GIOCHI SENZA CONFINI @Teatro Magnolfi Nuovo: il gioco è conoscenza del mondo e di se stessi

Fino al 20 marzo (repliche ogni giorno alle 20.45 tranne il lunedì, sabato e domenica ore 16) presso il Magnolfi Nuovo il Teatro Metastasio di Prato torna a dar voce al territorio con GIOCHI SENZA CONFINI, un progetto di Teatro dell’Argine in collaborazione con Teatro Metropopolare, nato in epoca pre-pandemica che, seppur trasformato, ci porta sulle ali del Gioco in giro per il pianeta alla scoperta delle diversità culturali capaci di renderci tutti equipotenti di fronte alla sfida che il gioco ci rivolge. Dopo l’introduzione recitata da Ciro Masella, giullare che predispone il nostro spirito ad accogliere la ludicità, siamo invitati a confrontarci con noi stessi e con il mondo tramite le 10 valigie-gioco progettate in collaborazione con i ragazzi degli istituti scolastici cittadini e con le comunità straniere.

Scoprirsi accomunati dalla necessità di giocare, di sfidare se stessi e gli altri ad armi pari con il mero intento di trarne diletto e imparare a conoscersi, è una tappa attraverso la quale il percorso verso l’integrazione è obbligato a passare. 

GIOCHI SENZA CONFINI: la favola dello spazio e del tempo inutili

Nello spazio intimo della sala, per l’occasione con un numero ridotto di poltroncine, una valigia piena di libri, per lo più usati e vissuti, sul proscenio attrae la nostra attenzione. Perché il gioco è una cosa seria e non dobbiamo dimenticarci che la cultura passa anche da lì. A ricordarcelo è Ciro Masella che col suo leggio al centro della sala ci accompagna tra le righe della favola di un uomo che aveva deciso di rinunciare al tempo e allo spazio inutili perché troppo impegnato ad ottimizzare la propria vita e ridurre quelle perdite di tempo che deviazioni ed imprevisti comportano, provocandogli irritanti fastidi.

Basterà però un surreale semplice guasto alla rete idrica della città per risvegliare in lui il rimpianto per un presente mancato e la nostalgia di un passato lontano in cui quel tempo inutile era invece il tempo della genuinità inconsapevole. Perché in fondo tutti gli esseri viventi dotati di abilità interattive, pure se privi di intelletto, sono predisposti al gioco, forma primaria di socialità e di scoperta nonché mezzo tramite il quale definire il proprio spazio nel mondo. Finché il sorriso riuscirà ad illuminarci il viso di fronte alle occasioni che la realtà ci offre per riconquistare un po’ di quel tempo inutile, safety zone in una quotidianità sempre più compressa nella morsa dei doveri, allora ci troveremo predisposti all’accoglienza dell’altro. Non necessariamente il ‘diverso’ da noi ma magari solamente quello stesso ‘noi’ cui finora avevamo tolto tempo e spazio, tornati adesso preziosi.

GIOCHI SENZA CONFINI: viaggio nella storia e nella tradizione del gioco con Ciro Masella

Dopo aver vagheggiato nelle calviniane atmosfere della favola, pronti a stupirci tra le figure abbozzate che popolano le pagine abilmente interpretate da Ciro Masella e scritte da Mattia De Luca, ci aspetta un excursus sulla storia del gioco, alternativamente iocus e ludus nella sua accezione latina, play o game in quella anglosassone, doppia faccia di una stessa medaglia fatta di scherzosità ma anche di autoironia. Una ricetta che se ben dosata allontana la vecchiaia, non causa ma effetto dell’assenza della ludicità nelle nostre vite.

La cultura ludica: valore comune per valorizzare le diversità

 I libri nella valigia sullo sfondo ci ricordano che la cultura ludica è vasta, variegata e soprattutto comune ad ogni popolo del pianeta, capace di costruire intorno a questo dilettevole mondo innumerevoli occasioni di condivisione e di conoscenza. Pertanto, il gioco è chiave di lettura privilegiata per valorizzare la diversità che si nasconde dietro la disuguaglianza: il linguaggio del sorriso è universale e predisporsi alla sorpresa ci rende accoglienti.

 Passando attraverso citazioni, aneddoti ed excursus storici, Masella ci accompagna con garbo e con sguardo ironico, quasi sfidante a tratti, che ci diverte e risveglia in noi quel sano spirito di competizione con se stessi che è presupposto fondamentale per il divertimento del giocare. Dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno, passando anche per Prato, l’atto di sfidare e sfidarsi per conquistare l’ambito premio del diletto, proprio ed altrui, abbatte le barriere linguistiche e culturali per restituire alla diversità il suo ruolo di motore dell’evoluzione umana.

GIOCHI SENZA CONFINI: lo spettatore si (ri)scopre giocatore

In una città la cui multietnicità è tratto distintivo del tessuto sociale, il progetto non poteva trovare terreno più fertile per coinvolgere i ragazzi e i professori di alcuni istituti superiori nonché alcuni rappresentanti delle numerose comunità straniere in un aperto confronto sul tema e gli oggetti di gioco.

10 valigie di GIOCHI SENZA CONFINI

A dimostrazione del lavoro portato avanti nel tempo (principalmente oltre due anni fa, in epoca pre-pandemica) ci spostiamo nello spazio accanto alla sala principale dove sono allestite ben 10 valigie, simboli e metafore del viaggio che dalle pagine della favola ci porta adesso ai 4 angoli del pianeta.

Ognuna, grazie a Dario Marcolin Gallerani, è una postazione dove gli spettatori si trasformano in giocatori chiamati a comporre parole entro un minuto o ad incastrare il più abilmente possibile i tasselli dell’ormai novecentesco Tetris o ancora ad accoppiare i nomi di giochi posti all’interno di piccoli barattoli in un esercizio di memoria per scoprirne l’origine e la tradizione in età moderna. Come palline di un flipper ci spostiamo da una postazione all’altra con curiosità e volontà di sorprenderci sulla storia dei popoli ma anche della città stessa, protagonista e prima contributrice del progetto.

Dopo aver lasciato ed inviato anonimamente un messaggio al regista Andrea Paolucci tramite un’ultima valigia dotata di macchina da scrivere digitale che strizza l’occhio al futuro ricordandoci le vecchie Olivetti, lasciamo gli spazi del Magnolfi Nuovo ritemprati e ristorati. Sicuramente più consapevoli e convinti che tutto il tempo ‘inutile’ di stasera è stato prezioso e ci ha lasciati più ricchi ed accoglienti.

Visto il 10 marzo 2022

GIOCHI SENZA CONFINI

Un’installazione interattiva multimediale a cura del Teatro dell’Argine
in collaborazione con Teatro Metropopolare

con Ciro Masella

testo di Mattia De Luca
progettazione e regia Andrea Paolucci

organizzazione Teatro dell’Argine Jessica Bruni
hardware and software engineer Stefano Baraldi
ricerca e realizzazione contenuti Andrea Paolucci, Giacomo Armaroli, Mattia De Luca
video Giacomo Armaroli
scenografie Carmela Delle Curti
realizzazione valigie Dario Marcolin Gallerani

produzione Teatro Metastasio di Prato 

in collaborazione con Teatro dell’Argine

Fino al 20 marzo

Teatro Magnolfi Nuovo  – 10 marzo 2022

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