CAPINERA@Teatro studio Uno: fra amore e desiderio di libertà

CAPINERA, in sala fino al 31 Gennaio al Teatro Studio Uno, è tratto dal romanzo di G.Verga e riproposto da Rosy Bonfiglio con l’aiuto di Giuliano Braga. La stessa Bonfiglio è sola sulla scena ad affrontare concetti che sembrano appartenere ad un passato già lontano, ma che invece nascondono i lineamenti sempiterni della nostra vera identità.

L’attrice incarna Maria, una giovane monaca in attesa di dare i suoi voti che per sfuggire all’epidemia di colera che devasta Catania abbandona la sua cella di Convento e soggiorna nella casa di campagna di suo padre. Qui, fra l’affetto della sua famiglia e le bellezze della natura, si affaccia al mondo e ai veri piaceri della vita, il calore del sole, la freschezza del vento e percepisce per la prima volta cosa sia la libertà. Tutto quel benessere stride fortemente con la morale rigida a cui è abituata la ragazza in convento, e iniziano cosi i primi dissidi interiori. Il coronamento di questo malessere si manifesta non appena Maria si innamora di un ragazzo, suo vicino. Distrutta da questo amore impossibile e dal senso di soffocamento rientra in convento, dove spera di poter redimere questo suo peccato invalicabile che compromette il suo futuro di monaca ricco di privazioni. Maria ha conosciuto l’amore verso qualcosa che è terreno, un amore proibito e troppo potente per lei, che consumerà inesorabile prima la sua anima e dopo il suo corpo fragile, come quello di una capinera.

Lo spettacolo inizia con il triste racconto di una capinera imprigionata che si arrende sotto il peso di quella gabbietta che non le permette di librarsi come i suoi simili alla scoperta del mondo e si conclude con lo stesso racconto da parte della protagonista. Un desiderio di libertà o la scoperta dell’amore non dovrebbero mai essere moventi di una morte cosi atroce.
La scena è essenziale e spoglia come l’anima deturpata di Maria che più volte, durante la rappresentazione cerca lo sguardo di chi assiste al suo dolore, quasi sperando di trovare un consenso, un po’ di pietà o semplicemente conforto.
Le luci e le musiche, curate rispettivamente da Michelangelo Vitullo e Angelo Vitaliano, accompagnano i momenti di suspense e di calma apparente, sorprendendo e stupendo il pubblico.
Un monologo sorprendente e inaspettatamente contemporaneo, ricco di emozioni contrastanti che ci ricordano, ancora una volta, gli straordinari poteri dell’amore e la sua forza distruttiva.

E PROSSIMAMENTE al Teatro Studio Uno

CHORISIA – 4-7 FEBBRAIO

Compagnia Matroos

Ideazione Scenografia Coreografia – LISA ROSAMILIA

Musica Sonorizzazioni – GIADA BERNARDINI

Tecnico alla Scenografia – Fabio Sabaino

SPETTACOLO DI TEATRODANZA CON MUSICA DAL VIVO

BIGLIETTO RIDOTTO a 8 euro prenotando come LETTORI DI GUFETTO al 3494356219- 3283546847

 

 

 


NOTE STAMPA

Debutta in prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 28 al 31 gennaio 2016 “CAPINERA” di e con Rosy Bonfiglio, ispirato al capolavoro Verghiano “Storia di una capinera” del 1869.
BIGLIETTO RIDOTTO a 8 euro prenotando come LETTORI DI GUFETTO al 3494356219- 3283546847

 

 “Io sono meno di una donna, io sono una povera monaca, un cuore meschino per tutto ciò che oltrepassa i limiti del chiostro, e l’immensità di quest’orizzonte che le si schiude improvvisamente dinanzi l’acceca…”. E’ tra queste righe che Rosy Bonfiglio fa partire magicamente il cuore pulsante di una storia fuori tempo, eppureestremamente attuale, se non addirittura archetipica, decontestualizzata dalla tematica religiosa e dalla collocazione spazio-temporale verghiane.

La storia

In scena la storia di una fanciulla, Mariacondannata alla monacazione da un destino familiare sfortunato. Non ancora compiuti i voti, durante l’epidemia di colèra che colpisce Catania alla fine del 1800, la giovane torna temporaneamente in campagna, dalla sua famiglia: pochi mesi per scoprire il mondola vita e la bellezza della libertà. Pochi mesi per conoscere dolorosamente l’amore per un uomo, esplosione assoluta di impulsi sconosciuti e ingestibili per una piccola anima fragile e digiuna di esperienze.

Maria, come una tragica Cenerentola sconta i soprusi di una matrigna gelida e indifferente, le debolezze di un padre troppo devoto alla moglie, le angherie di un destino che non perdona la libertà, piuttosto la condanna. Maria incarna perfettamente un conflitto da tipica eroina tragica, pagando con la vita il prezzo della dolorosa scoperta del senso critico, inteso come coscienza, sguardo personale sulla realtà.

Come un piccolo Edipo al femminile, Maria si mette in viaggio, seppur inconsapevolmente, alla ricerca della propria verità, scontrandosi con l’inevitabile dualità dei sentimenti umani e con la difficoltà di appropriarsi di una giovinezza fino a quel momento castrata e mortificata.

Questa messa in scena, come il romanzo di Verga, vuole essere un testamento emotivo di lettere e pensieri di una giovane ragazza, di una persona, un essere umano che buca le tenebre dell’ignoranza, un animo sensibile che, al di là delle problematiche etiche e religiose diventa simbolo della voglia di libertà, della scoperta, anche tragica, di se stessi, della donna, che di fronte ai muri insormontabili che la imprigionano, si fa aquilone, uccello, capinera.

 

Info:

“Capinera” dal 28 al 31 gennaio 2016 | Sala Specchi

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara). Ingr. 10 euro.
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

PRENOTAZIONI http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219 – 3298027943

www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF