CORPO DI STATO @Teatro Manzoni: lo spettacolo cult di Baliani parla ancora oggi

Dopo cinque anni di assenza dalle scene torna lo spettacolo cult CORPO DI STATO. IL DELITTO MORO: UNA GENERAZIONE DIVISA di Marco Baliani al Teatro Manzoni di Calenzano: il caso Moro e quei cinquantacinque giorni di prigionia raccontati attraverso la storia di una generazione spaccata sull’etica, sulla giustizia, sul senso dello Stato, sulla necessità di una lotta. Una narrazione personale e politica sulla lacerazione interiore di un intero Paese, che ha ancora qualcosa da dire ai giovani.

CORPO DI STATO: le domande di oggi

Marco Baliani in CORPO DI STATO

A Pisa e Firenze pochi giorni fa le manifestazioni di studenti per la pace in Medio Oriente sono state represse con cariche e manganellate della polizia, video e foto di minorenni in piazza feriti, di ragazzi con il sangue sui volti. Non è il 1978, ma sembrano le stesse immagini in bianco e nero di quasi cinquant’anni fa che scorrono dietro le spalle di Marco Baliani, sul palco per CORPO DI STATO al Teatro Manzoni di Calenzano. Il caso Moro è nei libri di storia: il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse rapirono il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, uccidendo gli uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi), l’agonia di un Paese finì (o forse iniziò?) cinquantacinque giorni dopo, quando il cadavere del politico fu fatto ritrovare nel bagagliaio di una Renault 5 rossa, il 9 maggio in via Caetani a Roma. Sul delitto Moro sono stati fatti tanti film, documentari, spettacoli (solo recentemente abbiamo recensito Fabrizio Gifuni al Teatro della Pergola e alcuni anni fa Frosini/Timpano al Magnolfi di Prato). Nel 1998 su Rai Due debuttò dai Fori Imperiali Marco Baliani con questo testo, divenuto caposaldo del teatro di narrazione più classico, che solo dopo è stato portato in teatro come lo vediamo oggi. Da anni non più in cartellone – perché troppo doloroso, confessa l’attore visibilmente emozionato – il mese scorso lo ha fatto per gli studenti di una scuola superiore di Chivasso, suscitando un vivo dibattito sull’oggi, ma con un’aggravante per questi ragazzi: “voi eravate un Noi, oggi ci sentiamo tanti singoli Io”.

Una generazione al bivio: CORPO DI STATO

Aldo Moro, 1978

Ogni generazione vive uno spartiacque, una frattura tra la giovinezza e l’età adulta, un momento in cui si rompono le illusioni utopiche per impattarsi (più o meno dolorosamente) con la realtà. Per me che scrivo è stato Genova 2001 (per cui vi rimando all’inchiesta di Internazionale fatta vent’anni dopo). Ma certo ognuno potrà trovare la propria cesura di vita, quando la sfera politica ha invaso quella personale, quando stare da una parte o dall’altra ha cambiato il corso delle cose. Questo è anche il racconto di Marco Baliani: in prima persona, la sua irripetibile storia che diventa paradigma di un’epoca, “una piccola storia che illumina una Storia più grande” e cattura il pubblico perché vissuta e sentita, carica delle incertezze e degli errori di un giovane teatrante, da poco padre, immerso nelle atmosfere di quegli anni, tra entusiasmi e contraddizioni. Ci conquista con la sincerità della fragilità umana di chi si è trovato a vivere le lacerazioni di un intero Paese sulla propria pelle, i conflitti di una generazione nelle scelte di tutti i giorni: “cosa avrei risposto se Sara, una compagna ormai data alla clandestinità brigatista, si fosse presentata alla porta per chiedere ospitalità per una notte?”. Ci racconta la paura ai posti di blocco, le parole che volano pesanti, le manifestazioni, la violenza, le decisioni per alzata di mano alle assemblee, gli sguardi di chi sente la certezza in uno slogan, lo smarrimento di fronte all’attacco al cuore dello Stato.

Aldo Moro e Peppino Impastato

La storia ha voluto unire due persone lontanissime, geograficamente e politicamente, Aldo Moro e Peppino Impastato, ucciso dalla mafia (ritratto nell’indimenticabile I Cento Passi), morti lo stesso giorno; due corpi (anzi un corpo e solamente brandelli dell’altro, imbottito di tritolo), due fantasmi della nostra Storia, che non hanno e non possono avere requie, perché trascorsi oltre quarant’anni sono ancora tra i misteri d’Italia. “Finché non si scoprirà chi ha ucciso il re Laio, la città di Tebe resterà appestata”. Ecco perché non possono essere dimenticati: perché ci sono stati almeno vent’anni di depistaggi, altrettanti processi, documenti, dossier, con verità scritte e smentite, riscritte e negate, non ultimo la recente inchiesta di Report che rimette in discussione tutto ciò che si credeva di sapere su Via Fani.

Diretta su Rai2 il 9 maggio 1998 dai Fori Imperiali di Roma, CORPO DI STATO. IL DELITTO MORO: UNA GENERAZIONE DIVISA

Le domande etiche di CORPO DI STATO

Marco Baliani in CORPO DI STATO

Marco Baliani è fin dai suoi esordi impegnato per un teatro politico (ispirato al capostipite Dario Fò –citato anche in CORPO DI STATO, e a cui hanno fatto seguito altri narratori come Marco Paolini, Laura Curino, e poi Ascanio Celestini, Davide Enia). Con la sua voce avvolgente e saggia, è solo sulla scena vuota, jeans e camicia rossa, uno schermo sul fondo con foto storiche in brevissimi intermezzi di musica, suoni distorti, frammenti di radiogiornali dell’epoca, accenni storpiati de L’Internazionale e Bella Ciao. CORPO DI STATO è un vero e proprio ritratto storico fatto di microstorie capaci di farci immedesimare in questo lacerante dilemma in cui ci viene chiesto per coscienza o per etica politica, da che parte stare, uno scontro sociale al quale non ci si può sottrarre. “Odio gli indifferenti – scriveva Gramsci – vivere vuol dire essere partigiani.” Esistono fratture nelle società dove l’umanità è stritolata nella lotta faziosa: nel 1978 la domanda era “con lo Stato o con le BR?”; oggi forse non abbiamo risposte ad altrettante domande urticanti sull’Ucraina, la Palestina, la Siria o altrove. Da che parte è giusto stare? Lo sappiamo? Sappiamo leggere la realtà mentre la viviamo? Il caso Moro è stato forse il momento più feroce della stagione brigatista, ma anche il suo ultimo atto, che ha decretato l’inizio della fine. Non ci sono risposte, oppure ognuno ha le proprie, ma siamo tutti chiamati, consapevoli o no della nostra storia, a sforzarci di capire il mondo che ci circonda. Come diceva Khalil Gibran, “nella speranza dell’alba dopo la notte più buia“.

Visto il 24 febbraio 2024 al Teatro Manzoni di Calenzano (Firenze)

CORPO DI STATO. IL DELITTO MORO: UNA GENERAZIONE DIVISA

di e con Marco Baliani
drammaturgia e regia Maria Maglietta
collaborazione drammaturgica Alessandra Rossi Ghiglione
montaggio video Michele Buri
ricerca iconografica Eugenio Barbera
produttore esecutivo Maurizio Agostinetto
direzione tecnica Massimo Colaianni
una produzione Casa degli Alfieri, Trickster Teatro
trasmesso per la prima volta in diretta su Rai2 il 9 maggio 1998 dai Fori Imperiali di Roma, in occasione del ventennale dalla morte di Aldo Moro

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