STAR LA VOCE UMANA @Teatro Limonaia: Marylin torna in scena

Nuovo sodalizio artistico per il regista Dimitri Milopulos e l’attrice Valentina Banci, ancora una volta insieme dopo Psicosi 4:48 (recensito da Gufetto) per STAR – LA VOCE UMANA, andato in scena al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. In questo adattamento del capolavoro drammaturgico La voix humaine di Jean Cocteau del 1930 (di cui è famoso l’adattamento di Rossellini con la Magnani), i panni della donna comune dell’originale francese sono rimpiazzati da quelli più eleganti seppur succinti di Marilyn Monroe, immaginandola in quella ultima telefonata del 1962 che precedette di poco la sua morte, ancora avvolta da un alone di mistero.

STAR: la forza del contrasto

STAR – LA VOCE UMANA. Un pouf bianco e una donna seminuda dalla pelle candida avvolta da un lenzuolo anch’esso bianco. Un cono di luce costruisce la dimensione di lei mentre i suoi movimenti, schiena al pubblico, modulano le ombre in dialogo con il corpo, sinuoso ma teso. Ad un lato dello spazio, l’unico illuminato a fronte del profondo nero intorno, la donna sembra non volersi arrogare la scena quando, voltandosi, prende in mano il telefono, immancabilmente bianco e analogico a rotella, in fremente attesa di una chiamata. Quest’ultima diventerà la vera protagonista al centro una volta che finalmente la voce, perentoriamente immaginaria, del tanto agognato interlocutore inizierà ad uscire, invisibile e inaccessibile deus ex machina, silenzioso burattinaio di corpo e anima. Perché alla fine non vediamo solamente un corpo sensuale intuibile attraverso le pieghe del lenzuolo, unico scudo all’indifesa nudità, ma anche la trama sottilissima di una personalità ferita.

STAR: La realtà si intravede tra le pieghe del lenzuolo e le interruzioni di linea

Valentina Banci in STAR – LA VOCE UMANA (foto dalla pagina Facebook del teatro)

Testimoni di una profonda intimità, gli spettatori colgono facilmente la dissimulazione con cui Marilyn – questi i panni metaforici vestiti dalla protagonista – cerca di comunicare forza, determinazione, capacità di autocontrollo dopo il tentativo di suicidio per overdose di barbiturici. E non possiamo non credere che anche il misterioso interlocutore abbia percepito nelle sfumature e nella modulazione della voce quella stessa millanteria, mai sfacciata o arrogante ma coraggiosa ancora di salvezza. Perché per mentire serve coraggio. Unici squarci di realtà le interruzioni della linea che gettano nel panico e lasciano comparire il nervosismo e la fragilità di un equilibrio instabile. Infatti, quel filo che è rimasto ultimo legame fisico tra i due dialoganti è anche sottile linea di demarcazione tra la vita e la morte in un funambolico gioco cui la donna sta pericolosamente giocando con regole che le sono perentoriamente dettate.        

STAR: la diva esce di scena

Meglio infelici da soli che con qualcuno”. Desiderio di amore e di amare, fragilità, consapevolezza creano una commistione letale che supera anche la capacità di immaginazione della donna – “le cose che non immagino non esistono”. E’ così giunto il momento dell’uscita di scena e quella sì che deve essere da vera diva. Indossata la iconica parrucca bionda, rimasta fino ad allora in disparte in terra accanto a lei, unico feticcio che potesse ricordarci il suo status, tanto fasullo quanto quella chioma bionda, Marilyn si offre nuda a noi e a quelle luci sul fondo che illuminano il suo cammino, l’ultimo, in punta di piedi a simulare quei tacchi che avevano fatto impazzire fans di mezzo mondo. Ma forse se qualcuno di loro si fosse accorto invece della precarietà di quell’andatura, in equilibrio instabile, magari quella telefonata sarebbe stata meno dolorosa.

L’elegante sodalizio di STAR

Valentina Banci per STAR – LA VOCE UMANA

Nell’adattamento di Dimitri Milopulos, che ha sfrondato il testo e ideato la figura di Marilyn tra i versi dell’originale di Cocteau, Valentina Banci – che abbiamo già avuto modo di apprezzare in solitaria in Medea-ssolo – ha saputo modulare il proprio corpo sposandolo perfettamente alle tensioni che, seppur celate durante la conversazione, tornavano prepotentemente nelle interruzioni, senza mai abbandonarla mentre le mani trattenevano nervosamente il lenzuolo a coprire il corpo nudo. Senza mai finire nel campo del patetico e della frustrazione nevrotica, la Banci ha una recitazione in levare, spogliata di stratagemmi scenici e capace di catalizzare l’attenzione del pubblico al di là della sua sensualità. Complici le scelte registiche e scenografiche di Milopulos che valorizzano la corporeità ma con luci forti e fisse cancellano le ombre iniziali, così da uniformare cromaticamente la scena ed impedire al corpo di prendere il sopravvento sulla sensibilità della donna. Una regia, la sua, equilibrata, che sembra cucita addosso alla Banci in una veste semplice ma elegante con un guizzo finale che, del resto, una diva può sempre permettersi.

STAR: l’emozione oltre la scena

Sugli applausi del pubblico in chiusura, numeroso ed entusiasta, Valentina Banci è visibilmente emozionata dopo la prima, nonché ancora emotivamente coinvolta da quella figura di donna che non ha saputo convivere e farsi forza delle sue debolezze. E allora quella lacrima che abbiamo intravisto rigarle la guancia sul finale possiamo davvero imputarla alla passione e alla com-passione con cui è stato realizzato e affrontato questo lavoro, risultato di un sodalizio artistico che ci auguriamo possa produrre ancora molti frutti.

L’amore, 1948, di Roberto Rossellini, con Anna Magnani – da La voce umana di Jean Cocteau

Visto al Teatro della Limonaia (Sesto Fiorentino) il 23 marzo 2024

STAR – LA VOCE UMANA

con Valentina Banci
da Jean Cocteau
scene, luci e regia Dimitri Milopulos
assistente alla regia Marta Giusti
traduzione Marisa Zini
drammaturgia e adattamento del testo originale di Jean Cocteau,
con interferenze di Marilyn Monroe e di Barbara Nativi, di Dimitri Milopulos
trucco Luca Borgioli
parrucche Daniel Bertozzi
produzione Associazione Culturale Teatro della Limonaia
PRIMA ASSOLUTA

Gufetto ha recensito altri adattamenti di LA VOIX HUMANE di Jean Cocteau. Sempre al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino nel 2018: LE VOCI UMANE @Teatro della Limonaia. Partitura per un grido e a Roma nel 2023 al Teatro dei Documenti: LA VOCE UMANA @Teatro di Documenti: il file rouge di una moltitudine

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