INPIEDIPERTUTTE @Cinema Teatro La Compagnia. Concerto spettacolo contro la violenza sulle donne e le discriminazioni di genere

Lo spettacolo-evento #INPIEDIPERTUTTE mette in scena al Cinema Teatro La Compagnia un concerto live con le voci Claudia D’Agnone e Ilaria Rastrelli e la chitarra di Alessio Forlani (promotori del progetto musicale Sentiero 103) e i musicisti Francesco Cherubini, Marco Cattarossi, Leonardo Volo, Riccardo Dellocchio, sul palco anche storie di donne con la regia e la drammaturgia di Lorenzo Degl’innocenti e le voci narranti di Gaia Nanni e Marta Foschi.

Particolarità dello spettacolo la volontà di far uscire dalla cronaca nera il tema del femminile e trattarlo fuori dalle pesantezze e dai sensazionalismi. La scelta dei testi e delle canzoni è caratterizzata da una delicata sensibilità: sopratutto diventa racconto delle tante vite di donne che combattono per imbrigliare il pregiudizio, per uscire dai traumi del passato o rinunciare alla paura e parlare finalmente perché la parola diventa la più importante forma di difesa. Ci sono tante donne sul palco che raccontano con dolcezza e coraggio le loro storie attraverso i loro racconti, le canzoni, la musica. Il concerto è la parte più nutrita del progetto: si tratta di un ensemble di canzoni pop e di cantautori, in una scelta che vuole mettere in risalto la forza vitale del femminile come capienza di amore, vitalità, coraggio, resistenza e espressione a voce alta del se’. La storia individuale diventa un’arma per uscire dalla paura del silenzio.

Indispensabile è la sinergia di tanti artisti, di associazioni come Feminin Pluriel nella persona del Presidente Diana Palomba, del mondo imprenditoriale come il Consorzio Cuoio di Toscana, del Consiglio regionale della Toscana e del il Comune di Firenze e di Signa, per infrangere il silenzio/assenza delle donne. I testi letti sono sia autobiografici sia autoriali come il pezzo di Lella Costa “Alice” che con leggerezza ironica legge il femminile, che da’ sempre si vuole imbrigliare anche nelle piccole cose come la moda e i vestiti o la forma del corpo.

La forza del femminile è sempre stata aggiogata, temuta perché è il mistero dove si annida la vita. Qui si vuole celebrare una donna il cui valore va oltre la creazione, la maternità, il cui valore intrinseco è nel coraggio, nell’avere il cuore che vede oltre gli stereotipi storici del momento. Si omaggia la donna pronta all’evoluzione personale e sociale come ben si ascolta nei testi autobiografici: in particolare nelle voci delle donne africane che nello studio e nel lavoro trovano il riscatto loro e della loro cultura nel punto in cui si fa persecutoria della donna e del corpo della donna. Si porta alla luce la violenza attraverso il risanamento, per cui, per esempio, le generazioni successive hanno ripreso la sapienza medica mettendola al servizio della donna, della sua potenza d’amore e d’intelletto. La comunità non ti riconosce, ma deve imparare a conoscerti e riconoscerti ed è questo il lento percorso di abbandono dei “pregiudizi che sono come l’acqua s’infiltrano nei pensieri e allagano tutto”. E sono le parole l’unica arma di difesa e di ribellione nei confronti di un mondo che ci vuole annientare attraverso il nostro silenzio, la nostra assenza “stringi forte le parole che sempre ti fanno pensare” (Sentiero 103): le donne imparano fin da piccole la loro assenza nella storia.
Molto spesso il teatro allude al labirinto delle sofferenze delle donne e molto spesso ci si può perdere in questi vicoli ciechi senza via d’uscita. 

Questo spettacolo è, invece, un omaggio al femminile, alla donna generativa di se stessa, alla sua costruzione/ricostruzione. Infatti non c’è cosa più segreta e profonda della dolcezza che si scopre tardivamente come modalità comunicativa perché stiamo sempre nel conflitto. E’ fondamentale rimettere al centro la dolcezza, indispensabile alla bellezza e alla nostra vita come lo è il femminile perché senza donne non esiste mondo, non esiste storia. Infatti la scelta di cantare “la storia siamo noi“ di De Gregori è una celebrazione alla capacità di amore e di resistenza delle donne senza le quali non c’è ne’ passato, presente e futuro. Significativa la presenza delicata di Carla Caiazzo che si staglia fra tutti con il sorriso della sua dignità e della sua forza e che alla fine ci dice “impariamo ad abbandonare gli amori malati”.

Il ricavato dell’evento viene devoluto a varie associazioni che si occupano di sostenere le donne vittime di violenza e i loro figli: Casa delle donne di Pisa, The Bridge for Hope Onlus, Io rido ancora di Carla Caiazzo.

Info:
#INPIEDIPERTUTTE Spettacolo contro la violenza sulle donne e discriminazioni di genere
testi e regia di Lorenzo Degl’innocenti
voci narranti Lorenzo Degl’Innocenti, Gaia Nanni, Marta Foschi
cantanti Claudia D’Agnone, Ilaria Rastrelli
musicisti Alessio Forlani, Francesco Cherubini, Marco Cattarossi, Leonardo Volo, Riccardo Dellocchio
produzione Sentiero 103
con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana
con il patrocinio del Comune di Firenze e del Comune di Signa

Cinema Teatro La Compagnia
6 giugno 2019

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