PASTICCERI @Teatro Puccini: Abbiati-Capuano tornano a Firenze dopo vent’anni

PASTICCERI torna a Firenze al Teatro Puccini, dopo centinaia di repliche a vent’anni dallo storico debutto al Florida. Roberto Abbiati e Leonardo Capuano autori, attori e registi dello spettacolo, cantanticchiano e sballettano, scherzano tra loro e col pubblico, costruiscono gag comiche ad arte, recitano versi d’amore di Rostand mentre aspettano Rossana e preparano torte, tante torte per tutto il pubblico: uova, zucchero, latte, vaniglia, profumi che invadono la platea e fanno venire l’acquolina in bocca fino alla fine.

PASTICCERI: protagonista è la cucina

C’è qualcosa di infinitamente scenico nella cucina, nelle mosse, nell’arte di creare, mescolare, spennellare. In scena il laboratorio di pasticceria di famiglia è allestito con quattro lastre di metallo verticali complete di tutti gli arnesi del mestiere e due grandi tavoli d’acciaio. Tutto intorno i due fratelli si muovono come in una coreografia, si passano gli ingredienti e gli utensili, con la sapienza vera dei pasticceri, dosano, impastano, creano glassa, bagna, meringa, mousse, cioccolata. Le azioni si ripetono e si alternano, riempiono la scena, affascinanti, ipnotiche, come ci hanno abituato le gare dei vari master chef televisivi (forse non così tante vent’anni fa al debutto di PASTICCERI). Protagonista è la cucina e il suo ritmo, un tempo lento fatto di attenzione e misure, con guizzi di velocità puntuale, come dev’essere per non far impazzire la crema, un tempo che non scorre, quello del Cappellaio Matto con l’orologio fermo che segna l’infinita ora dell’esistenza che si ripete uguale a se stessa, come una prigione: “noi facciamo dolci e ascoltiamo musica, molta musica”.

Roberto Abbiati e Leonardo Capuano in PASTICCERI, foto di Lucia Baldini

Il duo comico Abbiati-Capuano in PASTICCERI

Si muovono al ritmo della cucina Abbiati e Capuano: due gemelli diversi “uno ha i baffi e l’altro no, uno balbetta e l’altro no, parla bello sciolto”, uno è il sosia di Frank Zappa (icona musicale, ritratto nei quadretti appesi nella cucina), l’altro sembra il capo, detta ricette e corregge il fratello Roberto che “arriva un po’ dopo”. Entrambi figure fiabesche e irreali, sono fragili, infantili, si commuovono con poco – “sei lo zucchero della mia vita” – tra confessioni e litigi si sporcano il viso con la cioccolata e sognano nella melodia dolce della pasticceria la vita fuori: una vacanza, una donna, un dialogo d’amore che non avviene e non avverrà mai. Una danza a due quella del duo comico Abbiati-Capuano, ben oliata e precisa nei movimenti e nelle gag: un recipiente che cade, un frullino che sibila, giochi di sguardi, rimandi al pubblico sempre coinvolto per acchiappare la risata da attori navigati, perfino alcune battute da cabaret direttamente alla platea, con gli attori fuori parte che si dichiarano “impreparati” in boule di metateatro.

“Non so più se siamo svegli o se stiamo sognando”

PASTICCERI: Cirano tra i bignè

PASTICCERI foto di Lucia Baldini
PASTICCERI foto di Lucia Baldini

Ma in un’interna nottata non si può non parlare d’amore, della donna che fa battere il cuore ad entrambi, una immaginaria Rossana, evocata, sognata e attesa nella notte, come Cirano nella bottega di Ragueneau che scrive e riscrive la lettera per la sua amata. Si innestano nel dialogo, le batture del celebre spadaccino dal lungo naso, sussurri di poesia, che liberano la lingua anche al fratello più lento, nel buio della notte sulle note dei Talking Heads. Come sotto al balcone di Rossana, le parole diventano musica e il novello Cirano suggerisce come parlar d’amore all’impacciato Cristiano. In questa notte magica, sempre ferma alle quattro del mattino, è possibile la follia d’amore e “anche uno semplice, come me – dice Capuano – può riuscire a dire Ti amo”. In questa notte i cuori dei due fratelli vanno a balzi, seguono canti di sirene notturne, trasformano i gesti e i movimenti in richiami di seduzione, fanno l’amore con la crema e con la cioccolata, fino ad arrivare ad accennare allo scambio della trama originale tra Cirano e Cristiano, sulle note di Kiss di Prince, a rievocare il famoso bacio, apostrofo rosa tra le parole t’amo.

La ricetta drammaturgica q.b. di PASTICCERI

PASTICCERI foto di Lucia Baldini
PASTICCERI foto di Lucia Baldini

Come ogni ricetta che si rispetti lo spettacolo cerca di dosare gli ingredienti q.b.: musica, brevi coreografie, gestualità, improvvisazione, poesia, dialoghi vivaci, confessioni al pubblico, battute e gag divertenti, citazioni e rimandi al Cirano (a dire il vero, più d’uno: anche la digressione comica sul rupicapra, che Abbiati recita in attesa che la crema sia pronta, potrebbe essere una citazione del ippocampelofantocamaleonte del monologo del naso). Tuttavia la struttura drammaturgica risente in parte delle continue interruzioni e cambi di registro: i brevi cenni di trama narrativa dei due fratelli sono lanciati, ma non hanno seguito, come anche il parallelo con Cirano non decolla, infine i momenti di vuoto degli attori, creati ad arte (che parte del pubblico ha certamente creduto reali) rallentano la messa in scena. PASTICCERI si regge sulla performance dei due bravi attori di lungo corso, Roberto Abbiati (già recensito in Una tazza di mare in tempesta, Circo Kafka), e Leonardo Capuano, (che abbiamo apprezzato diretto da Serra in Macbettu e in Elettrocardiagramma).

“Nulla quadra, eppure tutto, dal punto di vista dell’effetto teatrale, è giustamente falso”

Alfred Polgar

Visto il 2 Dicembre 2023 al Teatro Puccini di Firenze

PASTICCERI, IO E MIO FRATELLO ROBERTO

di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano
prodotto dalla Compagnia Orsini

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