GINGER E FRED @Teatro della Pergola: il grande film felliniano in abiti teatrali

GINGER E FRED il celebre film di Federico Fellini si trasforma in spettacolo teatrale e sale sul palcoscenico grazie alla guida esperta di Monica Guerritore che non solo ne cura la regia, ma ne è anche co-protagonista insieme a Massimiliano Vado. Questo adattamento (ricordiamo quello di Defloria/Taglierini) in scena al Teatro della Pergola di Firenze ha riscosso un grandissimo successo di pubblico che ha apprezzato la fedeltà alla trama originaria del film, senza mancare in chiusura di rendere il dovuto omaggio al grande Maestro. 

GINGER E FRED: dalla cinepresa al palcoscenico

Monica Guerritore e Massimiliano Vado in “Ginger e Fred” – Foto di Manuela Giusto

Adattare un lavoro cinematografico per farne una versione teatrale non è certo compito facile, specie se si tratta del capolavoro di Federico Fellini ed il rischio di deludere le aspettative di un pubblico affezionato al titolo c’è sempre. Ma Monica Guerritore riesce nel suo intento e consegna al Teatro della Pergola la sua versione di GINGER E FRED di cui non solo cura la regia, ma è anche co-protagonista insieme a Massimiliano Vado, sostenuti da un’affiatatissima compagnia di attori (Alessandro Di Somma, Mara Gentile, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno, Valentina Morini, Claudio Vanni) nei panni degli “ospiti-sosia”. Lo spettacolo, come il film, racconta del ricongiungimento dopo tanti anni di due ballerini di tip-tap un tempo molto famosi, Amelia Bonetti e Pippo Botticella, in arte GINGER E FRED (in onore agli intramontabili Ginger Rogers e Fred Astaire), che vengono chiamati per partecipare alla registrazione di uno show di Natale di una televisione privata. I due sperano di avere l’occasione così di riprovare il brivido dell’esibirsi di fronte ad un pubblico e forse anche di riprendere le pagine di una storia d’amore interrotta, ma entrambi si rendono presto conto in realtà di essere solo uno strumento commerciale della televisione e di essere esattamente sullo stesso piano degli altri personaggi-ospiti chiamati a registrare la puntata. Nessuno di loro è valorizzato come si deve e tutti diventano alla stregua di un unico gregge di pecore che deve semplicemente arrendersi ai dictat della telecamera ed al presentatore dello show che li fa entrare in scena a comando solo per riempire gli spazi tra uno spot pubblicitario e l’altro. Uniti a questo punto tra loro, questi personaggi particolari ed allo stesso tempo tragicomici riescono a conquistare il pubblico ed a far valere il loro “essere umani”, meritevoli di stare sotto le luci dei riflettori.

Le scelte stilistiche di GINGER E FRED

Monica Guerritore in una scena di “Ginger e Fred” – Foto di Manuela Giusto

L’adattamento teatrale del grande film di Fellini funziona in modo ineccepibile. Un accompagnamento sonoro e musicale che dura per tutto lo spettacolo, e l’apparato luci, da fievoli e calde nei momenti precedenti la registrazione della puntata, a fredde, colorate ed intense per lo show, per sapersi spegnere poi in un “black-out” azzeccatissimo per creare stupore nel pubblico. Le luci abbracciano i due protagonisti, Amelia e Pippo, nei teneri momenti di ricordo della loro passata notorietà, di confessioni preziose sul loro amore interrotto e di come questo abbia ridotto Pippo al manicomio per tanti anni, fino ad illuminare i due in quel bacio nostalgico che si regalano quasi tra le lacrime, chiuso in un cassetto che non si aprirà mai più. “Non sarebbe stato più bello se fossimo rimasti insieme?” chiede speranzoso Pippo. Ma “è Federico che ha voluto così” risponde in chiusura Amelia, consegnando quindi al finale l’immancabile e dovuto omaggio a Fellini. Last but non least, sicuramente il merito del successo della rappresentazione va anche al grande affiatamento di tutti gli attori, che hanno mantenuto un ritmo sempre costante di recitazione e che si sono saputi divertire ed emozionare sul palco.

GINGER E FRED: la scenografia

La scenografia pensata per lo spettacolo accompagna ogni suo momento ed aiuta il pubblico ad affezionarsi ai suoi interpreti. Si inizia con una luna piena velata, che fa da sfondo ad un piazzale deserto con solo una panchina a sinistra ed una fontana a destra, dove fanno il loro ingresso tutti i personaggi ognuno con la propria valigia e gli attrezzi del mestiere, scalpitanti di entrare in quell’hotel che darà loro la grande opportunità di apparire in telvisione. Sono un gruppo di otto sosia di passate celebrità (si va da Clark Gable a Rita Hayworth passando per Lucio Dalla) con costumi e conversazioni così colorate e strampalate da considerarlo inizialmente del tutto avulso dai due attori protagonisti, al contrario distinti ed in abiti elegantissimi. Trascorrono le ore in attesa della registrazione della puntata, su un palco trasformato adesso in una grande sala trucco con tanto di poltrone e specchi da camerino allineati, fino all’inizio dello show, il momento tanto desiderato: in scena una serie di grandi specchi sullo sfondo ed insegne a neon riflettenti “Ecco a voi è Natale”. Improvvisamente siamo dentro un vero studio di registrazione, dove tutto è pronto per iniziare. Il pubblico, finora semplice spettatore, viene risvegliato ed animato come uno spettacolo dentro lo spettacolo: ci lasciamo “ammaestrare” da un comicissimo tecnico che ci insegna ad applaudire ed a ridere a comando, con l’aiuto di due grandi totem che si accendono e spengono su “APPLAUSI” e “SILENZIO”. Una scelta astuta, quella della Guerritore, che regala al pubblico un momento in cui farsi parte attiva dello spettacolo, e svela cosa significhi oggi fare tv oggi con tutto ciò che vi è nascosto dietro.

Il messaggio esplicito di Monica Guerritore in GINGER E FRED

Monica Guerritore in una scena di “Ginger e Fred” – Foto di Manuela Giusto

La scelta di trasporre sul palcoscenico il film di Fellini è stata dettata soprattutto dalla volontà di dare una voce ancora più forte a ciò che Fellini aveva intuito nel lontano 1986 e cioè il sospetto che la televisione da macchina con incredibile potenziale di intrattenimento si potesse poi trasformare in mera macchina da soldi. Adesso, 38 anni dopo, possiamo senza dubbio dire che la previsione felliniana si è avverata e per questo Monica Guerritore ha dichiarato nella intervista rilasciata ad Angela Consagra che “la nostra non è una mera trasposizione scenica, ma il tentativo di una vera e propria rilettura ‘politica’ dell’intuizione felliniana oggi più che mai attuale, con al centro il contesto televisivo e tutto il mondo economico che ci gira intorno”. Se ci si riflette un attimo, è proprio così: gli spot pubblicitari sono innumerevoli e di durata irragionevole e lo spettatore televisivo è senza alcun dubbio prima di tutto un consumatore vittima del marchingegno televisivo, non manca nemmeno il momento del gioco col pubblico per far vincere soldi. Monica Guerritore con GINGER E FRED ci rende più consapevoli di come possiamo essere manipolati da quella scatola nera presente nelle nostre case.

Visto al Teatro della Pergola il 4 febbraio 2024

GINGER E FRED

di Federico Fellini, Tonino Guerra, Tullio Pinelli
adattamento e regia Monica Guerritore
con Monica Guerritore, Massimiliano Vado
e con (in o. a.) Alessandro Di Somma, Mara Gentile, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno, Valentina Morini, Claudio Vanni scenografia Maria Grazia Iovine
costumi Walter Azzini
coreografie Alberto Canestro
light design Pietro Sperduti
regista assistente Leonardo Buttaroni
direttore allestimento Andrea Sorbera
produzione Teatro della Toscana, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Società per Attori
foto Manuela Giusto

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