Esiste il tempo. IL PURGATORIO (la notte lava la mente) di Federico Tiezzi @ Fortezza Santa Barbara

Il tempo esiste. Trent’anni dopo la teatralizzazione del poema dantesco, con le tre cantiche rielaborate drammaturgicamente da Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici, Federico Tiezzi riprende il Purgatorio, nella suggestiva Fortezza Santa Barbara di Pistoia, che partecipa, diremmo, all’allestimento non solo con la corposità delle mura sbrecciate dai secoli ma col fruscio del vento musicale e con la colonna sonora del richiamo notturno delle cornacchie. Ripartire dal Purgatorio ha un senso profondo: cantica di arte e amicizia, cantica dinamica, per questo portatrice di speranza in tempi bui, adeguatissima al momento che stiamo vivendo.

In questo articolo:

L'Antipurgatorio – primo momento

Il Purgatorio – secondo momento

Verso Beatrice – terzo momento

Informazioni sullo spettacolo

 

L'Antipurgatorio – primo momento

Il primo momento è l’Antipurgatorio. Diciamolo subito: bellissimo. La migliore delle tre parti in cui si articola lo spettacolo. Dante, un Sandro Lombardi toccato da un’umanità così profonda da farsi subito grazia, Virgilio (un intenso Giovanni Franzoni) e Poema, (Francesca Ciocchetti in equilibrio perfetto fra lirica e realismo nel rendere questo personaggio creato da Luzi, alter ego di Dante a incarnare la sua vis poetica, la sua voce narrante, la femminilità implicita in qualunque ispirazione di poesia) si svegliano sulla spiaggia ai piedi del monte del Purgatorio e subito ‘esiste il tempo’, ritorna il paesaggio, ritorna la ciclicità della natura, il farsi alba, il farsi luce (‘il tremolar della marina’), la cancellazione dell’infinito buio infernale.

Entrano i personaggi, avvolti in coperte termiche da migranti che scintillano dorate prima di essere raccolte dall’angelo con una sola ala che le porta via, lasciando che le figure ritornino quello che sono: ‘pellegrin come voi siete’: viaggiatori con i propri bagagli, o con gli oggetti che non volevamo abbandonare, fossero pattini o una bandiera con l’aquila austriaca per Manfredi, foto, che mostreranno a Dante, e bende e ferite, del loro turbinoso passaggio nel mondo.

Indossano costumi gioiello, che evocano l’Olocausto, talvolta, o le divise, ma sono senza tempo, ideati e realizzati alla Bottega di Alta Specializzazione ‘Purgatorio’ di Manifatture Digitali Cinema Prato: costumi magici di un mondo di sottili sfumature.  Sommessi, in lenta controscena, vengono accuditi dall’infermiera, comunicano, sussurrano, mentre la galleria di incontri ha luogo, ed ecco Casella ed il suo canto poetico, Manfredi ‘biondo e bello e di gentile aspetto’ e i morti per forza, e la Pia, alla quale tre attrici in tre diverse accezioni danno la voce.

Il Purgatorio – secondo momento

Poi, passati al Purgatorio, il palco si sgombra dai tavoli e dalle sedie della celestiale sala d’aspetto della tranche precedente e la recitazione diviene più corporea e tormentosa: i superbi si contorcono come mostruose gargolle schiacciati dalla pietra che deve domarne l’orgoglio, Sapia con le palpebre cucite sibila e vacilla; la Femmina Balba del sogno muove per il palco la sua gigantesca coda di sirena, gonfia e iridata come uno smisurato guscio di chiocciola. Si discute di amicizia, di amicizia poetica, della luce che la poesia può accendere per gli altri (come Virgilio funzionò da illuminazione per Stazio). Si argomenta di quanto sia importante uno scandaglio interiore tradotto in versi (lo dichiara Bonagiunta Orbicciani incapace, lo dichiara con consapevolezza, di aderire e di comprendere il Dolce Stil Novo). Si interroga di quanto il genio sia intangibile dal peccato (Guinizzelli e il suo peccato che fu ‘ermafrodito’ è comunque il faro che ha guidato la mutazione della lirica italiana). Si evoca anche Arnaut Daniel, che, poeta provenzale, restò ‘il miglior fabbro’ per secoli, fino a Ezra Pound.

Cantica di arte, amicizia, cammino. La vita, quella degna, è qui. Una catena annodata di arte che si tramanda e si rinnova dalla mano di un poeta all’altro e che nella brace della sua intensità fa splendere e motiva una vita che può essere grigia (come i costumi neutri degli attori) e piena di violenza e di dolore.  Le altre due cantiche, che hanno rispettivamente la drammaturgia di Edoardo Sanguineti (Commedia dell’Inferno. Un travestimento dantesco) e di Giovanni Giudici (Il Paradiso. Perché mi vinse il lume d’esta stella), impegneranno il regista e la sua compagnia nel 2022 e nel 2023.

Verso Beatrice – terzo momento

Nel Purgatorio i versi di Mario Luzi insinuano cunei incandescenti nel tessuto sintetizzato e drammatizzato della Commedia: ‘siete pronti a trasformarvi violentemente nella vostra divinità incipiente’? Lo spettacolo lo è, e aiutato da alcuni video che dilatano lo spazio del palco fino alle mura del cortile (fiori, fuoco, un gigantesco occhio) sale verso il Paradiso terrestre e verso l’incontro con Beatrice, una candida Leda Kreider affacciata alla terrazza sulle mura come il dantesco ‘ammiraglio che in poppa ed in prora/ viene a veder la gente che ministra’. Dante, corporeo quanto lei è eterea, si volge a lei, e lei porta al culmine il viaggio ed evoca, senza pronunciarli (sottostanno, sì, alle terzine del poema, sottostanno allo sguardo che Dante le rivolge), i versi immortali di Mario Luzi, incardinati come due mani strette intorno all’ossimoro più vivo che si possa immaginare: “Beatrice, costruttrice/ della mia beatitudine infelice./ Beatrice, voce del verbo beare/ nome comune singolare”. Comune e singolare come ogni nostra vita, seme di bellezza, di arte e di dolore.

 

 

 

Info:

IL PURGATORIO. La notte lava la mente
Di Mario Luzi
Regia di Federico Tiezzi
Drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
Scene Marco Rossi
Costumi Gregorio Zurla
Luci Gianni Pollini
Canto Francesca Della Monica
Coreografia Cristiana Morganti
Costumi realizzati nel corso della Bottega di Alta Specializzazione di Manifatture Digitali Cinema Prato
Con Alessandro Averone, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Giampiero Cicciò, Francesca Ciocchetti, Martino d'Amico, Salvatore Drago, Giovanni Franzoni, Francesca Gabucci, Leda Kreider, Sandro Lombardi, David Meden, Annibale Pavone, Luca Tanganelli, Debora Zuin
Produzione Associazione Teatrale Pistoiese, Fondazione Teatro Metastasio, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Campania Teatro Festival, Teatro di Napoli

Fortezza Santa Barbara, Pistoia
12 luglio 2021

        

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