CUORAMARANTO. PICCOLA CRONACA DELLA CADUTA @ Teatro Cantiere Florida. Teatro come Differenza: noi tutti piccoli acrobati dell’esistenza

Uno strampalato circo di clown, la scena vuota, un unico cerchio rosso ad indicare lo spazio dei loro numeri, una teoria di creature ibride, sospese, instabili atleti dell’anima che evocano coi loro corpi immagini di impermanenza e levità, diventando per noi specchio dell’evanescenza del vivere umano. Al Teatro Cantiere Florida di Firenze in scena in prima nazionale l’ultimo lavoro di Teatro come Differenza, coordinamento di compagnie teatrali attive nell’ambito della salute mentale: CUORAMARANTO. Piccola cronaca della caduta, seconda collaborazione con Versiliadanza e il Dipartimento Salute Mentale Dipendenze USL Toscana Centro frutto del gruppo di attori, educatori e registi che Gufetto ha già recensito in SACRO QUOTIDIANO @ Teatro Cantiere Florida: inno a Nostra Signora Differenza.

Sommario:

Piccola cronaca poetica: un viaggio nella caduta

Cuoramaranto: la potenza magnetica degli attori

Teatro come differenza: un progetto di comunità

Informazioni su Cuoramaranto

 

Piccola cronaca poetica: un viaggio nella caduta

Potrei credere solo ad un Dio che danza. Con le parole di Nietzsche veniamo accolti all’inizio di questo onirico e poetico viaggio nei mille volti della caduta. Caduta che può manifestarsi come terremoto, incessante precipitare – “perdo vento dalle ali” cita l’ipnotico monologo estratto dal “Lucifero” di Chiara Guarducciil cadere della pioggia o dell’oscurità, dondolare instabile per restare in equilibrio, come una piuma di pavone, tra la vita e la morte, tra il passato e il futuro, tra la veglia e il sogno. Caduta che è come un continuo fallire (to fall, cadere, appunto) e tentare beckettianamente di fallire ancora, fallire meglio. Caduta che, alla fine, appare come un’irresistibile abbandonarsi a ciò che si è, scoprendosi sorgenti di poesia infinita tutte le volte che siamo diversi da ciò che dovremmo/vorremmo essere: “Siamo tutti dei falliti rispetto ai nostri sogni: niente ha successo come l’insuccesso”.

Cade la pioggia, cadono i fiori, cade l’illusione di un abbraccio, cade l’asta dei pesi del forzuto e il telo del prestigiatore, cade l’equilibrista sul filo con la tenerezza di un ombrellino di trine, cade la ballerina con la rosa tra i capelli, cadono e cadiamo con loro nel gioco dell’essere imperfetti: “Non amo la gente perfetta, quelli che non hanno mai inciampato: a loro non è svelata la bellezza della vita”.

Cuoramaranto: la potenza magnetica degli attori

Se suscitare questa atmosfera struggente e ironica al tempo stesso, degna di un tango latino alla fine del mondo era l’obiettivo di questo spettacolo, CUORAMARANTO riesce perfettamente, anzi, fallisce felicemente (Keith Johnstone). Complici le scelte essenziali ed intense delle immagini; complici i ballerini che accompagnano gli attori in gesti evocativi, espressione di un tentativo malinconico e appassionato di superare il confine tra gli esseri umani; complici i testi che accompagnano i performers, evocando Pasternak, Pessoa, Nietzsche, Beckett, Rilke, Romain Gary;  ma più di tutto grazie alla presenza potente e magnetica degli attori, pionieri di frontiera, la più temuta e rimossa di tutte nella nostra  comunità impregnata di norma-lità: la salute mentale.

Si presentano a noi con la nudità assoluta del clown, eroe dell’autenticità senza maschere se non quel naso rosso che non cela ma rivela la coscienza della propria inadeguatezza e ne fa un terreno fertile per atti poetici profondamente evocativi che le parole non bastano a spiegare. E fluttuiamo con loro, quindi, mentre danzano, inciampano, domano leoni giocattolo e lanciano coltelli di plastica, con la serietà con cui i bambini giocando mettono in scena i loro sogni. Sullo sfondo le immagini in color seppia di un film muto dove gli artisti del circo volano sui loro trapezi, amplificando le frontiere del possibile.

Teatro come differenza: un progetto di comunità

Il progetto che dà vita allo spettacolo si propone per la seconda volta al Teatro Cantiere Florida, grazie al lavoro del coordinamento Teatro come Differenza, realtà nata dall’incontro, nel 2013, di cinque compagnie e cinque registi: Arbus con Francesca Sanità, Arte in Corso con Marilena Manfredi, EsTeatro con Paolo Biribò, Teatro 334 – Isole Comprese con Alessandro Fantechi e Elena Turchi, Sfumature in Atto con Daniele Giuliani. I loro spettacoli perseguono la “missione di costruire comunità, di creare legami, di restituire ai senza parola il diritto di esistere e la possibilità di esprimersi”.  

E davvero la comunità è ricostituita nella sua unità davanti a questi artisti che davanti a noi come guide dentro un concetto che ci tocca profondamente tanto più lo neghiamo, ci mostrano che si può abitare con bellezza la caduta, anzi con levità infinita, consapevoli che vivere è un andare a tentoni in cerca di istanti di illuminazione.

 

Informazioni:
CUORAMARANTO. PICCOLA CRONACA DELLA CADUTA
Teatro come Differenza
/ Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze USL Toscana Centro
un progetto a cura di Paolo Biribò, Francesca Sanità, Elena Turchi
in collaborazione con Samuele Mariotti
con Leonardo Brighella, Loredana Stramaccia, Giovanni Abbazzi, Pierluigi Logli, Matteo Pucci, Antonella Sabatini, Isabella Fantini, Fabio Calonaci, Michele Ceri, Paolo Listro, Naeem Malik, Sona Baradaran, Lorenzo Sanesi, Massimiliano Leone, Michela Astronomi, Lorenzo Bonifazi
costumi Antonio Musa
audio Silvia Avigo
disegno luci Gabriele Termine
assistenza alla regia Anna Cudin
in collaborazione con Centro di Solidarietà Pratese, Associazione Mi Chiamo Viscardo, Chiara Ciofini, Federica Totaro

Teatro Cantiere Florida
5 febbraio 2022

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