REVERSE – THE SHOW @Teatro Arte Varia: esordio della cine-drammaturgia

Un’inedita commistione tra cinema e teatro è andata in scena al Teatro Arte Varia di Bottegone (PT) con REVERSE – THE SHOW. Dopo il debutto del maggio scorso da tutto esaurito, lo spettacolo ideato e diretto da Alessandro Mollo è tornato a riempire il teatro e ad affascinare il pubblico in un mix esplosivo che non ci ha affatto deluso e che ci ha soprattutto sorpreso. Una semplice commedia familiare con le sue dinamiche domestiche è diventata un collage, variegato e a tratti distopico, di scene riprese dal panorama cinematografico di tutti i tempi, dalla Commedia all’Italiana fino ai film di animazione dei nostri giorni. Alla base di tutto una tecnica recitativa che completa un quadro tecnicamente impeccabile.

A cura di Leonardo Favilli

REVERSE: la drammaturgia di base

Fornire una definizione efficace e allo stesso tempo non troppo palese è impresa ardua per uno spettacolo come REVERSE. Alla base della struttura drammaturgica una black comedy in cui si sviscerano le dinamiche familiari di una famiglia borghese come tante altre, di quelle con la tavola imbandita, la pianta a decorare il soggiorno, il mobiletto per il telefono e il carrellino con i liquori. A farla da padrona la moglie Sofia (una scoppiettante Martina Macelloni) che a più riprese si sfoga sul marito Andrea (un remissivo Alessandro Mollo), punto debole del ménage familiare, mentre la figlia Emy (una sognante Carlotta Giuntoli) assiste con sgomento e a tratti con perplessità. A completare il quadretto Ernest, il giovane amante (uno sbadato ed astuto Robert Miroslav) che con la sua lunaticità si adatta perfettamente al contesto.

REVERSE – Foto di scena

L’innovativa cine-drammaturgia di REVERSE

Fino a qui nessuna eclatante sorpresa. Ma siamo solamente all’inizio. Infatti, dopo la sigla introduttiva proiettata sullo schermo che chiude sullo sfondo lo spazio scenico, imponente e perenne protagonista che interagisce con gli attori, ecco lo stupore disegnarsi negli occhi e riempire le orecchie degli spettatori. Gli artisti sul palco diventano ventriloqui che con la loro gestualità e i loro movimenti incollano tra loro dialoghi, monologhi e soliloqui cinematografici che spaziano nell’intero panorama internazionale, almeno a partire dagli albori del sonoro. Un collage variopinto e caleidoscopico che disegna una tela complessa nella quale ogni elemento trova sempre e comunque la propria naturale collocazione seguendo un disegno ideato e curato nei minimi dettagli.

i personaggi di REVERSE e la loro personalità

Fondamentale il contributo che la tecnica recitativa apporta alla drammaturgia. Un playback in sincrono pressoché impeccabile in ogni passaggio – rari i punti nei quali l’inserimento degli attori è stato percettibilmente desincronizzato – che ha divertito e stupito per il lavoro maniacale che è stato compiuto sul ritmo e sui tempi, ben oltre quanto una drammaturgia tradizionale possa mai richiedere. Nonostante questo gli attori hanno saputo comunque dare ai propri personaggi una loro peculiare personalità, giocando a volte ad esaltarne movenze, idiosincrasie ed espressività. Il risultato è una messa in scena a tratti caricaturale ed iperrealista nella quale l’ideatore sembra strizzare l’occhio al dialogo dicotomico tra immagini e testo della cinematografia muta. Una dicotomia amplificata dagli artisti che con il telecomando in scena simulano il passaggio da una pellicola all’altra in maniera da moltiplicare i piani narrativi della commedia.   

REVERSE e le sue sfumature distopiche

REVERSE non è solamente un esperimento cine-drammaturgico tecnicamente e progettualmente mirabile, però. Come in una sceneggiatura lo sviluppo della vicenda è predeterminato ed è comunque soggetto all’arbitrarietà dell’autore, così sul palco la dilagante ironia con cui i personaggi si muovono, si atteggiano ed interagiscono sembra proprio giocare con il desiderio utopistico di deviare il percorso dei fatti a proprio piacimento, semplicemente schiacciando il tasto di un telecomando e selezionando quanto desiderato. Una sfumatura quasi distopica che comunque resta su un piano prettamente ludico e leggero, senza nessuna pretestuosa velleità di criticare una certa tecnologia “di controllo” delle menti e delle persone.

REVERSE – Foto di scena

Il futuro di REVERSE

Sebbene possiamo affermare che l’innovativa ossatura di REVERSE sia semplice da spiegare, non basta quanto scritto finora per esaurirne l’analisi. La varietà narrativa ed interpretativa, mirabilmente sostenuta dal cast in ogni passaggio scandito dalle entrate ed uscite dei personaggi dalle quinte laterali, porte di accesso ad altri immaginati spazi, è incredibilmente ricca. Sorprende la piacevole schizofrenia con cui in una stessa scena si salta da un film all’altro dando continuità ad un dialogo che, sebbene possa sfociare in surrealismo, non risulta mai fuori luogo. In definitiva riteniamo che un progetto così ambizioso quanto innovativo meriti uno sviluppo che continui a rendere merito all’enorme mole di lavoro che si cela, neanche troppo velatamente, dietro questa cine-drammaturgia. Con questo cast oppure con il secondo cast (Henrj Bartolini, Carlotta Giuntoli, Chiara Nenciarini, Lorenzo Pinnisi), che in parte ha già debuttato a maggio, saremo ancora pronti a sorprendercene e ad applaudirlo, così come il pubblico entusiasta ha lungamente e meritatamente fatto in chiusura di spettacolo.   

Visto il 23 giugno 2022

REVERSE – THE SHOW

Ideato e diretto da Alessandro Mollo

Aiuto regia Henrj Bartolini

con (in ordine alfabetico) Martina Macelloni, Robert Miroslav, Alessandro Mollo, Carlotta Giuntoli

Si ringrazia Italian Studios Production, AVIS Montecatini T.me, Società Soccorso Pubblico Montecatini T.me OdV

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