IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI (1a e 2a puntata) @ Teatro Magnolfi Prato: viaggiare intelligentemente con la fantasia

Il collettivo creativo Sotterraneo riprende IL GIRO DEL MONDO a partire da dove avevamo lasciato il filo di lana rossa sul tabellone a Yokohama in Giappone, tutto al proprio posto: le pedine di gioco Phileas Fogg, Passepartout e Miss Auda, le carte imprevisti, i punti vita e i meno lusinghieri punti razzismo, ci aspettano sul porto alla volta di San Francisco per terminare il viaggio.

Con immutato divertimento e intelligenza Sara Bonaventura e Stefano Cirri ci imbarcano, e ci lasciamo trasportare con fiducia in un ormai rodato gioco collettivo in cui tifiamo perchè i nostri eroi arrivino in tempo per vincere la scommessa al Reform Club a Londra. Il viaggio continua come se non si fosse mai interrotto, con la traversata del Pacifico, l’avventuroso coast to coast in treno, con tanto di assalto dagli indiani, poi su una slitta a vela per raggiungere a New York, e ancora sul mercantile Henrietta nell’Atlantico arrivando fortunosamente a Liverpool, ed infine a Londra, con dieci minuti di ritardo, ma un giorno di anticipo.
Il giro del mondo è completato, il romanzo di fine ottocento è seguito fedelmente ed ogni disavventura della storia è trasformata nell’occasione per farci riflettere sui tempi moderni: incontriamo le elezioni americane a cui prende parte un Trump ante litteram; gli extraterrestri nell’Area 51; i test nucleari come attrazione turistica nelle praterie americane; lo sterminio ad opera di Micky Mouse degli indiani d’America; la coreografia di New York New York immancabile all’arrivo; l’assalto di Green Peace quando sulla nave finisce il combustibile; fino alla Brexit che all’arrivo in Inghilterra fa dichiarare Passpartout e Miss Auda immigrati clandestini.

Sotterraneo compie la meraviglia di non annoiarci neanche un momento, tutto è semplice, tutto è leggibile nel loro spettacolo, leggero e sagace, mai inutilmente intellettuale. I riferimenti alla modernità sono comprensibili e sottili, i temi sociali, seppur presenti, sono accennati con trovate brillanti e divertenti, non spingono sul dramma, puntano il dito con precisione, sempre con ironia. Tutto sta nel gioco, nel continuo rimbalzare tra antico e moderno, da una parte con il romanzo, dall’altra col pubblico. Non si fatica ad immaginarsi il treno di legno lanciato a gran velocità nelle distese americane, accanto ai protagonisti di X-files, la Liverpool fuligginosa e industriale accanto ai Beatles di A Hard Day’s Night: accostamenti grotteschi come il quiz agli spettatori sui genocidi nel mondo, come l’incappucciato che consegna il diploma al pubblico di vero imperialista KKK, o il test di ammissione con gli stereotipi e le offese per gay, migranti e meridionali, fino alla farsa in cui l’elengante e composta Miss Auda si trasforma in una seducente, e alquanto ridicola, Marilyn Monroe per conquistare Fogg.

Grande impresa questo giro del mondo in 80 giorni, sia la prima che la seconda puntata, ottimo spettacolo di Sotterraneo. Fino al 26 al Magnolfi a Prato.


Visto il 17 febbraio –
La prima puntata de IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI è in scena al Teatro Magnolfi fino a domenica 19, e siamo impazienti di vedere la seconda la prossima settimana da martedì 21 a domenica 26 febbraio.

La piccola sala del Magnolfi è chiassosa e agitata, ci sono ragazzi delle scuole superiori, insegnanti, bambini, adulti in attesa che si abbassino le luci, sulle seggioline i più giovani non smettono un momento di chiacchierare, di guardare gli smartphone, saltellano instancabili da una posizione all'altra. In luce piena in mezzo al pubblico entrano Sara Bonaventura e Claudio Cirri del collettivo creativo Sotterraneo e da subito ci catapultano nella rocambolesca traversata del mondo di Phileas Fogg e del suo fido servitore francese Passepartout, da Londra a Londra, passando per Suez, Bombay, Hong Kong fino a Yokohama in Giappone, per San Francisco e New York City fino al rientro al Reform Club londinese, con ogni mezzo, il treno, il piroscafo, addirittura sul dorso di un elefante.

La platea si fa attenta e silenziosa ad ascoltare l'avventura della circumnavigazione in soli ottanta giorni: una scommessa da ventimila sterline l'avvio del romanzo, una scommessa ancor più ardita quella di conquistare un pubblico così eterogeneo, una scommessa vinta quella di Fogg e del gruppo Sotterraneo.Le vicende del celebre romanzo di Verne sono trasformate, con regia collettiva e adattamento di Daniele Villa, in uno story game attraverso i continenti e i secoli che coinvolge il pubblico, senza un attimo di noia, con accostamenti geniali di antico e moderno.

Lo spettacolo passa con leggerezza e fluidità dagli estratti dal romanzo originario ai quiz televisivi, dai giochi da tavolo con carte imprevisti ai punti vita persi e guadagnati, dalle domande al pubblico alla narrazione, dai dialoghi tra i personaggi della storia, perfettamente interpretati dai due attori, a momenti di performance di metateatro in cui il pubblico è chiamato a partecipare, dalle coreografie di Bollywood alla canzone pop, dalle visioni allucinogene di un panda al turista giapponese che scatta un selfie al pubblico. Ogni tappa del viaggio di Fogg è l'occasione per Sotterraneo per un accostamento sempre intelligente, divertente e non banale con la modernità: il dj Mattia Tuliozi accompagna i due attori sulla scena, un planisfero ottocentesco diventa video e tavolo da gioco su cui segnare le tappe con un filo di lana segnare i punti su dispay luminosi.

Sotterraneo non rinuncia a coinvolgere il pubblico nella riflessione su temi sociali che gli sono cari: la mercificazione, i mezzi di comunicazione della modernità, la condizione della donna, il razzismo.

Ma ogni tema è sfiorato con la leggerezza del divertimento sempre intelligente. Così per parlare della centralità del denaro, oggi come ieri, nell'aristocratico club inglese fioccano le banconote, gettate in aria e sulle teste della platea. Il salvataggio da parte di Phileas della giovane e bella Miss Auda, condannata a vittima sacrificale per la Dea Kali, è accostato alle spose bambine nel mondo, ai femminicidi e il racconto è scandito dagli applausi delle donne in sala. Ma poi lo sguardo cinico del collettivo teatrale irride l'amore tra i due protagonisti intonano la canzone romantica Something Stupid, e a noi tutti vengono in mente le scene ovattate di Robbie Williams e Nicole Kidman. La visione celebrativa di Verne del genio coloniale, che ha portato sviluppo e modernità nel mondo, rendendo possibile l'impresa di Fogg, è stroncata con ironia dall'ingresso nel gioco di mille punti razzismo che irrompono in scena sotto forma di un segnapunto incappucciato, dopo aver interrogato il pubblico sul numero incalcolabile di vittime dell'imperialismo coloniale nei secoli.

Non stupisce che il collettivo creativo Sotterraneo sia stato annoverato dalla critica e dal pubblico tra le realtà emergenti più interessanti della scena contemporanea: nel 2007 entra a far parte di Fies Factory, nel 2009 vince il premio Ubu speciale “per la capacità di rinnovare la scena” e un “uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici”, fino ad avere riconoscimenti internazionali nel 2012 vince il primo premio al Be Festival di Birmingham e nel 2016 col premio Best of Be Tour gira in tournée in Spagna e in Inghilterra.

Info:
Teatro Sotterraneo
IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI
Storygame fra Jules Verne e Sotterraneo
(PRIMA E SECONDA PUNTATA)

concept e regia Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Mattia Tuliozi
adattamento Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
sound design Mattia Tuliozi
costumi e props Francesco Silei
grafica Marco Smacchia, Isabella Ahmadzadeh
allestimento Giorgio Gori, Massimo Belotti – Associazione Teatrale Pistoiese
ufficio stampa Francesca Marchiani
coproduzione Sotterraneo/Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei beni artistici e culturali e del turismo, Comune di Firenze, Funder 35

Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory ed è residente presso l'Associazione Teatrale Pistoiese
Teatro Magnolfi

In scena:
14/19 febbraio (prima puntata) + 21/26 febbraio (seconda puntata) | feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30

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