IL DRAGO DALLE SETTE TESTE @Tenuta Lo Scompiglio: vivere nelle bocche del drago

IL DRAGO DALLE SETTE TESTE regia di Bernardino Bonzani e Monica Morini del Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia è andato in scena nell’ambito della rassegna estiva per ragazzi e famiglie Sentieri di favole. Uno spettacolo itinerante nel parco di alberi secolari giganteschi, declivi, boschi e vigneti odorosi della Tenuta dello Scompiglio di Capannori a Lucca, un incredibile luogo di natura e arte di forme diverse che si abbracciano in un’unica ampia visione di fusione.

a cura di Sonia Coppoli

La favola IL DRAGO DALLE SETTE TESTE

Teatro dell'Orsa, Il Drago dalle Sette Teste - ph Alberto Bellini
Teatro dell’Orsa, Il Drago dalle Sette Teste – ph Alberto Bellini

Seguire un campanellino in un percorso di eroine ed eroi. Ascoltare le voci del bosco e stare attenti a dove si mettono i piedi. Guardare il mago del suono, il cavaliere con l’alabarda, i custodi del sentiero, la porta delle storie, il musico col clarinetto. IL DRAGO DALLE SETTE TESTE è l’adattamento della Compagnia dell’Orsa da Il pesciolino d’argento (favola di Montale Pistoiese, raccolta da Calvino ne Le fiabe italiane) e il suo incantamento: avventure con creature mostruose, selve fatate e streghe. Gli artisti della Compagnia dell’Orsa, pur mantenendo gli snodi centrali, i personaggi, i luoghi e la storia ne hanno fatto una reinterpretazione che includesse le tematiche sociali del nostro tempo: il patriarcato e la questione femminile, in una rivisitazione dove le figure femminili sono spogliate dal classico ruolo passivo, per partecipare attivamente alla pari dei protagonisti maschi, contribuendo fattivamente alla risoluzione della storia. La riscrittura della fiaba con il ribaltamento degli stereotipi, come la principessa che combatte contro il drago lei stessa insieme al cavaliere, apre nuove possibilità: prima la possibilità era solo per chi la vedeva nelle costrizioni dell’impossibilità, ora anche per chi non ha quella fantasia.

IL DRAGO DALLE SETTE TESTE: lo spazio e il tempo

Teatro dell'Orsa, Il Drago dalle Sette Teste - ph Alberto Bellini
Teatro dell’Orsa, Il Drago dalle Sette Teste – ph Alberto Bellini

La fiaba IL DRAGO DALLE SETTE TESTE è itinerante e il pubblico si sposta insieme ai protagonisti della fiaba che camminano, sudano, corrono da un albero all’altro, da un cespuglio dentro l’altro, hanno paura e hanno fame e sete: niente è virtuale e tutto è reale. Non c’è multiverso, tutto si vive nell’universo intenso e penetrante del bosco, dello stagno, della vigna abbracciati agli alberi con i piedi nudi nel muschio fresco e morbido, in un tempo lento e calmo, scandito solo dal ritmo dei passi e della storia. I due spazi si permeano: lo spazio dello spettacolo, lo spazio del qui e ora del pubblico e dell’oltre, quello della fiaba, del senza tempo. Il pesciolino d’argento è riletta anche con la chiave dei richiami letterari all’epica classica e medievale e alla Bibbia. Nella valle incantata appare la caverna, luogo del sacrificio di se stessi, piena di statue bianche di sale, a ricordo del racconto biblico della moglie di Lot, rivoltate verso un passato e una bulimia di passato: nella bocca spalancata immobile per sempre esce tutto l’orrore per questa acoria mai dimenticata, che risuona nei recessi del corpo, prima pulsanti di vita, ora solo vuoti e risuonanti di un urlo muto e mancato.

vivere nelle bocche del DRAGO DALLE SETTE TESTE

Teatro dell'Orsa, Il Drago dalle Sette Teste -  ph Maurizio Anderlini
Teatro dell’Orsa, Il Drago dalle Sette Teste – ph Maurizio Anderlini

L’interpretazione è asciutta e intensa, le interpreti e gli interpreti impersonano i cavalieri, la principessa, il drago, la strega, l’eroe, l’eroina, gli antagonisti, gli aiutanti con leggerezza, vigore e con un procedimento di affabulazione coinvolgente e delicato che soffia leggero come la brezza tra gli alberi. La Compagnia dell’Orsa esegue un incantesimo, recupera l’antica arte del raccontare attorno un fuoco e gli spettatori sia piccoli che grandi rimangono ammaliati. L’acciarino, l’alabarda sono nomi che a stento si ricordano e che non sappiamo più come sono fatti, realtà di un mondo antico, medievale, feroce e poetico, austero e formativo. La formazione alla vita, agli altri, alle esperienze, per vivere e sopravvivere in un mondo così reale da fare troppo male. Si deve imparare, è cruciale imparare a stare al mondo dove si suda, si soffre, si combatte per continuare a vivere e a convivere con la paura, nelle bocche del drago, come esercizio quotidiano. Riteniamo le emozioni pericolose perché non sono sotto il nostro controllo cosciente; così nel tentativo di ostacolarle perché sono troppo travolgenti o conflittuali, diventiamo statue di sale immobili, senza “scompiglio”, parola chiave, frequentemente ripetuta. Lo scompiglio della natura, lo scompiglio dell’istinto, del turbamento e della paura, che non possono essere ignorate. Impariamo attraverso la fiaba qualcosa di essenziale su di noi: riconoscere e accogliere lo scompiglio delle nostre emozioni.

Il Progetto dello Scompiglio

Lo spettacolo Il drago dalle sette teste è inserito nella rassegna Sentieri di favole: laboratori creativi, percorsi tematici itineranti e spettacoli teatrali negli spazi esterni della Tenuta dello Scompiglio. L’intento della Compagnia dell’Orsa di riportare lo spettatore a una dimensione di contatto con la natura che permette di relazionarsi con le emozioni, fuori dal nostro controllo, si fonde perfettamente con l’intento per cui è stato creato il progetto dello Scompiglio, dalla regista e performer, Cecilia Bertoni: dello Scompiglio è un giardino nel quale la natura, sempre in movimento, si sviluppa in dialogo con gli esseri umani e con le loro necessità e aneliti, fisici e spirituali e con le loro emozioni da riconoscere e accogliere. L’artista ha trasformato un’antica tenuta a Vorno (Lucca) in uno spazio di sperimentazione dal 2003, creando lo SPE – Spazio Performatico ed Espositivo Dello Scompiglio, che ospita un teatro e galleria d’arte. Gli spazi sono stati ristrutturati secondo criteri di bioarchitettura, risparmio energetico e sostenibilità ambientale.

Lavoro preparatorio degli artisti e la messa in scena nella natura

Teatro dell'Orsa, Il Drago dalle Sette Teste - ph Alberto Bellini
Teatro dell’Orsa, Il Drago dalle Sette Teste – ph Alberto Bellini

Il lavoro di storytelling, operato dagli artisti della Compagnia, porta elementi del mito e della fiaba riuniti, si riconosce il mito di Perseo e Medusa, di Perseo e Andromeda. Lavoro precisissimo fatto sulla drammaturgia sonora, da Antonella Talamonti insieme alla Compagnia dell’Orsa diretta dalla intensa e vigorosa negli atti e nelle parole, striata di seducente dolcezza, Monica Morini, è stato costruito durante una residenza a Gombola nel Trasparenze Festival. Lì si è costruita tutta la partitura formulare, le fanfarelle a 4 voci e la parte ritmica della lotta contro il drago, il passo aitante dell’eroe quando si avvia a una nuova avventura e di tutte le azioni ripetute frequentemente nella fiaba. Le formule affondano nel mito, nell’epica, nei canti dell’aedo/rapsodo, come processo incantatorio per chi ascolta e strumento di memoria e composizione per chi canta o racconta. Infine la messa in scena nella natura è un elemento essenziale e irrinunciabile dello spettacolo: “il canto, la filastrocca, la musica, sono il filo d’oro che si intreccia al cammino, si perde nell’aria.”

Visto il 15 giugno 2024 alla Tenuta dello Scompiglio (Capannori, Lucca)

IL DRAGO DALLE SETTE TESTE

regia Bernardino Bonzani, Monica Morini
drammaturgia sonora Antonella Talamonti
con Bernardino Bonzani, Monica Morini, Lucia Donadio, Chiara Ticini, Franco Tanzi, Annamaria Gozzi
musiche originali Gaetano Nenna, Antonella Talamonti
ricerca alla drammaturgia Annamaria Gozzi
scenografia Franco Tanzi
ufficio stampa Michele Pascarella

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