COSÌ È (SE VI PARE) @Teatro della Pergola: le verità senza tempo di Pirandello

COSÌ È (SE VI PARE), una delle opere teatrali più famose di Luigi Pirandello, è stata portata in scena al Teatro della Pergola di Firenze dal 13 al 18 febbraio scorso, in un unico atto di circa 1 ora e quaranta di durata. Stella del cast è la divina Milena Vukotic nei panni della Signora Frola, che insieme a Pino Micol e Gianluca Ferrato danno vita sul palco ad uno spettacolo brillante e ad un calderone di emozioni, guidati dalla esperta regia di Geppy Gleijeses.  

La trama di COSÌ È (SE VI PARE)

Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato in una scena di COSÌ È (SE VI PARE)

Il teatro e la letteratura di Pirandello sono ben noti a tutti: anche chi non è un appassionato o un gran cultore del suo stile, se negli anni magari può perdere per strada alcuni dettagli e ricordi però quantomeno quel semino gettato tra i banchi di scuola riprende un po’ vita ogni volta che si ha l’occasione di assistere ad un suo spettacolo. E la fortuna di Pirandello è l’aver saputo scrivere all’inizio del secolo scorso novelle accattivanti, con quel giusto mix di amarezza e comicità, che è riuscito poi a trasformare in testi teatrali sempreverdi perché di fatto ruotano intorno a quella condizione esistenziale di fragilità della mente umana, che si tormenta da sempre con domande sul chi siamo e quale sia in fondo la Verità. Quest’ultima è senza dubbio la protagonista del COSÌ È (SE VI PARE), tratto appunto dalla novella La signora Frola e il signor Ponza suo genero. Lo spettacolo è stato portato in scena al Teatro della Pergola con la regia di Geppy Gleijeses che ha diretto Milena Vukotic, Pino Micol, Gianluca Ferrato e gli altri attori della Compagnia. Si narrano le vicende dei due protagonisti che, costretti a lasciare la loro casa devastata dal terremoto della Marsica (realmente accaduto nel 1915), si trasferiscono in un piccolo paesino dove diventano subito oggetto di chiacchiere e di sospetto perché la terza persona che si è trasferita con loro, ossia la moglie del signor Ponza e figlia dunque dell’anziana signora Frola, non si vede mai e si pensa sia tenuta segregata in casa dal marito che impedisce alla suocera di vederla, dato che vivono in case separate. Il Ponza diventa dunque bersaglio delle chiacchiere del paese e viene additato come un mostro. Lo scompiglio è talmente grande che il suo capo, il consigliere Agazzi, si rivolge al prefetto per far luce sulla vicenda. Si cerca dunque di indagare, di capire il perché di un atteggiamento tanto crudele. L’unico a difendere i due nuovi arrivati è Laudisi, cognato del consigliere Agazzi, che ride di buon gusto nel vedere “tanto rumore per nulla”, difensore a spada tratta della convinzione di come nessuno possa essere conosciuto mai bene fino in fondo, dato che esistono sempre molteplici versioni di noi stessi e di conseguenza anche della verità. Il signor Ponza, messo alle strette, dichiara che la giovine non è la figlia della signora, ahimè già deceduta, bensì la sua seconda moglie, ma guai a dirlo davanti alla suocera, che purtroppo è impazzita ed ha rimosso totalmente la vicenda. Peccato che invece la signora Frola avesse dato poco prima una versione dei fatti totalmente opposta ed allo stesso tempo convincente, dichiarando senza alcun dubbio che si tratta proprio di sua figlia ma non che riesce più a vederla per la troppa possessività del genero.

La filosofia del teatro pirandelliano in COSÌ È (SE VI PARE)

Due testimonianze dunque che rappresentano due verità. A quale credere? I paesani si affannano ostinatamente a cercare quella risposta, ma atti comunali che possano provare la morte della figlia non se ne trovano più, il terremoto si è portato via anche quelli. Quando finalmente fa il suo ingresso in scena l’oggetto della loro ricerca, gli abitanti sperano finalmente di potersi dare pace, ma la ragazza, non a caso indossando un velo nero a coprire tutto il viso, dichiara invece di essere entrambe le persone: “io sono colei che mi si crede”. Il leitmotiv della letteratura di Pirandello è proprio questo: un’unica verità, un io assoluto non esistono ma esistono solo molteplici rappresentazioni di esse, date dagli occhi di ciascuno di noi. Lo spettatore si ritrova a riflettere su quanto appena visto e invitato a non voler per forza trovarne un significato, perché un significato non c’è, dobbiamo solo rendercene conto ed accettarlo piuttosto che continuare ad arrovellarci nella pretesa di risposte uniche e certe.

La scenografia di ispirazione per COSÌ È (SE VI PARE)

Come dare senso alla scenografia di uno spettacolo che deve trasmettere dunque esattamente l’opposto, cioè il non-senso? E’ un lavoro assai arduo, ma la sfida è stata colta con passione dal regista Geppy Gleijeses. Partendo dallo studio di Giovanni Macchia e dalla sua teoria del “cannocchiale rovesciato”, che invita ad osservare le persone e le vicende a noi più vicine da una prospettiva lontana e distaccata, il regista è riuscito a dar vita a questo concetto grazie all’incredibile lavoro del video artist Michelangelo Bastiani che ha letteralmente proiettato sul palco a inizio spettacolo dei piccolissimi ologrammi di personaggi della scena. E questo effetto di realtà-non realtà permane poi grazie a quei sei contenitori vuoti rettangolari e verticali, che sembrano quasi cabine-specchio, dove gli attori si muovono, si nascondono, scompaiono per poi riapparire. Un lavoro estremamente originale e molto ben riuscito, con l’aiuto anche di luci ed ombre, neon studiati in dettaglio ad accompagnare l’aura di mistero di tutta la vicenda narrata. Lo stesso accurato studio si riflette anche nella scelta dei costumi: il nero riveste i tre protagonisti (la signora Frola, il Signor Ponza e la moglie di quest’ultimo) a simboleggiare il colore del lutto, della sofferenza e soprattutto del mistero che li avvolge. Si distinguono subito quindi da quelli degli altri personaggi che sono invece colorati e vivaci come forse lo sono proprio la curiosità ed il pettegolezzo. Un efficace contrasto che ben si confà al sapore tragicomico di questa novella.    

COSÌ È (SE VI PARE): tributo a Milena Vukotic

Milena Vukotic in COSÌ È (SE VI PARE)

Vedere per la prima volta Milena Vukotic a teatro suscita una emozione complicata da trascrivere. Attrice ineccepibile, è indubbiamente conosciuta al pubblico più per i suoi ruoli nel cinema o in TV (la Pina di Fantozzi, la signora Enrica di Un medico in famiglia), e perciò avere avuto la possibilità di vederla dal vivo sul palcoscenico nella sua interpretazione della signora Frola per il Così è (se vi pare) non ha fatto altro che confermarne la bravura, la professionalità e soprattutto il suo grande amore per questa arte. Come lei stessa ha dichiarato alla intervistatrice Angela Consagra, in passato aveva già avuto occasione di recitare in questa opera vestendo però i panni della ragazza Dina. Ritrovarsi adesso a ricoprire il ruolo di un personaggio protagonista le ha conferito tutt’altra mole di impegno, studio e ricerca sulle parole di Pirandello. La sua interpretazione è ricca di pathos e drammaticità che si evincono non solo dalla voce, fragile e a tratti spezzata, ma anche da come si muove, da come si inginocchia, e più in generale dalla intera fisicità del suo corpo. Una ulteriore nota di merito inoltre è anche l’aver trasmesso al pubblico la sua totale compatibilità con tutti gli altri attori della Compagnia, con i quali ha tenuto un ritmo alto e costante durante l’intero svolgimento della rappresentazione. Sempre dall’intervista: “insieme a Pino Micol, Gianluca Ferrato e la Compagnia nel suo insieme viviamo una grandissima armonia e credo che la nostra intesa si rifletta sul palcoscenico. Tutto il gruppo è caratterizzato da una rara bontà (…)”.

Sì, è stato proprio così.

Visto al Teatro della Pergola il 18 febbraio 2024

COSÌ È (SE VI PARE)

di Luigi Pirandello
con Milena Vukotic, Pino Micol, Gianluca Ferrato e con Luchino Giordana, Marco Prosperini, Maria Rosaria Carli, Giorgia Conteduca, Antonio Sarasso, Dacia D’Acunto, Walter Cerrotta, Vicky Catalano, Giulia Paoletti
regia Geppy Gleijeses
videoartist Michelangelo Bastiani
scene Roberto Crea
costumi Chiara Donato
musiche Teho Teardo
light designer Francesco Grieco
aiuto regia Giovanna Bozzolo
produzione Gitiesse Artisti Riuniti

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF