UNO DUE E TRE! @Teatro Metastasio: Guerra Fredda tra commedianti

Il Metastasio di Prato ha chiuso il 2023 (se si eccettuano le repliche di Alexo recuperate a dicembre causa alluvione) con la PRIMA NAZIONALE di UNO DUE E TRE!, testo dell’ungherese Ferenc Molnar – divenuto poi film cult per la regia di Billy Wilderche ha saputo trovare una nuova dimensione popolare nella messa in scena della compagnia I Sacchi di Sabbia e la produzione dello stesso MET. Una commedia dal ritmo sostenuto in cui un miliardario super-capitalista e “dittatoriale” saprà trasformare un tassista comunista in un magnate d’azienda per renderlo “degno” della sua protetta americana.         

UNO DUE E TRE!: breve introduzione

UNO DUE E TRE (scena dalla prove, foto di Luca Del Pia)
UNO DUE E TRE (scena dalla prove, foto di Luca Del Pia)

Il capitalismo è come un pesce morto al chiaro di luna: luccica ma puzza”. Può essere a nostro parere considerata una battuta illuminante quella di Antonio Scarpa, un tassista trasandato dai modi spiccioli e fervente idealista che si è, sfortunatamente per lui, innamorato e sposato con una rampolla americana di buona famiglia, Lydia, che adesso aspetta pure un figlio mentre è stata affidata nel suo viaggio d’istruzione al banchiere miliardario e senza scrupoli Sig. Norrison. L’arrivo dei genitori di lei scardina i programmi di tutti perché non possono certo trovarla maritata ad un proletario sprovveduto. Alla fine Antonio sarà letteralmente rimesso a lucido, pronto a baluginare alla luce della luna, come quel capitalismo che tanto vituperava e che nasconde però delle piaghe maleodoranti.    

La molteplicità degli spazi e la staticità della scenografia

Al centro la grande scrivania presidenziale, completa di apparato per la scrittura, telefono con cornetta, poltrona di pelle e sullo sfondo un grande planisfero con qualche tappa evidenziata, come quella di uno stratega intento ad ampliare il suo impero. Immerso in una luce calda ma potente, capace di cancellare le ombre, quelle cromatiche ma non certo quelle morali, lo studio del Sig. Norrison, arricchito solo da un piccolo divanetto a lato, perché nessuno è davvero degno di fronteggiarlo. Questa la scenografia unica in cui si svolgono tutti i passaggi della commedia. Ogni altra azione fuori dalla stanza si svolge dietro le quinte in uno spazio, sia interno sia esterno, solo ipotetico perché la stanza dei bottoni è qui e ciò che accade altrove può tranquillamente essere sovvertito. Basta la firma di un assegno o una intimidatoria telefonata. Alla dicotomia interno/esterno si aggiunge poi una terza dimensione, quella trovata sapientemente dalla compagnia per l’intervento dei vari attendenti, segretarie e sottoposti del banchiere: una botola della scrivania dentro la quale possiamo ancora immaginare mille luoghi diversi. Una scenografia molto statica – nessuna suppellettile viene mai spostata dal suo posto – che include una molteplicità di spazi ridotti così ad ambienti narrativi.  

L’adattamento di UNO DUE E TRE!  firmato I Sacchi di Sabbia

UNO DUE E TRE (scena dalla prove, foto di Luca Del Pia)
UNO DUE E TRE (scena dalle prove, foto di Luca Del Pia)

Nella riduzione de I Sacchi di Sabbia poche semplici ma geniali trovate sostengono sapientemente il ritmo della commedia. Mentre il Sig. Norrison (Massimo Grigò) dispone, autorizza, pontifica e piega la volontà del mondo intorno a lui, i suoi collaboratori e dipendenti spuntano a sorpresa con la testa dall’interno della sua scrivania, distinguendosi per piccoli particolari o per marcate cadenze dialettali italiane, tutti interpretati con maestria da Tommaso Taddei. Una trovata che nella sua semplicità riteniamo molto funzionale alla riduzione dei tempi scenici e all’accelerazione del ritmo ponendo allo stesso modo tutti questi personaggi in una posizione di fisica subordinazione. Neanche la loro vita privata è esente dall’influenza e dalla strategia di controllo delle vite e delle menti che scaturiscono dall’ego smisurato del banchiere laddove si tratta di manovre funzionali al raggiungimento di nuovi ambiziosi obiettivi. E allora Antonio arriverà finanche ad abbandonare il suo nome, troppo proletario e poco altisonante per un capitano d’industria come è destinato a diventare, o almeno quello è il ruolo che deve recitare davanti ai genitori di Lydia.

L’amore, fattore comune tra i due opposti

Sin dall’inizio però c’è un elemento che accomuna i due antitetici protagonisti. Se il tassista farebbe qualsiasi cosa per soddisfare la sua sposa, il suo “Sol dell’avvenire”, spinto da un amore evidentemente incondizionato fino allo smantellamento dei suoi ideali, pezzo per pezzo, il Sig. Norrison mostra la sua cedevolezza solo di fronte al pensiero della sua Begonia, l’amante tanto desiderata il cui tradimento appena scoperto è un chiodo fisso che fa capolino, anche lui, nella catena di stratagemmi e di inganni che l’uomo snocciola, più che elabora, uno dietro l’altro per combattere contro il tempo. Poco più di un’ora infatti lo separa dall’arrivo dei genitori di Lydia che non possono trovare la figlia sposata ad un proletario sprovveduto.     

Note sul cast di UNO DUE E TRE!

UNO DUE E TRE (scena dalla prove, foto di Luca Del Pia)
UNO DUE E TRE (scena dalle prove, foto di Luca Del Pia)

Con un gioco di interazioni ben sincronizzate tra loro, il cast non ha mostrato debolezze o cedimenti con un Massimo Grigò in grado di dirigere ed indirizzare con sapienza mentre Tommaso Taddei, con le sue comparse, improvvise o richieste, ha scandito i tempi con una precisione cronometrica senza perdere mai il ritmo. Contraltare la coppia Annibale Pavone (Antonio) e Giulia Gallo (Lydia) che si muove dentro e fuori dalla scena conferendo alla rappresentazione una buona dose di dinamicità che equilibra la staticità della scenografia. L’uno completamente in balia dei capricci di lei e della meticolosità quasi malvagia del banchiere, un Annibale Pavone molto efficace e credibile nel lasciarsi manovrare e a tratti addirittura rimpallare. L’altra, in rosa pastello per poi passare ad un total white del suo vestitino borghese, ha perfettamente ricoperto il ruolo della ragazzina viziata, ingenua e svampita affascinata dall’uomo forte ma innamorata dell’uomo di strada.

UNO DUE E TRE!: la scommessa del Metastasio

Ancora una volta I Sacchi di Sabbia si sono cimentati nell’adattamento di una commedia (li avevamo già visti al MET nel testo di Dario Fo) riuscendo a renderla contemporanea ma senza stravolgerla, senza necessità di sorprendere o di sconvolgere. Un testo che gioca su una dicotomia ideologica da Guerra Fredda con leggerezza ma senza risparmiare le giuste stoccate ad un capitalismo spregiudicato che per questo alla fine vince, forte di un benessere fatto solo di apparenza. Siamo contenti che il Metastasio abbia voluto scommettere ancora una volta sulla compagnia pisana riportando sul palco una vera commedia senza rinunciare all’impegno sociale e civile che ormai è il suo marchio di fabbrica.

Visto al Teatro Metastasio (Prato) il 13 dicembre 2023

UNO DUE E TRE!

da Ferenc Molnar
adattamento e regia I Sacchi di Sabbia
con Giulia Gallo, Massimo Grigò, Annibale Pavone, Tommaso Taddei
costumi Chiara Lanzillotta
realizzazione scene Laboratorio del Teatro Metastasio
luci Massimo Galardini
produzione Teatro Metastasio di Prato
in collaborazione con I Sacchi di Sabbia
con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

PRIMA NAZIONALE

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