RACCONTAMI DI DOMANI @Teatro Quaranthana: se l’universo è donna

Due voci femminili, due corpi, un boccascena che diventa specchio, e lo diventano i nostri occhi. Al Teatro Quaranthana di San Miniato (che festeggia il trentennale del Teatrino dei Fondi con una stagione di rilievo) va in scena RACCONTAMI DI DOMANI, ultima fatica di Cèsar Brie, con Vera Della Pasqua e Rossella Guidotti per assolute protagoniste.

RACCONTAMI DI DOMANI: SPECCHIO E MISTERO

RACCONTAMI DI DOMANI Vera Della Pasqua e Rossella Guidotti, foto di Walter Miglio
Vera Della Pasqua e Rossella Guidotti, foto di Walter Miglio

L’universo dentro una stanza da bagno. Le dimensioni particolarmente piccole, l’abbraccio stretto del Quaranthana si sposano magnificamente con la proposta drammaturgica dell’ultimo lavoro in scena: spiamo le due protagoniste mentre sono insieme in bagno, si lavano, si depilano, chiacchierano, si spogliano, gettano sul corpo vestitini leggeri, si siedono sul bidet, sul water semovente, si sdraiano, giocano e si raggiungono in una vasca sbreccata che diventa  tutto, culla, letto, feretro e nave del domani. Non solo le spiamo, ma funzioniamo come specchio: è in noi, nel nostro sguardo, che lo sguardo delle due attrici si specchia: un modo particolare di declinare il theaomai che è alla radice del fenomeno teatro da sempre. 

RACCONTAMI DI DOMANI: L’ARCIPELAGO TEMATICO

una scena di RACCONTAMI DI DOMANI, foto di Walter Miglio
una scena di RACCONTAMI DI DOMANI, foto di Walter Miglio

Due amiche, una vita insieme. L’infanzia, i rapporti giocosi, l’adolescenza, i problemi, l’anoressia di una delle due, il matrimonio poi, solo per una, i figli, per ambedue. Tempo. La drammaturgia, è vero, ha una spina dorsale cronologica, e volendo potremmo ricostruire la vita dei due personaggi, riordinarla, farla diventare esplicita: perché sulla linea cronologica si innesta invece un arcipelago tematico, si allargano isole dedicate a misteri femminili – al sesso femminile, ad esempio, nominato con una serie di appellativi degni della penna del Belli – alle prime mestruazioni, simboleggiate dalla caduta reiterata di varie mutandine, una dopo l’altra – ma anche al rapporto con la madre, dapprima oppressivo, poi di malessere e di cura, e più indietro, alla figura della nonna, al suo culinario amore per la vita. Quindi la piéce galoppa in orizzontale e in verticale, e il nodo drammaturgico è senza dubbio la scena, bellissima, in cui la vasca diventa barca, governata una volta dall’una, un’altra dall’altra protagonista, nel mare assoluto del domani.

La domanda è RACCONTAMI DI DOMANI?

RACCONTAMI DI DOMANI foto di scena di Walter Miglio
RACCONTAMI DI DOMANI foto di scena di Walter Miglio

Raccontami di domani?” chiede l’una, e obbedendo a questa richiesta ossimorica (non si può raccontare il domani, che non è ancora avvenuto: o forse sì, perché comunque il domani è comune, nei suoi snodi fondamentali, a tutti) l’altra risponde gettando in ordine sparso gli eventi fondamentali di ogni vita e i momenti apparentemente innocui, quotidiani – del resto così è fatta e così stiva la nostra memoria, che conserva immagini consuete caricandole però di una specificità misteriosa. Nell’arcipelago di frasi navighiamo, senza consapevolezza, perché così è la nostra vita, che ci sposta da bambine curiose a madri (“la mia si è fidanzata, lui è un idiota” “il mio si è fidanzato, cavolo come sono gelosa”) in un cerchio infinito, la cui ineluttabilità è forse la sola consolazione, la risposta che ci diamo quando ci chiediamo perché mai siamo obbligati, tutti, a doverci passare.  

RACCONTAMI DI DOMANI: LESSICO AMICALE 

La performance è realisticamente amara, vivamente problematica, spesso comica, talvolta fortemente poetica. Il segno fisico delle attrici funziona con potenza tra fascino e credibilità, in una immedesimazione divertita e  indulgente. E certo è innegabile che si tratta di un grande esercizio di tecnica, di una prova sincronica che certo richiede una misura sopraffina, in un calcolo di balletto che permette di calibrare ogni movimento, ogni rapporto spaziale, ogni posizione, ogni alterazione, con la grazia di una troupe di danzatori impegnati in un passo a due dilatato nel tempo fino a riempire l’intera performance. L’equilibrio fisico delle due attrici, impeccabile, contiene sicuramente anche un suggerimento interpretativo: non si compie mai una scivolata nella tragedia. L’equilibrio non viene mai compromesso. La vita, del resto, scriveva Natalia Ginzburg, è molto avara di tragedie: ci regala a piene mani una profusione di barzellette: o anche un lessico amicale leggero, poetico e amaro che è il regalo che ci portiamo via uscendo dal teatro.   

Trailer RACCONTAMI DI DOMANI

Visto il 9 febbraio 2024 al Teatro Quaranthana di San Miniato (Pisa)

RACCONTAMI DI DOMANI

Testo e regia di  Cèsar Brie con frammenti di Florencia Michalewicz, Vera Della Pasqua e Chiara Davolio
In scena Vera Della Pasqua, Rossella Guidotti
Produzione Agidi   

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