EVERY BRILLIANT THING @Teatro di Rifredi: come salvarsi la vita

EVERY BRILLIANT THING, LE COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE è nella stagione del Teatro di Rifredi – Teatro della Toscana (già recensito da Gufetto a Roma): un one man show per la regia di Fabrizio Arcuri con Filippo Nigro, attore noto soprattutto per cinema e serie tv: “lo spettacolo più divertente che potrai mai vedere sulla depressione” così è stato definito il brillante testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan, che con leggerezza e ironia affronta il tema della morte e del suicidio, con una messa in scena che coinvolge il pubblico in modo non convenzionale. L’avevamo già apprezzato interpretato dall’attrice fiorentina Daniela D’Argenio Donati con la regia di Michele Panella (traduttore del testo) che lo porta in scena dal 2016.

EVERY BRILLIANT THING: una lista per sopravvivere

EVERY BRILLIANT THING, locandina, foto di Alessandro Calvi
EVERY BRILLIANT THING, locandina, foto di Alessandro Calvi

È la lista di un bambino di sette anni con tutte le cose bellissime ai suoi occhi per cui vale la pena vivere, EVERY BRILLIANT THING: il gelato, il colore giallo, tutte le cose a righe, la cioccolata, la gente che cade. Cosa spinge un bambino a cercare il senso della vita il 9 novembre del 1977? Il primo tentativo di suicidio della madre è affrontato con infinita tenerezza dal figlio che cerca i motivi per tenere in vita il fulcro della propria esistenza, per fare in modo che qualcuno che ama non venga portato via per sempre – com’era accaduto al suo cane, unica esperienza di contatto con la morte a quell’età. Filippo Nigro in confidenza col pubblico racconta la storia del protagonista attraverso un percorso di vita che si snoda a partire da quell’elenco di dieci cose lasciato sotto il cuscino della madre al ritorno dall’ospedale. L’elenco cresce col protagonista fino alle successive venti, cento, mille, un milione di cose belle che ti fanno scegliere di vivere, invece di morire, di resistere e combattere la depressione, quella morsa di dolore che attanaglia la madre. Di pari passo con la sua vita quell’elenco diviene un modo per stare al mondo e vederne il lato bianco, lasciandosi il nero alle spalle. Un elenco di frammenti di vita, che disegnano un’esistenza alla continua ricerca dei perché, quelli che ossessivamente un bambino chiede all’incomprensibile mondo degli adulti.

“Se vivi abbastanza a lungo senza esserti mai sentito schiacciato, almeno una volta, dalla depressione, beh, allora vuol dire che non sei stato molto attento!”

Il pubblico in EVERY BRILLIANT THING

EVERY BRILLIANT THING, Filippo Nigro, foto di Lorenzo Letizia
EVERY BRILLIANT THING, Filippo Nigro, foto di Lorenzo Letizia

Già dall’ingresso Nigro e Arcuri osservano il pubblico accomodarsi e chiacchierare nell’attesa dell’inizio dello spettacolo: importante momento preliminare durante il quale, oltre a distribuire cartelli che saranno chiamati dall’attore per essere letti direttamente dalla platea, individuano gli ignari spettatori da invitare ad impersonare alcune figure chiave della storia: il padre che lo accompagna in ospedale, la signorina Patterson psicologa della scuola, il professore che studia Goethe, la fidanzata e poi moglie con cui va a vivere a Londra, e gli altri. Tutti, tranne la madre, che è citata, evocata nella sua parte oscura e di dolore impossibile da comprendere, una figura da inseguire, che non dice una parola, non ha nessuna risposta e spiegazione, una madre impossibile da raggiungere e quindi da rappresentare. L’interazione con il pubblico ripetuta e continua offre momenti unici e molto divertenti, grazie alla capacità di Nigro di instaurare un immediato rapporto con le persone che gli permette di chiedere di partecipare e anche scherzare nonostante si tocchino temi tabù come la depressione e il suicidio, il senso di colpa e il rapporto con la morte. Questo spazio di improvvisazione dona una naturalezza alla messa in scena che potrebbe far pensare ad una nota autobiografica, affievolita purtroppo dall’aver lasciato i nomi e i riferimenti anglosassoni.

EVERY BRILLIANT THING: effetto Werther

EVERY BRILLIANT THING, Filippo Nigro e Fabrizio Arcuri, foto di Lorenzo Letizia

Nella sala l’attore tesse una tela spostandosi da una parte all’altra della platea e il teatro diventa una comunità di sostegno che allevia il senso di colpa del figlio. La riuscita sarebbe certo migliore in uno spazio più piccolo e intimo. La lista diventa una ragione di vita che cresce con il protagonista, a scuola, all’università, fino a veder sbocciare l’amore e la sua fine.  Un passo alla volta impara ad essere felice, a riconoscere e godere delle cose belle della vita, nonostante le difficoltà. Una lista per sopravvivere, una carica di pensiero positivo in contrapposizione alla depressione e al così detto effetto Werther, il fenomeno imitativo della condotta suicida. Tant’è vero che esiste un codice di condotta su come deve essere trattata dai giornali la notizia: senza fornire dettagli tecnici né espressioni drammatiche, mai semplificare la complessità della realtà che circonda un suicida e chi sopravvive.  Un compendio di estratti di felicità, EVERY BRILLIANT THING, racchiusa in un mucchio di cianfrusaglie ammassate, con il merito di non banalizzare ciò che c’è di insondabile nell’animo umano: una vita racchiusa nella lista di Filippo Nigro, che forse non può salvare la madre, ma ha salvato lui. 999.999 completare un lavoro.

Visto il 6 Dicembre 2023 al Teatro di Rifredi, Firenze

EVERY BRILLIANT THING (LE COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE)

di Duncan Macmillan, Johnny Donahoe
con Filippo Nigro
regia Fabrizio Arcuri, Filippo Nigro
traduzione Michele Panella
co-produzione Teatro stabile di innovazione del FVG / Sardegna Teatro

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