? per la drammaturgia di Attilio Scarpellini è un progetto di Gemma H Carbone/Riccardo Festa con la produzione di Armunia svela la realtà sui cliché della coppia, completamente frantumata e in cui si smascherano gli schemi del tutto impersonali del rapporto di coppia che vive e muore nelle parole, in un continuo tentativo ecfrastico che distrugge, nel momento stesso in cui lo descrive, l’oggetto stesso della sua descrizione.
In PADRE NOSTRO di Babilonia Teatri, il rapporto genitoriale è fatto a pezzi, vivisezionato. Il padre è una presenza soffocante che è vita e morte dei figli, ma nella rituale ribellione della progenie avviene un ribaltamento in cui sono i figli a partorire il padre, in un gioco di specchi tra figli e padre, lo stesso essere umano in forme diverse: “mille volte mi hai accompagnato nel bosco e mille volte sono tornato”.
Con Fortebraccio Teatro, IN EXITU, da un testo di Giovanni Testori, si coglie la fine del linguaggio come fine dell’individuo, dell’io: le ombre del mondo, di lui stesso se ne vanno con il vento e non è possibile ne’ raggiungerle ne’ riappropriarsene neanche in un estremo sforzo mimetico. Gino, il protagonista non ha più un corpo che risponde ai suoi comandi. Tutto diventa irraggiungibili come i suoi pensieri: si può rispondere solo agli impulsi che si affollano nel nonsenso. Tutto porta alla morte.
Se da un lato s’indaga la morte, anche la vitalità viene attraversata tramite l’identificazione nella natura con CELESTE appunti per natura, di Raffaella Giordano, danzatrice che ha collaborato con Pina Bausch, dove la grazia della bellezza permette una fusione con la natura che inghiottisce se stessa, oppure con il recupero della proprio identità culturale che poi è quella dell'anima in SOUL MUSIC – dal lato opposto di Oscar De Summa che da dj di una radio libera degli anni ’80 ripercorre una sorta di percorso biografico di giovani musicisti pugliesi con un attaccamento sincero e granitico alla musica. Si avvertono i suoi piedi sulle strade del tavoliere delle Puglie; De Summa con maestria ricrea la polvere, il sole, l’aria respirata, il vento, la gente inaridita dal sole e dalla fatica. E’ un viaggio nella musica da lui amata, compagna fedele del suo viaggio artistico e umano: un viaggio che attraversa le sue origini. Da solo in scena, come in uno studio radiofonico, con alle spalle una scenografica che si ispira alle grafic novel e che accompagna il ritmo del suo parlare, De Summa evoca mille personaggi in un caleidoscopio magico e sempre nuovo.

Questo è anche un Festival di donne, artiste, attrici, danzatrici e nel manipolo di donne che lavorano per Armunia ideatrici di percorsi artistici nuovi e rappresentativi del contemporaneo in una smarginatura che dilaga all’interno delle forme più canoniche e che solo la donna che sola abita quel confine tra la razionalità e l’irrazionale, può rappresentare quella regione al confine tra controllo e istinto selvaggio come, per esempio, mostrano le Goblin Party coreane che, con A SILVER KNIFE, traducono in danza la precompressione del femminino e la sua liberazione nell’istinto. Attraverso forme teatrali anche ipercontemporanee, gli spettacoli e gli eventi/progetti hanno indagato i grandi archetipi con cui la nostra società si confronta, soprattutto in una rottura con il linguaggio che fa evolvere la società, ma che può diventare anche una trappola mortifera per l’individuo che si avviluppa su se stesso o che ne viene dominato nella ridefinizione continua della sua identità.
Il filo rosso, che attraversa il festival, è il tema delle radici etniche/materne/interiori in questo tempo di mutamenti e di riposizionamento geografico/antropologico dove l’essere umano ripercorre il suo vagare sulle orme delle madri preistoriche.

Questo è solo un piccolo assaggio dell’immersione nella cultura contemporanea del Festival Inquilibrio22 invito a consultare i link alle recensioni degli spettacoli e per un ulteriore approfondimento sul programma del Festival la pagina Facebook di Armunia. Consigliatissimo.

Info:
INEQUILIBRIO FESTIVAL
Armunia

25 giugno-7 luglio 2019 Castiglioncello
teatro danza musica

 

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