DON GIOVANNI @ Fortezza Est: Tre Barba, un’orchestra di tre elementi

Come si fa l’opera senza un’orchestra? Come la si inscena con solo tre attori? Quanto si può intervenire nel genio compositivo di Mozart?
Domande a cui i Tre Barba, ovvero Lorenzo De Liberato, Lorenzo Garufo e Alessio Esposito sanno rispondere forte e chiaro. Dopo il successo de “Il barbiere di Siviglia” e “Rigoletto” tornano in scena con il DON GIOVANNI di W.A. Mozart al Fortezza Est, nel cuore di Tor Pignattara, dal 17 al 19 Febbraio.

Di cosa parla il DON GIOVANNI?

La storia è proprio quella raccontata nel 1787 nel libretto di Lorenzo Da Ponte:  Don Giovanni è un nobile furfante senza scrupoli sempre in cerca di donne. Baldanzoso e pieno di sé, è accompagnato dal suo fedele servitore Leporello.
Il tentativo di violenza di Donna Anna e il conseguente omicidio del padre di lei, il Commendatore, sono l’inizio di una spirale di eventi che porteranno il tracotante Don Giovanni alla morte.
Immancabile la presenza dell’innamorata Donna Elvira, dell’eroe mancato Ottavio e dei due sposini Masetto e Zerlina.

 

 

IL DON GIOVANNI dei Tre Barba

Otto protagonisti dunque, tutti interpretati dai TreBarba grazie ad una danza di piedistalli con le foto dei personaggi (ad eccezione di Don Giovanni e del Commendatore) che, volteggiando in scena, cambiano l’identità dell’attore. Come ogni danza che si rispetti, c’è bisogno di disciplina, coordinazione e sangue freddo, per restituire al pubblico quel senso di fluidità e semplicità che rende lo spettacolo così scorrevole.
Elementi, quelli della sinergia e della coordinazione, che ritroviamo anche nell’espressione musicale di questa opera per orchestra di tre elementi.

 

Le arie del DON GIOVANNI, secondo i Tre Barba

Lo spettacolo si apre con l’introduzione  Notte e giorno faticar, eseguita esclusivamente con le voci e con l’aiuto delle Lingue di Menelik, quasi a voler preannunciare che di lì in poi cominci la festa. Nello spettacolo sono presenti tutte le Arie, e le trovate per sostituire l’orchestra sono numerose e sempre efficaci: nel celebre duetto Là ci darem la mano l’intricato ed elegante movimento degli archi è eseguito in humming (mugugnando) da un Leporello suonatore di un immaginario contrabbasso. Nel finale del primo atto Trema, trema, o scellerato  le tre voci si incastrano impersonando coro, personaggi e orchestra, in un meccanismo studiato al minimo dettaglio.

DON GIOVANNI: dai Tre Barba una rilettura scanzonata e mai seriosa

La rilettura scanzonata e mai seriosa permette alle citazioni moderne e ai piccoli interventi fuori libretto di strappare sempre una risata al pubblico, come nel mash-up di  Batti, batti, oh bel Masetto con Gianna Nannini, o nel fraintendimento tra Leporello e Don Giovanni nello scambio dei vestiti.

Uno spettacolo che fa del ritmo e dell’ironia il suo punto di forza, non solo nelle soluzioni vocali della resa musicale, ma anche nella rilettura dei recitativi che risultano incalzanti, donando a tutto lo spettacolo l’impressione che la musica non si fermi mai.

DON GIOVANNI ed il giudizio sull'aria finale

E’ proprio quando la musica interviene sul serio che il ritmo viene interrotto; ciò non avviene tanto nei brevi interventi pre-registrati durante lo spettacolo (come il divertente  arrangiamento vocale di Quizás, Quizás, Quizás all’inizio del secondo atto) quanto sul finale, per Don Giovanni a cenar teco, dove viene impiegato un audio dell’esecuzione orchestrale sulla quale i Tre Barba cantano.

L’orchestra risuona da un impianto non adatto alla sua riproduzione, mentre i tre decidono di prendersi sul serio nel momento più denso di tensione, evidenziando tutte le lacune tecniche canore del caso. L’orchestra dei tre elementi cede il passo ad un’orchestra pre-registrata, senza che nessuno, tanto meno lo spettacolo, ne sentisse la necessità. È quasi come se ormai, stanca di ricercare soluzioni, si fosse arresa all’ “aiuto da casa”.

Il DON GIOVANNI dei TREBARBA: spettacolo intelligente ed essenziale

Quello dei Tre Barba è però uno spettacolo intelligente ed essenziale: le soluzioni sceniche sono ricercate e i tre interpreti lavorano come un’unica macchina, pronta a cambiare identità in un attimo. il lavoro di ricerca sul libretto e sulla musica è approfondito e permette a chi non conosce l’opera di apprezzare ogni suo aspetto e, a chi la conosce già, di vederla sotto una nuova luce.

Una cosa è certa: l’essenza del Don Giovanni rimane intatta, tanto che siamo sicuri che anche Mozart avrebbe apprezzato.

 

Visto il 17 febbraio 2022

I TRE BARBA

presentano

DON GIOVANNI da Mozart e Da Ponte a i Tre Barba

regia di Lorenzo De Liberato

con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo

Scenografia di Gianni Dessì

Scenotecnica Ignazio Garufo

Disegno luci di Matteo Ziglio

Grafica, foto e video di Stefano Patti

FORTEZZA EST 17-18-19 febbraio 2021 | h. 20:30

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