CO.SMO CLASSICO @Magma The Square: come si rimontano I Promessi Sposi

Dopo la prima di OSPITI siamo tornati allo spazio The Square del Magma di Firenze per il primo appuntamento di CO.SMO CLASSICO – sottotitolo Come ti Smonto un Classico – dedicato ai tanto vituperati Promessi Sposi manzoniani. Adattamento dal romanzo “I Promessi Sposi spiegati male” (DeAgostini, 2023) dello scrittore pugliese Francesco Muzzopappa, la parodia da tutto esaurito cui abbiamo assistito per la regia di Roberto Caccavo, sul palco insieme ad un gruppo di altri 4 attori/attrici (Niccolò Curradi, Aldo Gentileschi, Eleonora La Pegna, Lavinia Pini), ha visto altrettanti professori e professoresse pronti a divertire ed appassionare col racconto delle rocambolesche vicende dei malcapitati Renzo e Lucia alle prese con le minacce di Don Rodrigo, la codardia di Don Abbondio e il doppio gioco della “sventurata” Gertrude.

CO.SMO CLASSICO: l’esperimento al Teatro Magma

Il cast di CO.SMO CLASSICO

In musica col Quartetto Cetra, in televisione in versione pedissequa con la coppia Pitagora-Castelnuovo oppure sarcastica e parodica ad opera del Trio Marchesini-Solenghi-Lopez, in letteratura con mille riduzioni per l’infanzia o per i lettori più pigri. I Promessi Sposi non mancano certo di tentativi astuti per far digerire alla maggior parte della platea nazionale le vicissitudini dei due malcapitati giovani lombardi vittime delle angherie di un signorotto locale, arrogante e tracotante. Roberto Caccavo con il suo gruppo di attori ha deciso di battersi quindi in una sfida non da poco con il suo CO.SMO CLASSICO, progetto atto a smembrare, sviscerare e infine ricostruire con ironia un capolavoro della letteratura. Anche se, a onor del vero, prima di lui la sfida era stata raccolta da Francesco Muzzopappa, scrittore che negli anni si è distinto per la sua vena sarcastica, umoristica e molto intelligente sul mondo di oggi. E’ proprio dal suo I Promessi Sposi spiegati male che qui a The Square tutto oggi ha avuto inizio.

La struttura di CO-SMO CLASSICO

Provate ad immaginare 5 professori di 5 discipline diverse che, con le loro magliette di riconoscimento per nome e materia, provano a burlarsi del manzoniano tomo tra la stand up comedy, l’avanspettacolo e il cabaret. Proprio questo è l’incipit dello spettacolo in cui serve rompere il ghiaccio e far capire al pubblico cosa lo aspetta. Un siparietto fatto di scambi con i presenti – ad uno spettatore il compito di leggere il celeberrimo “Quel ramo del lago di Como…” – e di battute per ribadire, un po’ ridondantemente, che qui il serio non si fa sul serio. Con l’aiuto di 5 sgabelli sul fondo e qualche suppellettile, tra parrucche, vestaglie e mantelli, gli attori si sono alternati al centro della scena in una sfilza di quadri consecutivi senza mai fermarsi se non per gli intermezzi interlocutori funzionali a saltare i passaggi più noiosi, anche meno conosciuti, ma soprattutto meno interessanti da trasformare.

La caratterizzazione dei personaggi manzoniani

Una scena di CO.SMO CLASSICO

Così vediamo Lucia con l’immancabile aureola pronta ad accendersi nei momenti di massimo fervore cristiano – una di alcune strizzatine d’occhio alla suddetta parodia del Trio – oppure la Perpetua come una donnina attempata, ipovedente con la sua “lisese” da vernacolo fiorentino e con una grande voglia di spettegolare mentre Agnese sfoggia tutto il suo snobismo da erre moscia abbigliata con una elegante vestaglia di seta, pronta a invocare l’aiuto di Fra’ grammofono o citofono – per gli altri Fra’ Cristoforo. Non mancano poi ovviamente Don Rodrigo con la sua lunga parrucca nero pece e il suo accento spagnolo incomprensibile oppure la Monaca di Monza con i suoi baffi – altro ricordo sbloccato di un Lopez ormai andato – e la sua vocina in falsetto pronta a rivelare a momenti la reale mascolinità che nasconde. E mentre Donna Prassede si gusta il suo spritz da brava alto-borghese meneghina, le vicissitudini di Renzo – forse il meno bistrattato dei personaggi – e Lucia si susseguono ad un ritmo che strappa continuamente risate e applausi a scena aperta fino al noto lieto fine.

CO.SMO CLASSICO: un crescendo esilarante

Una scena di CO.SMO CLASSICO

Grazie agli interventi musicali cinematografici – da Momenti di gloria al Tempo delle mele – e a quelli sonori, talvolta desincronizzati e/o volutamente fraintesi dal fonico – trovata non certo nuova ma che continua a suscitare ilarità nel pubblico – l’esperimento di Caccavo e del suo gruppo si sviluppa in un crescendo che dopo l’inizio secondo noi zoppicante ha assunto una fluidità sempre maggiore. La perizia degli attori e delle attrici è emersa un quadro dopo l’altro riuscendo a conquistarsi il gradimento di un pubblico che dal giubilo finale non sembra essere rimasto deluso. Anche noi usciamo da questa  nuova esperienza al Magma contenti di aver assistito ad uno spettacolo per noi inconsueto che con la sua freschezza e con la bravura del cast ha allietato il nostro sabato sera.      

CO.SMO CLASSICO

riadattamento a cura di Roberto Caccavo

da “I promessi sposi spiegati male” di Francesco Muzzopappa

con Roberto Caccavo, Niccolò Curradi, Aldo Gentileschi, Eleonora La Pegna, Lavinia Pini

una produzione Serious Game Film in collaborazione con Teatro Magma e Fondazione The Square

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