DALL’ALTO DEI CIELI BOMBE @Sala Gialla DLF: «guerra alla guerra»

Il 20 e 21 marzo va in scena Dall’alto dei cieli bombe, uno spettacolo di Michelangelo Ricci. Restituzione pubblica di un laboratorio partito ad ottobre, tenutosi negli spazi dell’Officina del popolo Valerio Evangelisti, in collaborazione con il Circolo Granma, ha debuttato alla Sala Gialla del Dopo Lavoro Ferroviario a Bologna.

fotografia di scena di Giuseppe Zidda

Michelangelo Ricci è un regista, drammaturgo, poeta e cantautore che tra le tante esperienze in tutt’Italia, esprimendosi con numerosi linguaggi artistici e collaborando in vari ambiti sia pubblici e universitari che indipendenti, nel 1988 fonda la compagnia Il Teatro dell’Assedio. Il laboratorio in questione ha avuto inizio ad ottobre ed è andato avanti finché un mese e mezzo prima del debutto la compagnia si è riunita per discutere della restituzione finale. Si è messa in piedi una struttura composta dalle dichiarazioni di guerra personali di tutti i partecipanti, scritte di loro pugno, montate insieme ad altri testi, tra monologhi e versi, e canzoni il cui autore è Ricci stesso, pescando tra l’inedito e il repertorio.

Come vinsero la guerra

fotografia di scena di Giuseppe Zidda

Dalla regia proviene musica ancora prima che lo spettacolo inizi, si vende da bere e da mangiare e dopo un po’ d’attesa ecco che il palco si popola. Una pedana di legno a vari livelli che si estende su due lati del perimetro della sala, dove quasi a metà si sviluppa un piccolo corridoio che fa da pulpito/proscenio, ospita ben 45 persone, accogliendo un pubblico altrettanto numeroso, composto da amici, parenti e curiosi. Sullo sfondo rettangoli di tela nera variamente disposti, sul bordo del palco cornici strette e lunghe di legno.

fotografia di scena di Giuseppe Zidda

Corpi di ogni provenienza, età e identità di genere si alternano in scena e prendono parola, che sia all’interno di un coro, in un monologo, in un canto o in un assolo di strumento, in piccoli gruppi di tre. Il verso si alterna alla prosa, il verbo alla musica e al ballo. Si denuncia uno stato di allerta, di guerra che pervade ogni paese, ogni città, ogni individuo nel suo piccolissimo, non c’è scampo.

«Una grande manifestazione», così viene chiamata da quella che sembra la presentatrice dello spettacolo, la cui figura rimanda alla mente Giulietta Masina de La strada (Federico Fellini, 1954), un pifferaio magico per tutti gli individui sul palcoscenico, mossi da un’esigenza molto personale, che diventa immediatamente collettiva, per raccontare la propria guerra. Una denuncia ad uno status quo che ogni giorno può essere combattuto e distrutto dall’interno attraverso piccoli gesti: una rabbia che provoca amore, che produce libertà.

Per un teatro sociale

locandina del laboratorio

L’esperienza del laboratorio diretto dal Teatro dell’Assedio è ciò che di più incisivo c’è in quest’oggi. La partecipazione è stata gratuita, «creando un senso di collaborazione e corresponsabilità», che ha permesso ai partecipanti di esprimersi in una comunità, oltre che con la parola e il corpo, creando la propria stessa cornice in settimane intense di costruzione e allestimento del palco. In un presente come il nostro cantare, suonare e ballare in così tanti in scena sembra impossibile e inimmaginabile, anche per gli enti più facilmente supportati da finanziamenti. Ed è proprio sull’immaginazione, sull’immaginario che si sposta l’attenzione quando si pensa a Dall’alto dei cieli bombe, una «manifestazione spettacolare» che prova a tracciare un’altra via, un’alternativa, oltre il prodotto, oltre il tetro avvenire che sembra prospettarsi. Come per molti prima, durante e dopo di loro (si spera), l’invito è di parlarne, di vederne i loro frutti. E di continuare a festeggiare con loro alla fine di ogni replica.

Visto il 20 marzo

Dall’alto dei cieli bombe: dati artistici

scrittura, musica e regia Michelangelo Ricci

assistente musicale Rocco Marchi

in scena Maurizio Muzzi, Maria Grazia Fiore, Giusi Salvia, Giuseppe Scavone, Soledad Flemma, Alice Bedola, Alberto Recchioni, Angelica Stelluto, Aurora Ribechini, Cecilia Bertini, Clementine Rozier, Cristina Morettini, Dafne Molfetta, Elena Malfi, Francesca Greco, Giulia Contento, Gloria Miggiano, Giacomo Mariani, Giorgio Ruffino, Giovanni Sarti, Hélios Beauvallet, Ilaria Canavese, Joshua Lanzi, Lori Vanoni, Luigi Finelli, Lorenzo Pacelli, Libero Palazzi, Laila Celi, Lucia Cinalli, Ludovica Dinamo, Marco Faggion, Martina Brizio, Matteo Francesconi, Melania Imbrogno, Meg Nardo, Mena Fraticola, Natalia Morettini, Rossana Obinu, Sara Baroni, Sara Macheda, Stella Nocera, Sofia Tatti, Tosca Valente

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