F R A M E @ Teatro Cantiere Flordia – Fotogrammi in cui niente succede e tutto accade.

È andato in scena al Teatro Cantiere Florida, F R A M E (tutto maiuscolo e tutto staccato): un omaggio al pittore statunitense Edward Hopper. La regia è di Alessandro Serra, vincitore del premio UBU Spettacolo dell’anno 2017 con MACBETTU, in scena al Florida a marzo nella rassegna Materia Prima curata da Murmuris. F R A M E e MACBETTU fanno parte di una monografia dedicata a Serra. 

F R A M E non ha una trama. Lo spettacolo si compone di fotogrammi, frame appunto, ognuno separato dall’altro e non connessi tra di loro; da qui anche la scelta che il titolo si componga di lettere in maiuscolo e ognuna sia separata dall’altra. Questa scelta registica rispecchia molto lo stile rappresentativo di Hopper: ogni suo quadro è un’istantanea che congela l’attimo in cui è stata scattata. Ogni scena dello spettacolo è una performance a sé stante; il pubblico non viene coinvolto, ma si comporta da spettatore, nel vero senso della parola: osserva ciò che accade. Non c’è relazione con i personaggi, anche quando guardano verso il pubblico, il loro sguardo non ci vede,  come se tra spettatore e personaggio si interponesse un vetro che permette il contatto visivo ma non la comunicazione. Questo osservare, ma non essere visto, dello spettatore, genera la stessa sensazione che si prova di fronte ad un quadro di Edward Hopper: sembra di stare a spiare una scena intima e personale di qualcun’altro.  

Il tema principale è l’universo pittorico di Hopper. Universo costellato di paesaggi urbani e campestri; interni di case, di uffici, di teatri e di locali. Scene spesso deserte ed immerse in un silenzio surreale, che porta la scena su un piano metafisico. Spesso c'è una sola persona, o, nei rari casi in cui sono più di una, emerge una totale estraneità e incomunicabilità tra di loro, e con chi osserva il quadro. Tutte le opere di Hopper sembrano immerse in un silenzio totale, anche quelle ambientate nei centri urbani, e quindi nella realtà piene di rumori: Hopper sapeva dipingere il silenzio. Alcuni dei quadri o parti di essi che si possono riconoscere in F R A M E: Una donna nel sole; Tavola calda (Automat); Sole di mattina; Marciapiedi di New York.

La scena è innaturale. É racchiusa da alte pareti grigie come tre enormi muri di pietra. Alcune parti di questa struttura sono semoventi, permettendo così l’entrata e l’uscita dei personaggi e la creazione di ambientazioni. Sul lato lungo una tela enorme che, una volta tolta, crea diversi nuove postazioni dove avviene l’azione. Il disegno luci è molto curato: alcune scene prevedono la provenienza della luce dall’esterno della scena, creando così un’atmosfera carica di suggestione. Nei dipinti di Hopper, quando le ambientazioni sono di interni, quasi sempre la luce viene dall’esterno, ma non ne vediamo l’esatta provenienza. Così è stato anche in F R A M E. Alcune scene molto buie con una forte luce che proviene dall’esterno ricordano la stessa luce magica che si può ammirare nei quadri di Caravaggio, maestro di luci ed ombre. Interessante l'uso dei rumori: il raschio delle unghie sulla parete, il movimento della penna sul foglio posato sul tavolo, il rumore della tazzina quando si appoggia. Essendo un atto senza parole i rumori squarciano letteralmente il silenzio che regna durante tutta la messa in scena. Suoni che irrompono, amplificati, con un riverbero, o che suscitano fastidio nello spettatore: come ad esempio il raschio delle unghie sulla parete che viene portato fin all’esasperazione.  

Fiore all’occhiello di questo spettacolo sono gli attori: Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro. La padronanza del movimento, del gesto e della scena è davvero impressionante. Riescono a muoversi sulla scena con precisione assolutamente impareggiabile. Persino durante gli applausi non viene a mancare: schierati impeccabili all'unisono. Chiara Michelini, danzatrice che tiene anche seminari di danza e teatro-danza, ha collaborato alla realizzazione dei movimenti di scena. Alessandro Serra fa parte della compagnia Teatropersona, fondata nel 1999 a San Casciano dei Bagni (SI). La compagnia inizia i suoi studi con le azioni fisiche di Grotowski e la biomeccanica di  Mejerchol’d. In F R A M E questo lo si può vedere particolarmente nelle scelte e nell’attenzione posta sui movimenti e sulle azioni.

Dopo aver visto questo spettacolo non si può certo non notare l’enorme lavoro di regia, di studio e di ricerca fatto. Sono stati rispettati a pieno e tradotti per la scena tutti i principi della pittorica di Hopper, con idee molto interessanti. Per coloro i quali conoscono il pittore è chiaro che Serra ha compiuto degli studi approfonditi al riguardo. Si è persa però l’occasione di rendere fruibile questo artista al grande pubblico: lo spettacolo parla, forse volutamente, ad una ristretta cerchia di persone, estimatori e approfonditi conoscitori di Hopper, non rendendolo disponibile a chiunque l'osserva e lo vive. Non viene raccontata nessuna storia: lo spettatore non viene coinvolto nelle vicende che gli attori portano in scena, rischia di non interessarsi a quello che succede, poiché niente succede. Non viene trasmesso un messaggio diretto: il pubblico osserva, senza però capire cosa si vuole comunicare. Un dialogo più aperto e diretto con il pubblico avrebbe potuto accendere, nello spettatore, la curiosità e la voglia di scoprire o approfondire l’opera di Hopper.

 

 

Info:

F R A M E

Progetto ed ideazione Alessandro Serra

Con Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro

Regia, scene, costumi, luci, foto Alessandro Serra

Realizzazione scene Mario Daniele

Collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini

Ringraziamento a Anna Chiara Ingrosso

Tecnici Mario Daniele, Alessandro Cardinale

Organizzazione e tournée Laura Scorrano, Georgia Tramacere

Produzione Koreja – Centro di Produzione Teatrale

Co-produzione Compagnia Teatropersona

 

Teatro Cantiere Florida

21 febbraio 2018

 

FRAME teaser from Teatro Koreja on Vimeo.

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