UN AUTUNNO D’AGOSTO @Murate Art District: una storia dimenticata

Prima assoluta al MAD (Murate Art District) di Firenze per UN AUTUNNO D’AGOSTO, drammaturgia tratta dall’omonimo libro di Agnese Pini, direttrice di QN Quotidano Nazionale, con la regia di Luisa Cattaneo, anche in scena con Gabriele Giaffreda (già apprezzato recentemente in BENT, recensito su Gufetto). Siamo accompagnati dalla fisarmonica melodiosa e malinconica di Madoka Funatzo sulle trincee per la storia di un eccidio nazi-fascista quasi sconosciuto a pochi giorni dalla Festa della Liberazione.

UN AUTUNNO D’AGOSTO: un luogo dimenticato

Sei cubi neri in totale nello spazio scenico per dare forma e movimento ad uno scellerato eccidio nazifascista di centinaia di persone; una di quelle stragi dimenticate, di cui forse solo gli anziani di quella parte alta di Toscana hanno memoria, avvenuta a San Terenzo Monti, una frazione del paese di Fivizzano. Viene da chiedersi se possa davvero esistere un posto dal nome così strano, tanto che pare quasi si siano sbagliati nello scrivere il nome del santo, dimenticando la lettera “i” tra la “z” e la “o”.  Nonostante ciò, la gente di quel lembo di Lunigiana dall’accento misto tra toscano, ligure ed emiliano sembra non curarsene troppo e conduce la vita come meglio può. La guerra c’è e si sente ma tuttavia è pur sempre questo angolo di mondo dimenticato persino da Dio.

UN AUTUNNO D’AGOSTO: un presepe senza stella

UN AUTUNNO D'AGOSTO
I cubi come trincea in
UN AUTUNNO D’AGOSTO

Luisa Cattaneo e Gabriele Giaffreda, nella loro brillante e non semplice interpretazione, ci conducono per mano in un presepe vivente dalle fosche tinte dove ognuno dei personaggi narrati ha una sua natura, ciascuno ha delle proprie caratteristiche e quasi ci sembra di riuscire a scorgerli: ci sono le contadine che chiedono protezione per le messi, il partigiano di cuore e quello di convenienza, il parroco del posto che cerca di mediare e aiutare la sua gente con quel che può tra le ristrettezze del momento. Ed ancora il droghiere che alla meglio cerca di sfamare i soldati tedeschi, marito e moglie che fanno il pane sulla terrazza, la bambina che gioca nel torrente. Sembra davvero però che la stella cometa posizionata sul paese quel giorno, abbia condotto Erode in questo posto dimenticato da Dio: i pupi che animano il presepe cominciano a disporsi davanti agli spettatori come meglio possono. Le voci e i passaparola corrono, i discorsi e le congetture si susseguono in maniera imprecisa e i nostri personaggi cercano di trovare il proprio posto sulle alture o vicino la mangiatoia. Ormai tutto è pronto per l’evento: ognuno si trova dove esattamente deve essere e basta una sola firma per illuminare finalmente il nostro presepe. Come luci intermittenti di Natale che si accendono alternativamente sui pupi, vediamo cadere ogni abitante di S. Terenzo al suono armonioso e incessante di un organetto. Fiducia, speranza, amore e ingenuità lasciano il posto all’orrore dell’eccidio. Nessun sogno premonitore informerà gli abitanti del villaggio che Erode sta arrivando e la stella cometa indicherà esattamente ai tedeschi la via.

La valigia dei sogni mancati in UN AUTUNNO D’AGOSTO

Gli attori riescono a narrare i fatti di quel dannato giorno di Agosto del 1944 per oltre un’ora senza mai essere ridondanti né tediosi, restituendoci immagine nitide, crude, senza sconti. Impresa non semplice senza diventare una lezione di storia. Con pochi elementi scenici e con uno studiato lavoro corporeo riescono a riscostruire l’orrore dell’eccidio dimenticato e a dare dignità a chi ha passato questi anni nel semi-oblio. Parte centrale dello spettacolo anche le musiche eseguite dal vivo in diretta da Madoka Funatzo, che non ci lascia mai soli tra le note della fisarmonica o nel frinire simulato delle cicale. I cubi neri utilizzati come trincea, come casa, come muro e come porta abiti: una valigia che avrebbe dovuto condurre verso la realizzazione dei sogni di una vita migliore, di pace.

Visto il 13 aprile 2024 al Murate Art District (Firenze)

UN AUTUNNO D’AGOSTO

riduzione teatrale di Elena Miranda
regia di Luisa Cattaneo
con Luisa Cattaneo e Gabriele Giaffreda
musiche eseguite dal vivo da Madoka Funatzo
prodotto da Primera e Officine della Cultura
con il sostegno di Kanterstrasse Teatro (Residenza Artistica), Ministero della Cultura, Regione Toscana, ChiantiBanca, Unicoop Firenze e con il patrocinio di Comune di Firenze e Comune di Fivizzano

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