LA SPARANOIA @Teatro Puccini: dov’è finita la sinistra?

Il duo romano Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri torna a Firenze, al Teatro Puccini con lo spettacolo LA SPARANOIA in scena il 2 febbraio scorso, regia di Fettarappa Sandri, produzione di A.GI.DI e Sardegna Teatro: un racconto ironico e dinamico su quel che resta della sinistra nella politica e nel costume di oggi.

LA SPARANOIA: TG e riunione di partito

La sparanoia - Fettarappa Guerrieri
Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in LA SPARANOIA

Un TG, con l’immancabile sigla nazionalpopolare, mostra in rassegna i grandi problemi di oggi e al centro di tutto una grande questione aleggia: “Ma la sinistra è davvero morta?”. Il duo Fettarappa-Guerrieri con LA SPARANOIA dà il via ai più classici cliché sui giovani di sinistra, che ancora si ostinano a scendere in piazza, sparando fumogeni, creando sgomento e scalpore tra gli adulti. La coppia si alterna in una serpentina di notizie, gag, giochi di parole e situazioni grottesche in cui si cerca di indagare con ironia pungente la sinistra di oggi, o quel che ne resta. Gli stessi protagonisti vorrebbero stancamente ribellarsi ad una politica che oggi si racconta attraverso il consumo di quinoa e lievito madre. Ciò che rimane, ormai, è una sinistra timida stretta in minuscole sedie, nello sgabuzzino coi succhetti di frutta, come dimostra l’immancabile riunione di partito a seguito, in cui i due protagonisti provano a cambiare invano questo infausto destino. Il problema sta tutto nei simboli: il pugnetto, simbolo per eccellenza del comunismo, va sostituito con un più vigoroso e maschio pugno di Hulk. Ecco l’unica brillante soluzione, a cui si giunge nel finale, un ritorno al passato nostalgico di sinistra armata, con lo slogan “torniamo maneschi”, perché si è realizzato, come sottolineano, che la “sinistra mentale non fa per niente bene“.

LA SPARANOIA: SINISTRA CARICATURA DI SE STESSA

LA SPARANOIA usa un grande contenitore, quello del TG, con notizie e “rassegna stanca” allo scopo di far emergere gli antagonisti della sinistra, che la scherniscono e la mortificano, come il grottesco ministro delle politiche giovanili che non può fare altro che additarli con banalissimi stereotipi. Dopo un momento iniziale risulta evidente che si prende in giro chi si contrappone alla sinistra per burlarsi della sinistra stessa, che ormai sembra una sua caricatura. Ne rimangono gli slogan, i simboli, l’abbigliamento, l’ambientazione, ma si cerca di riproporre qualcosa che non esiste più, di cui resta solo l’apparenza: la sinistra radical-chic di oggi. Paradigmatico di questo aspetto è anche la figura del Brigadiere Paranoia, il sogno ricorrente del compagno Niccolò, la sua incarnazione mentale della destra, che parla in siciliano e che lo frusta (ne prova piacere), ma contemporaneamente gli è affezionato, ha addirittura un atteggiamento paterno verso di lui, come a dire, forse, che la sinistra si sente consolata dai sui storici nemici.

SPARANOIA: IL SIMBOLO AL POTERE

Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri in LA SPARANOIA

In scena sono presenti sullo sfondo dei panni stesi e uno stendino che diventa un oggetto multifunzione, da banco per il mezzobusto a tavolo in cui fare le riunioni di partito: un telo rosso e oplà il gioco è fatto. Per rappresentare la casa, emblema del mattone, unica speranza dei giovani, i due utilizzano un quadratino in cui spesso si rifugiano, perchè ormai le cose sono svuotate del loro vero significato, diventando dei meri simboli. Il pubblico è estasiato dal racconto irreverente e dinamico, benchè non sembri avere né capo né coda, e non disdegna grasse risate, così che gli attori strizzano l’occhio al coinvolgimento rompendo la quarta parete: dialogano col pubblico, scendono in platea per inscenare la lotta armata con le pistole ad acqua, fino a buttarlo letteralmente fuori, per farlo rientrare sgomento poco dopo.

LA SPARANOIA: “Stoviglie color nostalgia”

Il racconto dei due talentuosi attori ne LA SPARANOIA ha messo ironicamente a nudo la sinistra di oggi, la giovinezza dei due attori sul palco stride con termini come “compagno”, “lotta di classe”, “riunione di partito”, parole che non si usano più, che si sono svuotate di significato. E così dall’ilarità di un racconto ironico ed accattivante in un attimo ci si sente avvinghiati da una profonda nostalgia per una sinistra, una politica che non esiste più, in un lampo ci si sente orfani di un mondo lento, fatto di comizi, tribune parlamentari in tv e ideali, da tempo sul viale del tramonto, ma forse più autentici.

Visto il 2 febbraio 2024, Teatro Puccini, Firenze

LA SPARANOIA
atto unico senza feriti gravi purtroppo

Con Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri
testo e regia Niccolò Fettarappa Sandri
assistente alla regia Giulia Bartolini
contributo intellettuale di Christian Raimo
produzione A.GI.DI. SRL E Sardegna Teatro

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF