L’ULTIMO ANIMALE @Teatro Cantiere Florida: chi è umano?

Prima Toscana al Teatro Cantiere Florida di Firenze con L’ULTIMO ANIMALE drammaturgia e regia di Caterina Filograno (attrice ne La Locandiera di Andrea Chiodi LAC) prodotto da Teatro I Milano e Elsinor: uno spettacolo tutto al femminile con Caterina Filograno, Francesca Porrini, Alessia Spinelli, Emilia Tiburzi, Anahì Traversi: una contemporanea pièce cristologica, una riflessione amara e cinica sul tradimento e sull’animalità – tutta umana – che governa l’istinto di sopravvivenza; un monologo a cinque voci per un ritratto sopra le righe del femminile intrappolato nel carcere interiore a cui ci costringe la società della perfezione.

Articolo di Michele D’Ambrosio e Alice Capozza

L’ULTIMO ANIMALE: l’essere perfetto

L'ULTIMO ANIMALE la scena iniziale
L’ULTIMO ANIMALE la scena iniziale

Ad accogliere il pubblico de L’ULTIMO ANIMALE è un flash mob ginnico di donne e strani esseri, al ritmo scandito di una palestra, che inneggiano al prendersi cura delle forme per apparire perfette, incitano a non cedere, non ingerire “carboidrati / tutti profondamente sbagliati”. Le attrici si stagliano con i loro costumi dai colori sgargianti da supereroine dei fumetti, nella scena bianco latte, un non luogo interiore, una stanza di contenimento, uno spazio di autocoscienza. Cristi (Caterina Filograno) una Miss Keta da teatro con corpetto in plastica a disegnare la muscolatura, anela proteine e nuovi animali nella sua dieta, costantemente divorata dalla fame, scandisce rime sul microfono a vista: “Brucio molti grassi con i miei passi / rendimenti alti per pensieri bassi. Ho Fame.” L’amica-nemica Giudi (Francesca Porrini), ornata di grembiulino rosa e coroncina in testa, sforna junk food americano, finti cup-cake sintetici seguendo ossessivamente ricette video dai social: “perché insistere con l’essere naturali, se si può essere artificiali?”. Cristi vive in affitto a casa di Giudi, dove a farle compagnia, oltre ai programmi di fitness, ci sono dei singolari animali domestici che escono da un buco nella stanza di Cristi, che Giudi non fa riparare: due cinici e spietati procioni parlanti Porc e Cino (Emilia Tiburzi e Anahì Traversi) e Bruka, la futura farfalla sacrificale (interpretata con ironia e tenerezza da Alessia Spinelli), tutti esseri che richiedono attenzione e cibo per poter sopravvivere, nella speranza e nella promessa di lasciare tutti insieme quel buco, quel carcere, un evocativo triangolo nero tagliato nel fondo bianco alla Kubrik.

Il cibo motore violento ne L’ULTIMO ANIMALE

Alessia Spinelli, Emilia Tiburzi, Anahì Traversi ne L'ULTIMO ANIMALE
Alessia Spinelli, Emilia Tiburzi, Anahì Traversi ne L’ULTIMO ANIMALE

Emerge sin dalle prime battute di Cristi la continua dicotomia tra la rigidità del corpo ingabbiata nel costume indeformabile e la mobilità delle azioni e delle intenzioni: dopotutto Cristi vive in un carcere e i suoi animali in un buco. In un divenire di legame tra gli abitanti umani e non di questo appartamento, lo spettatore ha la sensazione di trovarsi in un intreccio di relazioni malate, tossiche, per utilizzare un termine ormai inflazionato e blasonato. Mentre Cristi è alle prese con l’ultimo allenamento, Giudi è intenta a preparare dolci da proporre a cena per la sua coinquilina: entrambe ossessionate da un diverso perfezionismo verso se stesse l’una per la forma fisica e il calcolo calorico, l’altra per le simmetrie nel riempire la formine dei dolci. Ogni relazione è incentrata sul rapporto col cibo: c’è a chi serve per sopravvivere al letargo, a chi per spiccare il volo, a chi serve per conquistare un uomo e per chi è il deterrente nei confronti della vita. Il cibo è il deus ex machina dell’intero spettacolo, sempre menzionato e richiesto ma al contempo sempre nascosto e mai reale quando portato sul palcoscenico.

L’ULTIMO ANIMALE: libera nos a malo

Caterina Filograno, Francesca Porrini in L'ULTIMO ANIMALE
Caterina Filograno, Francesca Porrini in L’ULTIMO ANIMALE

Gli evocativi i nomi delle protagoniste Cristi e Giudi (ma chi tradisce chi?), rivelano la liturgia eucaristica della pièce, scandita in dodici capitoli, come i discepoli di Cristo, per preparare l’altare dove sacrificare desideri, voglie e financo vite umane, come nei riti cristiani ancestrali, immolare il corpo di Cristi e i misteri della fede. Le promesse sono infrante: non c’è spazio per la salvezza. La farfalla non spiccherà il volo, non saranno coronati i sogni d’amore, non ci sarà spazio per l’unione di una famiglia. Libera nos a malo: la pièce cristologica della Filograno, non libera nessuno dal carcere dell’anima, illumina la violenza interiore di ogni esemplare in scena, animale e umano, che lotta per la propria sopravvivenza: per fame, per paura di non avere più un nido, per gelosia e invidia, per paura di non essere perfetta, per insicurezza, per la paura di morire. Cinque personaggi che sono un unico insieme irrisolto, affascinante e divertente, cinico e violento, un monologo dell’anima più nascosta di noi, quella che allontana dalla propria elevazione, che ci boicotta e ci fa restare soli.

L’ULTIMO ANIMALE

drammaturgia e regia Caterina Filograno
con Caterina Filograno, Francesca Porrini, Alessia Spinelli, Emilia Tiburzi, Anahì Traversi
assistente alla regia Sebastian Luque Herrera
costumi Giuseppe Di Morabito
progetto audiovisivo Francesco Emmola
consulenza sull’immaginario estetico Beatrice Papa
consulenza al movimento Aurelio Di Virgilio
consulenza alle scene Paolo di Benedetto
produzione 2022 Teatro I
produzione 2023 Elsinor Centro di Produzione Teatrale

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