I MISERABILI @ Teatro Quirino: divorziamo dal senso comune

In scena fino al 4 novembre al Teatro Quirino, I MISERABILI di Victor Hugo con Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo. Regia Franco Però.

Un adattamento non semplice che suscita anche una riflessione più ampia sul Sistema Teatro.

Di nuovo niente! Le scene con venature grigio-verde, le penombre avvolgenti e nebulose, gli elementi scorrevoli creano e dividono i tetri ambienti in cui le tragedie: del galeotto Jean Valjean e dell’ispettore Javert, di Fantine e di sua figlia Cosette, di Marius e dei Thénardier e di tutti gli altri personaggi che popolano le fogne di Parigi si snodano e si intrecciano.
Una scenografia essenziale e funzionale per i cambi e per gli sfondi atta incorniciare la vastità di questo capolavoro della letteratura francese  pubblicato nel 1862, incardinato nel periodo che va dalla restaurazione post napoleonica alla rivolta anti monarchica e centrato sulle vicende della redenzione del galeotto Jean Valjean ingiustamente condannato per un reato insignificante.

L’adattamento per il teatro, certo non semplice, di Luca Doninelli non basta a innervare una rappresentazione dai canoni tradizionali, con evidenti richiami strheleriani del regista Franco Però, che si adagia e si lascia andare rientrando negli schemi abituali molto rassicuranti per l’audience. Franco Branciaroli non incide anche se dobbiamo sottolineare che gli attori della compagnia convincono dando sostanza ai personaggi.

Gli argomenti universali affrontati da Victor Hugo: il Bene, il Male, la Morale, la Dignità, la Coscienza, il senso di libertà dalla tirannia, la mostruosità del fatto che s’intravedevano all’orizzonte dell’opera del grande romanziere avrebbero avuto bisogno di passi più coraggiosi.

NOTE A MARGINE
Poniamoci una domanda: ha ancora senso proporre spettacoli così evidentemente antichi? Non alludiamo, ovviamente, alla scelta del drammone di Victor Hugo ma allo stile della messa in scena.
Forse per titillare la vanità dell’attore protagonista che, birignao a parte e autocompiacimenti vari, comunque gode di grande popolarità? Dunque ci trasciniamo senza dubbio sotto il segno di una crisi che non può che essere culturale prima ancora che economica.
Una mercificazione ormai tangibile, ma l’azienda Teatro non produce saponette! Il blasone del Teatro Quirino non deve certo contare sui nostri apprezzamenti e non staremo ora “a menarla” con la gloriosa storia di quel palcoscenico e sugli artisti che l’hanno calcato. Segnali di cedimento del sistema Teatro sono un po’ ovunque tali da allarmarci soprattutto a livello dei luoghi facenti parte dei circuiti “mainstream” nondimeno, mai come in questo periodo storico, assistiamo alla nascita di progetti artistici da parte delle ultime generazioni.
Proprio nella Capitale movimenti sotterranei in quasi clandestinità operano nell’innovazione del linguaggio drammaturgico.  

Quindi, perché non stimolare con più audacia la scena contemporanea meritevole di spazi professionalmente più vistosi degli eroici “Off” e il pubblico teatrale da mettere al passo con le esigenze dell’attualità con proposte visionarie e rivoluzionarie?
Ci si è forse illusi che festival, rassegne, manifestazioni a vario titolo potessero fare il miracolo di una mutazione innovativa e conseguentemente sostitutiva del quadro, ma questo non è avvenuto, e una delle ragioni è certamente questa atrofia.

Info:
I miserabili

23 ottobre.4 novembre
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
CTB Centro Teatrale Bresciano
Teatro De Gli Incamminati
FRANCO BRANCIAROLI
I MISERABILI
di Victor Hugo 
adattamento teatrale Luca Doninelli
regia FRANCO PERÒ

e con (in ordine alfabetico)
Alessandro Albertin   Silvia Altrui   Filippo Borghi
Romina Colbasso   Emanuele Fortunati   Ester Galazzi
Andrea Germani   Riccardo Maranzana   Francesco Migliaccio
Jacopo Morra   Maria Grazia Plos   Valentina Violo

scene Domenico Franchi
costumi Andrea Viotti
luci Cesare Agoni
musiche Antonio Di Pofi

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