DALLE STELLE @ Teatro Studio di Scandicci – Teatro delle Donne: surreale comicità  in un tempo sospeso

Antonio Fazzini ed Annibale Pavone sono i protagonisti di Dalle Stelle, spettacolo con cui Silvia Calamai ha vinto il Premio di Drammaturgia Don Chisciotte “Teatro & Scienza” (seconda edizione, giuria presieduta da Franco Quadri). La rassegna di AVAMPOSTITeatroFestival si conclude dunque con questo ultimo appuntamento andato in scena dal 2 al 5 Dicembre al Teatro Studio di Scandicci – Teatro delle Donne.

Sommario

DALLE STELLE: VIAGGIO ALL'INTERNO DI UNA COMICITA' SURREALE

IL CAPOVOLGIMENTO DELLA REALTA' NEL TESTO DI SILVIA CALAMAI

INFO DELLO SPETTACOLO

DALLE STELLE: VIAGGIO ALL'INTERNO DI UNA COMICITA' SURREALE

Una melodia rilassante insieme ad un sottofondo di sveglie, telefoni, messaggi fax e ricetrasmittenti aprono la scena decorata esclusivamente con due sedie bianche, posizionate l’una accanto all’altra, ed una grande cassa su ruote dietro di esse. Fanno così il loro ingresso gli attori, Antonio Fazzini ed Annibale Pavone, nei panni di due personaggi singolari, in pigiama e pantofole, che iniziano, nella più totale comodità ed agio delle loro vesti, dialoghi sconclusionati, senza senso ma estremamente ironici. La scenografia fa chiaramente pensare ad un'ambientazione presso una struttura di cura, se non addirittura psichiatrica, per persone affette da malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer. I due protagonisti dai nomi surreali – Axxo e Zinni – si ritrovano infatti a dialogare sulla vita, sul mondo e sulla loro esistenza prima dell’ospedale in modo tanto insensato quanto divertente. Dalla cassa dietro di loro, alla stregua del cilindro di un prestigiatore, estraggono i più svariati dispositivi medici che utilizzano in modo fantasioso durante le loro conversazioni: guanti, flebo, traverse, maschere per ossigeno, siringhe e soluzioni fisiologiche, pappagalli e padelle non fanno più quasi tristezza quando li vediamo trasformarsi in microfoni, volanti, copricapi e così via!
La malattia impedisce ai protagonisti di portare a termine un qualsiasi ragionamento sensato, vivono come in uno spazio parallelo, un tempo sospeso che cercano di scandire chiedendosi se sia già passata la donna che distribuisce la minestra, l’aspirina, la marmellata o le medicine.
I personaggi trascorrono così le loro giornate con un inizio ed una fine segnati dallo spegnimento delle luci in scena per ogni “episodio”, alla cui riaccensione si ritrovano seduti sulle stesse sedie ma ogni volta in posizioni diverse. Alla fine dello spettacolo si immaginano piloti della loro stessa vita, con indosso le traverse a mò di tute spaziali e maneggiando gli arnesi medici come volanti della loro astronave, pronti per partire per chissà quale meta immaginaria illuminati dall’alto da luci bianche dirette. Li accompagna alla fine una registrazione del programma “La prova del cuoco” che chiude la rappresentazione conferendo un carattere ancora più surreale di tutta la scena.

IL CAPOVOLGIMENTO DELLA REALTA' NEL TESTO DI SILVIA CALAMAI

C’è qualcosa di profondamente umano in queste due figure che rende impossibile non affezionarsi a loro. In un barlume di lucidità si ritrovano infatti a constatare come persone che una volta erano personaggi illustri ed importanti (come Zinni, illustre professore universitario), purtroppo si ritrovano abbandonate dalla società quando succede loro una disgrazia e vengono etichettate come “imbecilli” una volta colpite dalla malattia . Ma è proprio il vivere in un mondo tutto loro a permettere ai protagonisti di consegnare anche una prospettiva capovolta della vita, dove sono i sani ad essere considerati pazzi dai malati, perché in fondo è solo la malattia stessa a renderti libero e forse anche pienamente felice. Ineccepibile la recitazione dei due attori, Fazzini e Pavone, che si distingue per la totale sintonia nel ritmo dei dialoghi e delle battute, dal ritmo sostenuto ed incalzante, che accompagnano lo spettatore per tutta l’ora di durata dello spettacolo.

 

Info
DALLE STELLE
di Silvia Calamai
regia di Fabio Mascagni
con Antonio Fazzini e Annibale Pavone
produzione Teatro delle Donne e Intercity Festival
in collaborazione con Casa editrice Giunti

con il patrocinio dell’Istituto Francese di Firenze

Teatro Studio di Scandicci

05/12/2021

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